raggi solari dannosi quali sono 2

Non vi è nulla di più entusiasmante dell’arrivo della bella stagione, quando si prefigurano gite fuori porta, vacanze al mare, lunghe passeggiate in montagna e molte altre attività all’aria aperta. Attenzione però ai raggi solari: nonostante il loro calore sia gradevole e la loro luce conferisca al nostro stato d’animo ottimismo, positività ed energia, essi possono rivelarsi un nemico insidioso per i nostri occhi. In un recente articolo pubblicato su Eye Doctor dal nostro direttore scientifico Lucio Buratto in collaborazione con il collega Vittorio Picardo, si legge quali sono i raggi dannosi per i nostri occhi, perché lo sono e come proteggersi durante l’esposizione al sole e le attività all’aria aperta.

Conosciamo meglio lo spettro luminoso

I raggi solari non sono tutti uguali. Essi si possono raggruppare sommariamente in tre macro categorie:

  • radiazioni ultraviolette (che non sono visibili)
  • radiazioni visibili (sono quelle che penetrano nel nostro occhio e permettono la visione)
  • radiazioni infrarosse (sono quelle che ci danno la sensazione di calore)

Radiazioni ultraviolette, il nemico dei tuoi occhi

Sono le radiazioni ultraviolette a rappresentare un nemico per il nostro apparato visivo. La loro lunghezza d’onda è particolarmente lunga e tuttavia esse sono invisibili. A differenza delle radiazioni infrarosse, inoltre, queste sono fredde, motivo per cui non vengono in alcun modo percepite dal nostro occhio, né dalla nostra epidermide. Non solo: mentre le radiazioni visibili innescano il riflesso automatico di restringimento della pupilla, le radiazioni ultraviolette no.

Le radiazioni ultraviolette non mettono a repentaglio il nostro benessere visivo solamente in estate: esse sono presenti tutto l’anno anche quando il sole non splende, perché riescono a penetrare le nuvole. Inoltre, la sabbia e la neve riflettono le radiazioni ultraviolette, cosicché all’effetto dannoso di quelle irradiate dal sole, si somma quello delle radiazioni riflesse.

Tipologie di radiazioni ultraviolette

Le radiazioni ultraviolette si distinguono in UVA, UVB e UVC a seconda della loro lunghezza d’onda. Cambia dunque la loro capacità di penetrare l’occhio umano. Si tenga presente che le radiazioni ultraviolette non provengono solamente dal sole, ma anche da fonti di tipo artificiale, come per esempio le lampade abbronzanti, le lampade germicide, alcuni tipi di saldatrici ed in generale tutti gli strumenti che emettono raggi UV.

Malattie causate dalla radiazioni ultraviolette

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato 10 malattie delle quali sono responsabili le radiazioni ultraviolette. Di queste, le prime cinque che citiamo colpiscono l’apparato visivo. Vediamole:

  1. Cheratocongiuntivite attinica
  2. Cataratta corticale
  3. Degenerazione maculare
  4. Pterigio
  5. Carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva
  6. Melanoma
  7. Carcinoma squamoso della pelle
  8. Carcinoma basocellulare
  9. Cheratosi
  10. Attivazione dell’herpes labiale (già presente nel corpo)

Come avviene il danno oculare da radiazioni ultraviolette

Le radiazioni ultraviolette, come detto, riescono a penetrare l’occhio senza che questo metta in atto alcun meccanismo di difesa. La cornea ed il cristallino assorbono le radiazioni ultraviolette, così come la retina. I tessuti colpiti cambiano a seconda della lunghezza delle onde e quindi in funzione della capacità di penetrazione delle stesse. Più lunghe saranno le onde, più tessuti riusciranno a colpire, fino ad arrivare alla retina.

Radiazioni ultraviolette e cataratta

La cataratta è una malattia fisiologica del cristallino, che con l’avanzare dell’età si opacizza in modo naturale, progressivo ed irreversibile. Le radiazioni ultraviolette non ne sono direttamente responsabili, tuttavia è bene sottolineare che esse possono concorrere all’accelerazione dell'”invecchiamento” del cristallino, anticipando l’insorgenza della cataratta. Questo perchè il cristallino assorbe sia i raggi UVA che i raggi UVB.

Come proteggere gli occhi dalle radiazioni dannose?

Per proteggere gli occhi dalle radiazioni dannose è bene indossare sempre lenti protettive o occhiali da sole. Spesso si preferiscono occhiali scuri, con lenti colorate, capaci di ridurre il fastidio dato dall’abbagliamento e di rendere la visione più rilassante. Si tenga tuttavia conto del fatto che le lenti scure inibiscono il riflesso di restringimento della pupilla, andando paradossalmente ad agevolare la penetrazione dei raggi solari nell’occhio. Insomma attenzione, perché la colorazione scura non è sempre sinonimo di elevata protezione. A proposito di protezione, la Commissione Internazionale sulla Protezione da raggi non ionizzanti ha dettato delle normative ben precise in merito alla protezione da applicare a lenti oftalmiche e filtri da sole. La normativa relativa a questi ultimi al momento è la più severa, mentre per quanto riguarda le lenti oftalmiche, non sempre queste sono sufficienti a proteggere adeguatamente l’occhio dai raggi dannosi del sole.

Fonte: EyeDoctor

Freedom la visita specialistica per la refrattiva

Non vi è nulla di più bello, per chi porta lenti a contatto od occhiali, di sognare di poterne fare a meno, e di tornare a vedere bene “come prima”. Ecco perché Neovision ha messo a punto FREEDOM, la visita specialistica pensata per chi vuole sottoporsi alla chirurgia refrattiva. 

Le lenti rappresentano la soluzione temporanea a tutti i difetti visivi

I difetti refrattivi consistono in un’errata messa a fuoco delle immagini sulla retina. Se la messa a fuoco non avviene correttamente, la capacità visiva è compromessa e si avranno i cosiddetti difetti refrattivi. A seconda del tipo di “errore” avremo dunque miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, che non è un vero e proprio difetto visivo, ma un difetto di accomodazione connesso all’avanzare dell’età causato dal graduale irrigidimento del cristallino.

I difetti visivi hanno sintomi differenti: se il soggetto miope vede male da lontano, l’ipermetrope vede male sia da lontano che da vicino, e l’astigmatico vede invece i contorni degli oggetti poco definiti. Il presbite, infine, vede male da vicino, e tende ad allontanare gli oggetti per metterli a fuoco. In tutti questi casi, la soluzione temporanea consiste nell’uso di lenti a contatto o di occhiali.

FREEDOM, il primo passo per la soluzione dei difetti refrattivi

Quando il difetto refrattivo si è assestato ed è stabile nel tempo, può essere corretto, così da eliminare con esso anche l’uso di occhiali o lenti a contatto. A questo scopo, in Neovision abbiamo messo a punto FREEDOM, la visita oculistica specialistica pensata per valutare e confermare l’idoneità all’intervento laser per la correzione dei difetti visivi oppure alla chirurgia intraoculare.

Gli esami sono numerosi, ed includono quelli già presenti nelle nostre visite UNICA e PRIMA, oltre ad una serie di altri test il cui obiettivo è non solo quello di controllare lo stato di salute degli occhi e dell’apparato visivo, ma anche quello di stabilire l’idoneità del paziente agli interventi sopra citati. Parliamo di interventi – al plurale – perchè sarà l’oculista a stabilire di caso in caso quale sia il miglior tipo di chirurgia – se la refrattiva, intaoculare o entrambe – per risolvere i problemi visivi del paziente.

Da non dimenticare, prima della tua visita FREEDOM

Se hai prenotato la tua visita FREEDOM, non dimenticare di portare con te tutta la documentazione relativa alle visite oculistiche effettuate in precedenza, oltre alla lista di eventuali farmaci che assumi.

Se invece non hai ancora prenotato

Se non hai ancora prenotato la tua visita FREEDOM, chiamaci subito allo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi. Saremo lieti di darti tutte le informazioni di cui hai bisogno. Ti aspettiamo!

 

 

Luce e Colori, la visita specialistica per età senile

Non vi è periodo della vita in cui il mondo non meriti di essere ammirato con il giusto stupore, in tutte le sue forme meravigliose ed in tutti i suoi colori più nitidi. Ecco perchè in Neovision offriamo una serie di visite specialistiche pensate per ogni fascia d’età o esigenza specifica. Fra queste troviamo Luce e Colori, una visita specialistica pensata per far fronte alle esigenze di chi si trova in età avanzata e vuole valutare lo stato di salute del proprio apparato visivo, con particolare riferimento alla possibile presenza della cataratta.

Soffri o sospetti di soffrire di cataratta?

Il nostro occhio ha, al suo interno, una lente naturale, chiamata cristallino. Con l’andare dell’età, questa lente tende ad opacizzarsi, impedendo una visione limpida e precisa. Tra i sintomi troviamo:

  • sensazione di visione poco nitida e “appannata”
  • percezione dei colori sempre meno nitida
  • difficoltà nella messa a fuoco

Talvolta, la difficoltà nella messa a fuoco può indurre a pensare di avere un normale calo di vista causato per esempio da una miopia. Un controllo accurato è quel che ci vuole per avere chiaro il quadro dello stato di salute dell’apparato visivo e stabilire quale sia la causa della perdita di capacità visiva.

Luce e Colori, la visita specialistica pensata per chi soffre di cataratta

La cataratta è un fenomeno in evoluzione, che spesso, come detto, può essere confuso con altre patologie oculari o difetti visivi. Ecco perché è fondamentale, soprattutto dai 60 anni in su, valutare attentamente lo stato di salute degli occhi, con particolare riferimento al cristallino.

A questo scopo, Neovision ha messo a punto una visita che prende il nome di LUCE E COLORI, ed include una serie di esami approfonditi della vista e dello stato di salute generale dell’apparato visivo. Gli esami sono numerosi, ed includono quelli già presenti nelle nostre visite oculistiche PRIMA e UNICA, ai quali si aggiungono alcuni esami più approfonditi, che consentono di valutare anche le condizioni del cristallino e stabilire l’eventuale presenza di cataratta:

  • tomografia Scheimpflug: misura della parte anteriore dell’occhio
  • endoteliometria: è la conta delle cellule dell’endotelio, una parte importante della cornea
  • OCT del segmento anteriore e posteriore: è un’approfondita analisi della retina e del suo flusso sanguigno
  • biometria: è la misurazione del bulbo oculare

Da non dimenticare, prima della tua visita Luce e Colori:

Se hai prenotato la tua visita Luce e Colori, non dimenticare di portare con te tutta la documentazione relativa alle visite oculistiche effettuate in precedenza, oltre alla lista di eventuali farmaci che assumi. Inoltre, se ti è possibile, fatti accompagnare da qualcuno: durante la visita ti verranno messe alcune gocce di collirio per dilatare la pupilla.

Se invece non hai ancora prenotato

Se non hai ancora prenotato la tua visita Luce e Colori, chiamaci subito allo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi. Saremo lieti di darti tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

 

 

 

Retinopatie e Glaucoma: prevenzione Neovision insieme a Zeiss!

Lo sviluppo delle nanotecnologie e la loro applicazione al campo medico non smette mai di sorprenderci, e ci regala sorprese ogni giorno più inaspettate. L’ultima sorpresa in ordine di tempo ci è giunta qualche settimana fa, quando i ricercatori della Harvard Paulson School hanno sviluppato un occhio artificiale in grado di “restituire” la vista a chi purtroppo l’ha perduta. Vediamo di che si tratta.

Il dispositivo del quale stiamo parlando è stato pensato e sviluppato dai ricercatori della Harvard John A. Paulson School, ed è stato presentato il 23 febbraio 2018 in occasione della Conferenza Internazionale organizzata dalla Royal Institute for the Blind di Londra. L’occhio artificiale in questione, che possiamo definire senza timore di sbagliare “bionico”, è un innovativo dispositivo in grado di restituire almeno parte della visione perduta ai non vedenti. Una scoperta rivoluzionaria e ambiziosa, che riempie di gioia e di aspettative sicuramente chi da sempre spera di recuperare almeno un minimo di capacità visiva.

Come funziona il dispositivo progettato dai ricercatori

Il dispositivo presentato dalla Harvard Paulson School è un occhio artificiale un pò complesso: si compone di un paio di occhiali dotati di videocamera. Nell’occhio del paziente, invece, viene impiantato un microchip. Già qualche giorno fa vi avevamo parlato della possibilità di impiantare un michochip in pazienti con gravi problemi alla retina, per restituire loro almeno un minimo di visione, seppur sfocata ed imprecisa. In questo caso, al paziente viene impiantato nel bulbo oculare un microchip; la telecamera posta sugli occhiali invia le immagini al microchip, che a sua volta le invia al cervello previa stimolazione delle terminazioni nervose dell’occhio. Il cerchio si chiude quando il cervello restituisce l’immagine – non ad alta definizione, bensì approssimativa – catturata dalla videocamera all’occhio.

Qual è la novità di questo innovativo occhio artificiale?

Non è la prima volta che, in giro per il mondo, tra università e centri di ricerca, viene progettato un occhio artificiale con microchip da impiantarsi nell’occhio per aiutare chi ha gravi problemi oculari a recuperare almeno un minimo di visione. Il vantaggio di questo dispositivo è quello di agire proprio come un occhio umano, riuscendo ad accomodare ed a modificare il fuoco in tempo reale. L’obiettivo, per il futuro, è non solo quello di migliorare e perfezionare il dispositivo, ma anche quello di superare i limiti dell’occhio umano, portandolo a correggere, sempre in tempo reale, anche le aberrazioni, come per esempio quelle dovute all’astigmatismo. Un progetto senza dubbio ambizioso, che apre le porte ad ulteriori fasi di questa ricerca che sta risvegliando l’interesse tanto della comunità scientifica quanto dei tanti ipovedenti o non vedenti che confidano nel progresso della tecnologia per riuscire a recuperare almeno una minima parte della visione perduta.

C’è ancora molta strada da fare

Naturalmente, anche in questo caso la ricerca deve fare ancora molta strada, e l’occhio artificiale sviluppato dai ricercatori, altrove definito “occhio bionico” non è nemmeno stato ancora testato su esseri umani. Non ci resta che seguirne da vicino l’andamento, per scoprire gli ulteriori progressi della tecnologia posta al servizio della medicina.

Fonte: Seas.Harvard.Edu

nuvole

Dal buio alla luce. E’ di pochi giorni fa la notizia del primo impianto al mondo di “occhio bionico” in una donna di 50 anni. L’intervento, eseguito presso l’ospedale S.Raffaele di Milano, è stato lungo e delicato, ed ha consentito di impiantare sotto la retina della paziente un microscopico microchip capace di sostituirsi a coni e bastoncelli danneggiati da una retinopatia. Vediamo come.

Occhio bionico: realtà o fantascienza?

Fino ad una manciata di anni fa, l’idea di avere un occhio “bionico” avrebbe fatto trasalire chiunque. Oggi che la tecnologia è diventata la grande protagonista delle nostre esistenze e che tutti siamo consapevoli che senza di essa il nostro quotidiano sarebbe forse più difficile da gestire, sentir parlare di microchip impiantati nella retina non appare poi così strano. Rivoluzionario sì, ma comunque non fantascientifico.

1600 sensori in soli 3 millimetri

L’intervento del quale stiamo parlando è frutto di una lunga ricerca portata avanti nel corso degli ultimi anni da un’azienda tedesca, Retina Implant. Il microchip, Alpha AMS, è grande circa 3 mm, e contiene 1600 sensori capaci di sostituirsi ai fotorecettori danneggiati. Il microchip svolge esattamente il lavoro dei fotorecettori, convertendo la luce in stimolo elettrico, e convogliandolo al nervo ottico.

Un piccolo microchip per un grande “lavoro”

Non è la prima volta che si cerca di impiantare un microchip in soggetti aventi una grave retinopatia, ma mentre negli interventi svolti in passato il paziente doveva poi avvalersi di un ausilio esterno per completare la decodifica dell’impulso luminoso (fotocamera, cuffie e altro), in questo caso il microchip è autosufficiente e lavora in completa autonomia, proprio come farebbero coni e bastoncelli “in natura”.

Cosa aspettarsi dal microchip?

Se è vero che la tecnologia applicata alla medicina fa passi da gigante, è anche vero che bisogna saper avere la saggezza di riporre le proprie speranze per un futuro migliore in aspettative quanto mai obiettive ed aderenti alla realtà. Il microchip del quale vi abbiamo parlato non restituisce la vista perduta, ma riesce a trasformare le ombre in luci ed a ridefinire i contorni delle cose. Grazie agli impulsi elettrici forniti dal microchip, il paziente torna a distinguere il giorno e la notte, la luce e il buio e le sagome dei propri cari tornano a prendere forma e sostanza. Ad ogni modo, la strada da fare è ancora lunga, e queste procedure sono, ad oggi, ancora ad un livello altamente sperimentale. Un domani, chissà, l’impianto del microchip sulla retina sarà una procedura comune: per ora accontentiamoci di seguire da vicino i progressi della ricerca.

cigarette

Il fumo di sigaretta, non è una novità, rappresenta una cattiva abitudine che può nuocere in modo anche irreversibile al nostro organismo, pregiudicando la nostra salute e mandandoci incontro a spiacevoli patologie che avremmo potuto forse evitare se avessimo rinunciato a questo vizio così diffuso. Anche il nostro apparato visivo può pagare le conseguenze di questa pessima abitudine alla quale molti non sanno proprio rinunciare.

Fumo di sigaretta, danni ai polmoni e non solo

Chi ha il vizio del fumo tende a valutare e soppesare quasi esclusivamente i danni che la sigaretta arreca all’apparato respiratorio ed in particolare ai polmoni. Non è infrequente, infatti, imbattersi in immagini di polmoni “anneriti” dal catrame della sigaretta, a fronte di polmoni sani, rosei e ben ossigenati. Eppure, il tabagismo porta tutta una lunga serie di danni non solamente ai polmoni, ma anche alla pelle, ai denti, alla bocca. In generale, fumare fa “invecchiare prima”, riduce l’ossigenazione cellulare e predispone all’insorgenza dei tumori.

Fumo di sigaretta, un nemico anche per i tuoi occhi

E’ risaputo quanto l’apparato visivo sia prezioso e delicato, e quanto sia importante proteggere i nostri occhi dagli effetti negativi, per esempio, dei raggi UV. Chi di noi non si preoccupa di proteggere gli occhi, soprattutto durante la stagione estiva, con un buon paio di occhiali da sole? Eppure spesso ci dimentichiamo che anche la sigaretta è gravemente dannosa per il nostro apparato visivo. Il fumo danneggia gli occhi e predispone ad una lunga serie di disagi e patologie altrimenti evitabili.

Vediamo nel dettaglio le conseguenze negative del fumo di sigaretta sull’apparato visivo:

  • in primis, le donne in gravidanza non dovrebbero nè fumare, nè avere a che fare con il cosiddetto “fumo passivo”. Fumare in gravidanza potrebbe arrecare danni anche all’apparato visivo del nascituro. Le donne in gravidanza, inoltre dovrebbero evitare di fumare anche perchè potrebbero andare incontro a spiacevoli complicanze durante il travaglio ed il parto.
  • sindrome dell’occhio secco: questa sindrome è forse uno degli effetti più evidenti che il fumo di sigaretta possa produrre. Gli occhi di un fumatore bruciano e si arrossano molto di più di quelli di un non fumatore. Il fumo negli occhi (perdonateci il gioco di parole) danneggia i vasi sanguigni, irrita il bulbo oculare e lo indebolisce. Va da sè che gli occhi di un fumatore sono più vulnerabili ad infezioni e ad altre patologie che possono subentrare successivamente.
  • uveite: proseguendo nella carrellata dei problemi connessi con il fumo di sigaretta, non possiamo non citare l’uveite. Si tratta di una infiammazione dell’uvea, ovvero quella parte dell’occhio situato tra la retina e la sclera. I sintomi, anche in questo caso, sono decisamente fastidiosi: irritazione, arrossamento, bruciore, fotofobia, gonfiore palpebrale e lacrimazione.
  • cataratta: si sa che la cataratta generalmente è un fenomeno tipico degli over 65 (se non consideriamo la variante congenita, naturalmente). Eppure, alcuni studi hanno dimostrato che gli over 65 fumatori hanno il doppio delle possibilità di sviluppare la cataratta rispetto ai loro coetanei che non hanno il vizio del tabagismo.
  • retinopatia diabetica: anche qui, il rapporto è di uno a due. I fumatori hanno ben il doppio delle possibilità di sviluppare un diabete di tipo 1 e 2 e dunque di conseguenza una retinopatia diabetica rispetto ai non fumatori.
  • degenerazione maculare senile: alcuni studi hanno dimostrato che i fumatori hanno da 3 a 5 possibiltà in più di sviluppare una degenerazione maculare senile rispetto ai non fumatori. Come nel caso della cataratta, è vero che si tratta di una patologia tipica dell’età avanzata, ma smettere di fumare abbassa il rischio di andare incontro ad essa.

I buoni motivi per smettere di fumare sono innumerevoli, ed abbiamo voluto focalizzarci sui danni che il fumo di sigaretta arreca all’apparato visivo, che già da soli non sono affatto pochi.

gazpacho

Un’alimentazione sana e bilanciata – è risaputo – è fonte di benessere sia fisico che psichico. Selezionare con cura gli ingredienti, abbinarli con intelligenza nel rispetto degli elementi nutritivi in essi contenuti, rispettare la stagionalità e preparare ricette non solo buone da mangiare ma anche belle da vedere, è insomma uno dei segreti per vivere bene e a lungo. Oggi ti proponiamo una ricetta tipica spagnola, il gazpacho. Una carica di buon umore ed una coccola per i tuoi occhi. Vediamola insieme.

Il pomodoro, il re incontrastato della cucina mediterranea

Se poco tempo fa abbiamo accennato all’importanza della carota quale fonte preziosa di carotenoidi e vitamine, oggi vogliamo approfondire il ruolo di un ingrediente ampiamente presente nella dieta mediterranea, il pomodoro. Importato in Europa dalle Americhe nel MedioEvo, il pomodoro fu dapprima guardato con sospetto ed usato per solo scopo ornamentale. Oggi non ci sogneremmo nemmeno di tenere una pianta di pomodoro in casa per scopi ornamentali, ma anzi apprezziamo largamente le innumerevoli proprietà dei suoi frutti. Le varietà di pomodoro sono davvero molte: si va dal pachino al ciliegino, dal piccadilly al cherry, fino ad arrivare al cuore di bue, al pomodoro giallo, al San Marzano, e molti altri.

Leggi anche: insalata di carote ed arachidi, un toccasana per i tuoi occhi

Pomodoro: le proprietà nutrizionali

Questo ortaggio così profumato e saporito è capace di metterci subito di buon umore. Nulla rallegra di più lo spirito di un bel pasto di colore rosso! Non sempre è così, ma per fortuna, nel caso del pomodoro, ciò che piace ci fa anche bene. Vediamo dunque quali sono le proprietà nutrizionali che ci offre:

  • come le carote, è ricco di vitamina C e betacarotene
  • contiene anche ferro, forsforo, calcio, potassio, acido folico, vitamina E e vitamina B
  • è una preziosa fonte di zolfo
  • è una preziosa fonte di licopene

Cos’è il licopene?

Il pomodoro è la prima fonte di licopene che la nostra dieta ci offre. Il licopene è un carotenoide con azione antiossidante naturale, presente in quantità ingenti in particolare nei pomodori molto maturi. Poichè i grassi veicolano l’assimilazione del licopene da parte del nostro organismo, ti consigliamo di abbinare il consumo di pomodori a quello di un grasso “buono”, come un ottimo olio extravergine di oliva, naturalmente ricco di polifenoli: un abbinamento perfetto per il palato e per il nostro benessere! Infine, vale la pena di segnalare che un recente studio ha dimostrato che il licopene viene assorbito ancora meglio dal nostro organismo se i pomodori vengono cotti.

A cosa fa bene il licopene?

Il licopene è ottimo per abbassare l’ipercolesterolemia ed è di grande aiuto nel caso di problemi di indole cardiovascolare. Più in generale, essendo un antiossidante, previene l’invecchiamento cellulare, limitando la proliferazione dei radicali liberi. E’ ottimo per la pelle, perchè la protegge dai raggi UV dall’interno. Non ultimo, sembra sia un ottimo antiinfiammatorio, capace addirittura di apportare benessere a chi soffre d’artrite.

E per gli occhi?

Last but not least, come si suol dire, il licopene è fondamentale per tenere la retina giovane ed in salute, e per prevenire l’insorgenza della degenerazione maculare senile. Diversi studi hanno dimostrato come gli antiossidanti giochino un ruolo importante nella prevenzione della maculopatia: in particolare, è emerso che i pazienti affetti da degenerazione maculare senile mostrano spesso bassi livelli di licopene nel sangue, così come di altri antiossidanti preziosi, presenti in larga parte della nostra dieta.

Leggi anche: luteina, ottima per prevenire la maculopatia

Gazpacho: tanto licopene, tanta salute per i nostri occhi

Una ricetta diversa dal solito, ricca di licopene e pertanto ottima per il benessere della nostra retina, ci viene dalla Spagna: è il gazpacho. Lì, come nel nostro bel paese, la dieta mediterranea la fa da padrona. Per preparare un ottimo gazpacho all’andalusa, non devi far altro che frullare 300 grammi di pomodori con un pezzetto di cetriolo, una piccola cipolla, uno spicchio d’aglio e un peperone rosso, aggiungendo un bicchier d’acqua e poi passando tutto al setaccio. Condisci poi la zuppetta ottenuta con olio, sale ed aceto, e servite con crostini. Il gazpacho è una ricetta davvero semplice e veloce da preparare, di grande effetto se servita come antipasto in occasione di un pranzo più strutturato, oppure come piatto forte in piena estate. In poche mosse otterrai una fonte ricca e preziosa di licopene, capace di coprire il fabbisogno giornaliero di questo prezioso antiossidante e di mantenere la tua retina giovane e sana.

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Sembra un titolo da romanzo di fantascienza, eppure il futuribile non è mai stato così vicino. E’ notizia di questi giorni, infatti, che Deep Mind, l’Intelligenza Artificiale sviluppata da Google, sarebbe in grado di diagnosticare alcune malattie della retina sulla base dell’osservazione di immagini. Ma facciamo qualche passo indietro, e cerchiamo di vederci chiaro.

Innanzitutto, cos’è Deep Mind?

Deep Mind nasce come società britannica dedita allo sviluppo di algoritmi volti a progettare una intelligenza artificiale. L’obiettivo era inizialmente quello di sviluppare videogiochi, ma dalla sua acquisizione da parte di Google nel 2014, il focus dell’operato si è spostato dai giochi alla medicina predittiva. Fantascienza? No, realtà.

Perchè applicare Deep Mind alla medicina?

Al fine di effettuare alcune simulazioni nel campo della medicina predittiva, Google avrebbe acquisito un’ingente mole di dati relativamente ai pazienti in cura presso il servizio sanitario britannico, con l’obiettivo di mettere a punto nuove tecniche di screening della popolazione al fine di diagnosticare tempestivamente l’esordio di alcune malattie, avvalendosi dell’ausilio della tecnologia. Come detto, dunque, si tratta di medicina predittiva, ovvero volta a prevedere e diagnosticare con tempestività una serie di patologie.

E in campo oculistico?

E’ notizia di questi giorni che Deep Mind ha analizzato migliaia di referti di OCT (tac della retina) di pazienti britannici, per testare un nuovo algoritmo avente l’obiettivo di individuare i primissimi segni di una patologia della retina in modo più veloce di quanto potrebbe fare uno specialista “umano”.

I test sono stati condotti a Londra in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale ed il Moorfields Eye Hospital, uno dei centri d’eccellenza in campo oculistico a livello mondiale. Poichè le immagini fornite all’intelligenza artificiale includevano milioni di pixel di informazioni, l’algoritmo è stato “allenato” ad individuare i segni di tre patologie: glaucoma, retinopatia diabetica e maculopatia degenerativa senile.

Leggi anche: che cos’è l’OCT

Un modello che trova applicazione in tante specialità

L’uso di Deep Mind in ambito medico predittivo, per ora testato solo in ambito oculistico, trova peraltro sbocco in tutte quelle specialità mediche che normalmente si avvalgono della diagnostica per immagini. Una volta sviluppato l’algoritmo che consente di diagnosticare ciascuna malattia, ed “allenata” l’intelligenza artificiale alla sua individuazione, si otterrebbe uno strumento capace di effettuare diagnosi tempestive praticamente in qualunque specialità medica.

L’uso di questo tipo di tecnologia applicata alla diagnostica, potrebbe snellire alcuni processi all’interno degli ospedali ed alleggerire i sistemi sanitari di molti paesi del mondo, attualmente oberati di lavoro, dov’è noto che le liste d’attesa per le visite ed i tempi necessari per il conferimento dei referti sono, ad oggi, troppo lunghi. Tuttavia, è bene precisare che, anche se questo tipo di tecnologia guarda al futuro e sarà sicuramente di grande aiuto per snellire i processi ed accelerare i tempi del sistema sanitario “convenzionale”, in alcun modo potrà sostituirsi alla perizia, all’esperienza ed alla conoscenza di un medico specialista “in carne ed ossa”.

Se i risultati dei test dovessero essere approvati dal mondo accademico, questo tipo di tecnologia applicata alla diagnostica potrebbe diventare tuttavia molto presto una realtà quotidiana in gran parte degli ospedali. Naturalmente, il modello del quale vi abbiamo parlato necessita di essere implementato e sottoposto ad ulteriori test, ma senza dubbio apre la strada ad un futuro nel quale i specialisti che si occupano di diagnostica per immagini si potrebbero avvalere di un braccio destro decisamente “bionico” ma sicuramente di grande aiuto.

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La salute degli occhi passa anche dalle piccole grandi attenzioni che è bene rendere quotidiane ed automatiche. Così come i denti, la pelle e più in generale tutto il nostro corpo, anche gli occhi e la vista meritano attenzioni quotidiane, così da preservarne la salute e l’efficienza sino in tarda età. Non ci riferiamo ad operazioni impegnative, ma a piccoli gesti che, se trasformati in abitudini, ci regaleranno, sul lungo periodo, un apparato visivo in piena salute. Ma vediamoli nel dettaglio.

1 .L’igiene dell’occhio

La congiuntiva, ovvero quella membrana che ricopre e protegge il bulbo oculare, accumula tutti i giorni, senza che noi ce ne accorgiamo, tante microscopiche impurità. In questo modo, aiuta l’occhio a difendersi dagli agenti esterni, mantenendolo lubrificato e pulito. Quando la mattina vi alzate dal letto, vi viene naturale lavarvi i denti ed il viso: perchè non lavare anche gli occhi? Basta un semplice gesto per tenerli puliti, liberarli dalle impurità della giornata precedente e della nottata e per prevenire l’insorgenza di spiacevoli infiammazioni o infezioni dovute proprio all’accumulo di impurità (congiuntiviti).

Come lavare l’occhio?

Munitevi di un bicchierino lavaocchi e procuratevi della soluzione fisiologica, quindi praticate dei lavaggi sollevando la testa verso l’alto, aprendo e chiudendo l’occhio due o tre volte e contemporaneamente muovendolo a destra e sinistra. Il lavaggio è un’operazione semplice e veloce, ma decongestiona ed igienizza in modo davvero efficace. La soluzione fisiologica va benissimo: scegliete un altro tipo di prodotto solo se diversamente indicato dal vostro oculista di fiducia. In commercio esistono anche delle garzine sterili imbevute di fisiologica, da passare sugli occhi per eseguirne la pulizia: se optate per questo genere di prodotto, abbiate cura di usare una garzina per ciascun occhio, così da non “trasportare” eventuali agenti patogeni da una parte all’altra.

Il rimedio della nonna

Anche gli impacchi di camomilla – il vecchio rimedio della nonna – sono efficaci per decongestionare e sfiammare gli occhi arrossati in modo del tutto naturale. Naturalmente la camomilla dovrà aver bollito ed essersi poi raffreddata. Abbiate cura, anche in questo caso, di eseguire l’impacco tramite delle apposite garzine sterili.

2. Alimentazione

Anche l’alimentazione è molto importante in quanto coopera a mantenere l’occhio e l’apparato visivo efficiente ed in salute. Mangiare tanta frutta e verdura (soprattutto di stagione), molti cibi ricchi di omega 3 (come il pesce ed i semi), cibi ricchi di luteina ed antiossidanti, è importante per mantenere i tessuti che compongono l’apparato visivo – nello specifico la retina – sani, giovani ed efficienti. Al contrario, eccedere con le carni rosse, gli insaccati, gli alcolici, i grassi, gli zuccheri e le farine raffinate, così come può rivelarsi controproducente per la salute di tutto l’organismo, può anche affaticare l’occhio, predisponendolo ad un invecchiamento precoce.

3. Stile di vita

L’occhio è sano se viene “usato” in modo sano. Largo dunque alle passeggiate all’aperto, all’osservazione dei paesaggi, dei colori vividi, del mondo che ci circonda. E’ importante tenere la vista allenata in modo sano ed equilibrato, senza sottoporre i nostri occhi a sforzi e fatiche altrimenti evitabili. Se l’oculista ha prescritto degli occhiali, è bene indossarli. Inoltre, quando ci si espone al sole, è importante indossare gli occhiali da sole.

4. Elettronica

L’elettronica ed i device elettronici sono la grande conquista di questi ultimi decenni. Quanto ci piace essere informati, aggiornati e connessi! Tuttavia, questa grande conquista ha un prezzo, soprattutto per i nostri occhi. La luce blu emessa dai device elettronici può danneggiare la nostra retina in modo irreparabile, pertanto, quando possibile, limitiamone l’uso, oppure facciamone un uso intelligente. Quando si lavora al computer, è bene fare delle brevi pause ogni tanto, per riposare l’occhio, guardando altrove, magari fuori dalla finestra. E non solo: è importante mantenere la stanza il più luminosa possibile e, regola che vale per tutti i device elettronici, tenere lo schermo sufficientemente distante dal viso.

I consigli sopracitati possono sembrare delle banalità, ma applicarli tutti i giorni è fondamentale per prendersi cura del proprio apparato visivo e per volersi bene. Se avete bambini, prendetevi cura anche dei loro occhi: gli regalerete una vista perfetta per molti anni a venire!

bluelight

La luce blu può nuocere gravemente all’apparato visivo, provocando danni irreversibili alla macula. Vediamo nel dettaglio da dove proviene questa luce, perchè è dannosa, quali danni può causare e come è bene proteggersi. 

Anziani di oggi, anziani di domani

Si sente spesso parlare di luce blu, e altrettanto spesso non si hanno le idee molto chiare su cosa sia e da dove provenga. E’ presto detto: la luce blu non è una novità del momento, ma è sempre esistita. I raggi ultravioletti del sole ne sono infatti il classico esempio. Agricoltori, contadini, operai, muratori che hanno trascorso tutta la vita esposti ai raggi solari, oggi hanno sviluppato una degenerazione maculare senile. E gli anziani di domani ? Oggi che il mondo è cambiato e che la tecnologia è la grande protagonista della nostra esistenza tanto lavorativa quanto quotidiana, la luce blu che maggiormente colpisce i nostri occhi non è più solo quella del sole, ma è una luce di tipo artificiale. Ci riferiamo a quella emessa da tanti dispositivi elettronici dei quali non sappiamo più fare a meno: lo smartphone, in primis, ma anche il computer, il tablet, la televisione. La nostra giornata è costellata di tanti momenti nei quali passiamo da un device all’altro quasi senza rendercene conto: comodi strumenti che ci hanno reso l’esistenza facile, veloce, divertente, interessante, connessa con il resto del mondo.

Ma siamo sicuri che anche i nostri occhi traggano tutto questo vantaggio dall’uso della tecnologia? Evidentemente no, perchè, come avrete capito, la luce blu emessa dagli apparecchi tecnologici è causa di danni irreversibili alla macula.

Caratteristiche della luce blu

La luce blu è una luce dotata di una forte radianza, la cui lunghezza d’onda varia tra i 415 ed i 455 nm; la pericolosità delle sue caratteristiche intrinseche va combinata ad altri aspetti quali, nel caso dell’uso di device elettronici, il tempo di esposizione e la vicinanza allo schermo. Su un 100% di luminosità emessa da uno schermo televisivo, di tablet o computer che sia – il 40% è composto da luce blu. Non poco, se si considera che questo tipo di luce è dannoso per la macula.

Ecco perchè la luce blu è dannosa

L’occhio è un organo davvero sofisticato, capace di difendersi dalle “aggressioni” esterne: ciglia e sopracciglia sono un ottimo “apparato difensivo” nei confronti delle aggressioni di corpi estranei e polveri, mentre la pupilla è capace di chiudersi a proteggere la retina, qualora si manifesti un’aggressione luminosa troppo forte. Ci riferiamo, in quest’ultimo caso, alla luce visibile, mentre la luce blu, ovvero i raggi ultravioletti, è invisibile ed ha una frequenza particolarmente elevata.

In cosa consiste il danno da luce blu sulla retina

L’aggressione ed il danno che la luce blu esercita sulla retina è particolarmente violenta: si dice, per questo, che la luce blu è fototossica, ovvero danneggia i fotorecettori – coni e bastoncelli – che si trovano proprio sulla retina con l’incarico di catturare la luce e tradurla in informazione da convogliare poi al nervo ottico. Quando la luce blu aggredisce e danneggia la macula, la parte più delicata, importante e ricca di fotorecettori della retina, il rischio di sviluppare una degenerazione maculare senile aumenta. Il danno si ha sia a livello di fotorecettori, sia a livello di epitelio retinico, ovvero la parte esterna della retina.

Come difendersi dalla luce blu

Il danno che la luce blu esercita sulla retina è irreversibile, pertanto prima di esporsi alla luce blu in modo massiccio è bene prendere delle precauzioni, come indossare occhiali da vista o da sole con filtro anti luce blu, tenere l’apparecchio tecnologico a debita distanza dagli occhi, fare opportune pause, tenere altre luci accese nella stanza.

Attenzione ai più piccoli

E’ consigliato di fare particolare attenzione ai bambini, i cui occhi sono molto delicati e in costante fase di sviluppo. Evitiamo di “parcheggiarli” davanti ai giochi elettronici troppo a lungo, e di esporli al sole nelle ore centrali della giornata senza un’adeguata protezione. Infine, ricordiamo che un cappellino non è sufficiente a proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti.

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