3 motivi per non dormire con le lenti a contatto

Ti è mai capitato di dimenticarti di togliere le lenti a contatto prima di andare a dormire? Probabilmente qualche volta ti sarà successo: se si tratta di un breve sonnellino, poco male, ma cosa succede invece se ci si dimentica di togliere le lenti a contatto prima del riposo notturno? Ecco 3 motivi per cui sarebbe preferibile evitare di andare a letto indossando le lenti a contatto. 

1 – Durante il sonno la lacrimazione è minore

Poiché durante la notte il riflesso di ammiccamento è assente, l’occhio è meno lubrificato e dunque è più facile andare incontro ad una sensazione di secchezza, seppur transitoria. Se vai a coricarti senza togliere le lenti a contatto, insomma, non è escluso che tu possa risvegliarti al mattino con gli occhi arrossati e con una sgradevole sensazione di rossore.

2 – Durante il sonno l’ossigenazione della cornea è minore

L’aria – ed in particolare l’ossigeno in essa contenuto – svolge un ruolo fondamentale nel preservare la buona salute della cornea. Se è vero che una buona parte dell’ossigenazione della cornea proviene dai vasi sanguigni disposti attorno ad essa, è anche vero che coprire la cornea con le lenti a contatto (anche le migliori al mondo) per così tante ore e privarla del contatto con l’aria esterna, non fa bene, soprattutto qualora dovesse diventare un’abitudine.

3 – Si possono favorire proliferazioni batteriche

Durante il sonno, polvere ed impurità che si sono depositati sulle lenti durante il giorno possono generare spiacevoli irritazioni o peggio ancora infezioni. La ridotta lacrimazione e l’assenza del riflesso di ammiccamento fanno sì che queste impurità non vengano in alcun modo lavate via e che ristagnino nottetempo nell’occhio. Insomma, impurità, microorganismi ed allergeni potrebbero proliferare proprio sotto le lenti a contatto, regalandoti, al risveglio, una spiacevole congiuntivite.

Il consiglio: non rinunciare mai alla tua routine di igiene dell’occhio

Il consiglio generale è quello di tenere le lenti a contatto solo per il tempo strettamente necessario. Una volta rientrati a casa, se possibile anche qualche ora prima di andare a dormire, è preferibile toglierle, così da ripristinare il naturale pH oculare e favorire un’adeguata lubrificazione. Una piccola abitudine che ti ruberà solo pochi istanti ma che ti consentirà di evitare spiacevoli disturbi. 

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In vacanza con l’occhio secco? Ecco alcuni consigli preziosi

partire in vacanza con l'occhio secco, precauzioni

Se soffri di sindrome dell’occhio secco e stai per recarti in vacanza, potresti andare incontro a qualche momento spiacevole, dovuto al cambio di ambiente e di abitudini quotidiane. Ecco qualche consiglio prezioso per godere appieno della tua vacanza prendendoti cura del tuo delicato apparato visivo anche quando ti trovi lontano da casa. 

Sindrome dell’Occhio Secco: di cosa si tratta?

Prima di approfondire il tema della connessione tra occhio secco e vacanze, vale la pena di spendere due parole in merito a questa sindrome, così comune eppure non sempre conosciuta: non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la Sindrome dell’Occhio Secco “uno dei più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna”. La Sindrome dell’Occhio Secco è dovuta ad un’alterazione del film lacrimale che naturalmente protegge il nostro apparato visivo da agenti esterni quali luce e corpi estranei. Se la lubrificazione oculare non è corretta, il paziente andrà incontro a sintomi fastidiosi quali fotofobia, sensazione di corpo estraneo nell’occhio, bruciore, prurito. La Sindrome dell’Occhio Secco colpisce prevalentemente le donne al di sopra dei 40-45 anni.

Quali sono gli ambienti che possono mettere in difficoltà il viaggiatore con Sindrome dell’Occhio Secco?

Se tenere sotto controllo la Sindrome dell’Occhio Secco mentre si è a casa può sembrare tutto sommato facile e routinario, in viaggio si rischia di andare incontro a sintomi più accentuati del solito, complice il cambio di ambiente e di clima. Se viaggiate in automobile o in aereo, tenete presente che l’aria condizionata di questi veicoli rende l’aria particolarmente secca: le lacrime artificiali vi aiuteranno a tenere i vostri occhi ben lubrificati. Se state per affrontare un viaggio in aereo particolarmente lungo, portate con voi o richiedete agli assistenti di volo una mascherina protettiva per gli occhi. Nel caso di soggiorni lunghi in albergo, analogamente, l’aria condizionata e le polveri che si annidano su tendaggi e moquette possono esercitare un’azione irritante sul vostro delicato apparato visivo: procuratevi un piccolo umidificatore d’aria ed arieggiate la stanza frequentemente.

Come partire sereni nonostante la Sindrome dell’Occhio Secco?

La Sindrome dell’Occhio Secco non è una patologia invalidante e naturalmente è più che lecito organizzare qualche giorno di vacanza. Tuttavia, al fine di non rendere le vacanze difficoltose e poco gradevoli, è bene mettere in atto dei provvedimenti per proteggere e lubrificare adeguatamente gli occhi anche quando si è lontani da casa.

Ecco alcuni consigli per chi parte in vacanza con la Sindrome dell’Occhio Secco:

  1. Porta sempre con te le lacrime artificiali
  2. Evita l’uso di lenti a contatto
  3. Usa gli occhiali da sole: poiché chi soffre di Sindrome dell’Occhio Secco è particolarmente sensibile alla fotofobia, porta sempre con te un buon paio di occhiali da sole, da indossare mentre sei in spiaggia o ti stai dedicando a delle passeggiate all’aperto
  4. Bevi molto, tieni sempre con te una bottiglietta d’acqua
  5. Porta con te una mascherina per gli occhi, da indossare in albergo o durante un trasferimento in aereo

 

Al via la terza Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco

Terza campagna nazionale prevenzione occhio secco

Si svolgerà dal 2 al 31 maggio 2018 in 11 città italiane la terza edizione della Campagna Nazionale per la Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco. Quest’anno, il focus è sul mondo femminile, perché l’occhio secco è una sindrome che colpisce in particolar modo le donne, soprattutto in età matura. Un appuntamento con la salute da non perdere: l’obiettivo, informare la popolazione femminile circa i sintomi e le terapie possibili per la cura della sindrome dell’occhio secco ed offrire un test gratuito per la sua diagnosi. Prenota oggi stesso!

Terza Campagna Nazionale per la Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco

Parte oggi la terza edizione della Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco (2-31 maggio 2018), con il il patrocinio del Ministero della Salute, di Regione Lombardia e della SOI Società Oftalmologica Italiana. La Campagna è promossa dal Centro Italiano Occhio Secco e dall’Università dell’Insubria di Varese. Sostengono l’iniziativa Allergan, Boiron, CSO, Eye-Light, Medivis, Novartis e Santen. Come già detto, quest’anno la Campagna sarà interamente dedicata al mondo femminile. Saranno 14 i centri specialistici dislocati in diverse città italiane ad offrire screening gratuiti per la diagnosi e prevenzione di questa sindrome, che colpisce soprattutto le donne over 45.

Che cos’è la sindrome dell’occhio secco?

La sindrome dell’occhio secco è un’alterazione del naturale film lacrimale dell’occhio, un’importante “pellicola” che serve ad esercitare un’azione protettiva e di lubrificazione dell’occhio. Quando questa lubrificazione viene meno, l’occhio si arrossa, si ha una sensazione di bruciore o di corpo estraneo, sensazione di annebbiamento ed anche fotofobia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la sindrome dell’occhio secco come uno “tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna”. La sindrome ha una maggiore incidenza nelle donne dai 45 anni in su: è la delicata fase della menopausa, infatti, a portare con sé una serie cambiamenti dell’organismo, che possono avere un impatto anche sull’apparato visivo, con la comparsa di disturbi come la sindrome dell’occhio secco.

A chi è consigliato lo screening per la sindrome dell’occhio secco?

Poiché, come detto, il focus di quest’anno è sull’universo femminile, e poiché la sindrome dell’occhio secco esordisce generalmente intorno ai 45 anni e progredisce poi con l’avanzare della menopausa, il test è consigliato a tutta la popolazione femminile in questa fascia d’età. Un’ottima opportunità per testare gratuitamente lo stato di salute dei tuoi occhi: se non hai mai avuto una diagnosi di sindrome dell’occhio secco, prenota oggi stesso il tuo screening gratuito cliccando sul link ufficiale centroitalianoocchiosecco.it

Terza campagna nazionale prevenzione occhio secco

Dove posso sottopormi allo screening?

Le città nelle quali potrai trovare un centro aderente alla Terza Campagna Nazionale per la Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco sono: Milano, Varese, Arezzo, Catania, Cuneo, Lecce, Napoli, Padova, Rapallo, Roma e Torino. Clicca subito sul link ufficiale dell’iniziativa, trova la città a te più vicina e prenota subito. Anche Neovision Cliniche Oculistiche aderisce alla terza Campagna per la Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco, pertanto se hai piacere di sottoporti allo screening presso una delle nostre tre sedi, non esitare a selezionare la tua preferenza al momento della prenotazione. Ti aspettiamo!

Fumo di sigaretta, un nemico per i tuoi occhi

cigarette

Il fumo di sigaretta, non è una novità, rappresenta una cattiva abitudine che può nuocere in modo anche irreversibile al nostro organismo, pregiudicando la nostra salute e mandandoci incontro a spiacevoli patologie che avremmo potuto forse evitare se avessimo rinunciato a questo vizio così diffuso. Anche il nostro apparato visivo può pagare le conseguenze di questa pessima abitudine alla quale molti non sanno proprio rinunciare.

Fumo di sigaretta, danni ai polmoni e non solo

Chi ha il vizio del fumo tende a valutare e soppesare quasi esclusivamente i danni che la sigaretta arreca all’apparato respiratorio ed in particolare ai polmoni. Non è infrequente, infatti, imbattersi in immagini di polmoni “anneriti” dal catrame della sigaretta, a fronte di polmoni sani, rosei e ben ossigenati. Eppure, il tabagismo porta tutta una lunga serie di danni non solamente ai polmoni, ma anche alla pelle, ai denti, alla bocca. In generale, fumare fa “invecchiare prima”, riduce l’ossigenazione cellulare e predispone all’insorgenza dei tumori.

Fumo di sigaretta, un nemico anche per i tuoi occhi

E’ risaputo quanto l’apparato visivo sia prezioso e delicato, e quanto sia importante proteggere i nostri occhi dagli effetti negativi, per esempio, dei raggi UV. Chi di noi non si preoccupa di proteggere gli occhi, soprattutto durante la stagione estiva, con un buon paio di occhiali da sole? Eppure spesso ci dimentichiamo che anche la sigaretta è gravemente dannosa per il nostro apparato visivo. Il fumo danneggia gli occhi e predispone ad una lunga serie di disagi e patologie altrimenti evitabili.

Vediamo nel dettaglio le conseguenze negative del fumo di sigaretta sull’apparato visivo:

  • in primis, le donne in gravidanza non dovrebbero nè fumare, nè avere a che fare con il cosiddetto “fumo passivo”. Fumare in gravidanza potrebbe arrecare danni anche all’apparato visivo del nascituro. Le donne in gravidanza, inoltre dovrebbero evitare di fumare anche perchè potrebbero andare incontro a spiacevoli complicanze durante il travaglio ed il parto.
  • sindrome dell’occhio secco: questa sindrome è forse uno degli effetti più evidenti che il fumo di sigaretta possa produrre. Gli occhi di un fumatore bruciano e si arrossano molto di più di quelli di un non fumatore. Il fumo negli occhi (perdonateci il gioco di parole) danneggia i vasi sanguigni, irrita il bulbo oculare e lo indebolisce. Va da sè che gli occhi di un fumatore sono più vulnerabili ad infezioni e ad altre patologie che possono subentrare successivamente.
  • uveite: proseguendo nella carrellata dei problemi connessi con il fumo di sigaretta, non possiamo non citare l’uveite. Si tratta di una infiammazione dell’uvea, ovvero quella parte dell’occhio situato tra la retina e la sclera. I sintomi, anche in questo caso, sono decisamente fastidiosi: irritazione, arrossamento, bruciore, fotofobia, gonfiore palpebrale e lacrimazione.
  • cataratta: si sa che la cataratta generalmente è un fenomeno tipico degli over 65 (se non consideriamo la variante congenita, naturalmente). Eppure, alcuni studi hanno dimostrato che gli over 65 fumatori hanno il doppio delle possibilità di sviluppare la cataratta rispetto ai loro coetanei che non hanno il vizio del tabagismo.
  • retinopatia diabetica: anche qui, il rapporto è di uno a due. I fumatori hanno ben il doppio delle possibilità di sviluppare un diabete di tipo 1 e 2 e dunque di conseguenza una retinopatia diabetica rispetto ai non fumatori.
  • degenerazione maculare senile: alcuni studi hanno dimostrato che i fumatori hanno da 3 a 5 possibiltà in più di sviluppare una degenerazione maculare senile rispetto ai non fumatori. Come nel caso della cataratta, è vero che si tratta di una patologia tipica dell’età avanzata, ma smettere di fumare abbassa il rischio di andare incontro ad essa.

I buoni motivi per smettere di fumare sono innumerevoli, ed abbiamo voluto focalizzarci sui danni che il fumo di sigaretta arreca all’apparato visivo, che già da soli non sono affatto pochi.

Occhio secco e bambini: aria aperta meglio dello smartphone

Occhio secco e bambini: aria aperta meglio dello smartphone

Giocare all’aria aperta con gli amici è molto meglio che stare chiusi in casa davanti alla TV o allo smartphone. Ovvio, direte voi. Ma oltre che all’umore e alla salute fisica generale dei nostri bambini, trascorrere più tempo fuori casa anziché incantati davanti ad un display fa bene ai loro occhi.

Una ricerca del College of Medicine del Chung Ang Univesity Hospital di Seul conferma che l’utilizzo assiduo di smartphone o tablet può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco nei bambini.

Cos’è l’occhio secco

La secchezza oculare, a causa di una scarsa produzione di liquido lacrimale o ad una sua eccessiva evaporazione, comporta arrossamento, prurito, bruciore o sensazione di corpo estraneo nell’occhio. Può avere diverse origini, fra cui quelle acquisite: l’utilizzo esagerato delle lenti a contatto, la permanenza in ambienti poco umidi o, come nel caso dello studio di cui parliamo, una permanenza prolungata di fronte ai display di smartphone, tablet o altri device.

La ricerca

La ricerca coreana ha dimostrato che i bambini che passano molto tempo in casa davanti al cellulare tendono a sviluppare la sindrome dell’occhio secco in percentuale molto maggiore rispetto a quelli che ne sono meno dipendenti e passano più tempo all’aria aperta. Addirittura, i bambini che usano poco lo smartphone e prediligono ad esso altre attività ricreative non hanno presentato alcun segno di secchezza oculare.

Quando osserviamo a lungo il display di smartphone, tablet, computer o TV, sbattiamo le palpebre molto meno frequentemente del normale, impedendo ai nostri occhi di lubrificarsi correttamente e aprendo così la strada alla sindrome dell’occhio secco.

Contro l’occhio secco: un po’ di sana attività all’aperto

La salute e la serenità dei nostri bambini vengono prima di qualsiasi cosa. Facciamoli pure giocare col tablet o guardare un cartone animato in TV, ma cerchiamo di limitare questa attività ai 30 minuti al giorno e preferiamo per loro, anche in inverno, una più appropriata e divertente attività all’aperto. Ne gioveranno, moltissimo, anche i loro occhi.