Le congiuntiviti allergiche stagionali

congiuntivite - Neovision Cliniche Oculistiche

Con l’arrivo della primavera, le occasioni per trascorrere del tempo all’aria aperta naturalmente si moltiplicano. Con la bella stagione, però, arrivano anche le congiuntiviti allergiche, sgradevoli infiammazioni della congiuntiva che potrebbero rovinare le nostre gite fuori porta. Di seguito tutte le risposte. 

Cosa sono le congiuntiviti di primavera? Quali sono i sintomi?

La congiuntivite “di primavera”, ovvero la congiuntivite allergica stagionale, è un’irritazione della congiuntiva, cioè della membrana che riveste la parte anteriore del bulbo oculare e la parte interna della palpebra. Questa irritazione, piuttosto fastidiosa, può durare qualche ora, nel caso di un attacco acuto, ma anche alcuni giorni, nel caso di una manifestazione di tipo cronico. I sintomi della congiuntivite sono: bruciore e arrossamento, iperlacrimazione, gonfiore a livello palpebrale, fotofobia. Poiché si tratta di un fenomeno allergico, non è infrequente che chi ne va soggetto sperimenti anche altri sintomi tipici delle manifestazioni allergiche come rinite, dermatite, asma o altri. Sono sintomi piuttosto comuni che mostrano una certa incidenza a livello di popolazione, e che tuttavia è bene non trascurare.

Come si trattano le congiuntiviti allergiche stagionali?

La congiuntivite allergica stagionale è un fenomeno tipico delle mezze stagioni ed è spesso connesso alla fioritura di talune piante: i pollini e le muffe sono molto spesso gli “imputati” più frequenti. Per quanto riguarda il trattamento, è fondamentale prima di tutto rivolgersi all’oculista che, dopo una visita approfondita ed un’attenta osservazione degli occhi, confermerà o meno la diagnosi. Tra i trattamenti solitamente prescritti per le congiuntiviti allergiche stagionali, troviamo gli antistaminici per uso orale ed alcuni colliri per uso topico. Se necessario, l’oculista valuterà se prescrivere anche farmaci a base cortisonica. E’ sempre sconsigliato il fai da te, non solo per la scelta del farmaco, ma anche per la gestione della posologia, pena un peggioramento generale dei sintomi.

Come difendersi dalle congiuntiviti allergiche stagionali?

Oltre all’obbligo di seguire alla lettera le eventuali indicazioni terapeutiche del proprio oculista di fiducia, vi sono alcuni piccoli escamotage che si possono attuare per cercare di difendersi dalle congiuntiviti allergiche stagionali e di vivere meglio il cambio di stagione. Eccone elencate alcune:

  • tenere sempre ben pulita la propria casa, affinchè gli allergeni non si depositino eccessivamente all’interno degli ambienti in cui viviamo;
  • chiudere le finestre dopo aver arieggiato, così da impedire un ingresso massiccio di allergeni;
  • evitare l’uso di lenti a contatto, sopra le quali si possono depositare gli allergeni;
  • indossare gli occhiali da vista o da sole anche fuori casa, così da avere una schermatura fisica nei confronti degli allergeni;
  • tenere puliti i filtri dell’auto: esistono in commercio dei filtri anti polline molto utili a chi soffre di allergie.

Leggi anche: congiuntivite, conosciamo meglio questo disturbo

e: inquinamento dell’aria e congiuntivi nei bambini

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Se vuoi saperne di più o prenotare una visita oculistica specialistica, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.

Ecco il menu di Natale che fa bene alla vista

Il Natale è la festa per eccellenza del buon cibo e della convivialità. I pasti veloci che caratterizzano il normale tran tran lavorativo lasciano il posto a momenti di festa durante i quali trascorrere più tempo a tavola, conversando con gli altri commensali e gustando pietanze più elaborate e originali. Ecco qualche idea per dar vita ad un menu natalizio diverso dal solito, saporito, perfetto anche per gli amici vegetariani e, perché no, che strizzi un occhio alla salute oculare, che a noi sta particolarmente a cuore. 

Antipasto: cialdine di parmigiano con insalatina invernale

La prima pietanza di questo menu natalizio prevede un antipasto a base cestini di parmigiano con insalatina invernale. Si tratta di un piatto non solo buono e sano ma anche straordinariamente bello da vedere. Non sono particolarmente difficili da realizzare, ma se non vi sentite sicuri potete provare a realizzare uno o due cestini nei giorni precedenti alle festività.

Ecco come si preparano:

  • Procuratevi del buon Parmigiano (o se preferite, va bene anche del Grana Padano);
  • rivestite la leccarda del forno con carta da forno e spargete un paio di cucchiai di formaggio così da creare una forma tondeggiante dal diametro di circa 15 cm;
  • livellate il formaggio con il dorso di un cucchiaio, quindi infornate a 180 gradi ed aspettate qualche minuto, fino a quando i bordi cominceranno ad assumere un colore ambrato;
  • togliete le cialde dal forno e, mentre sono ancora calde e con l’aiuto di una ciotolina di ceramica, modellatele, sino ad ottenere una forma sufficientemente concava.
  • togliete e gettate la carta da forno e farcite le cialde (oramai fredde) a piacere
  • la farcitura che vi consigliamo sarà un’insalatina molto fresca di misticanza, gherigli di noce, grani di melograno, rucola e semi misti.

Ci piacciono perchè…

il melograno è un potente antiossidante e rappresenta un vero e proprio toccasana per tutte le strutture oculari ed in particolare per la retina ed il cristallino. I gherigli di noce, invece, sono ricchi di Omega3 e vitamina E, pertanto sono ottimi alleati della salute oculare con particolare riferimento alla visione notturna. I semi, infine, sono sfiziosi e divertenti, nonché ricchi di zinco, un elemento chimico a sua volta prezioso per la vista.

Leggi anche: tanti Omega3 contro la retinopatia diabetica

Primo piatto: cannelloni di magro

I cannelloni di magro sono un primo piatto che non passa mai di moda, al quale è davvero difficile dire di no. A dispetto del nome che sta ad indicare l’assenza di carne, non sono affatto un piatto triste e dietetico, anzi. Una generosa dose di besciamella e, se gradito, qualche cucchiaio di passata di pomodoro a dare sapore e colore, trasformeranno i vostri cannelloni nei veri protagonisti del vostro menu festivo. Non dimenticate di passare i cannelloni di magro sotto il grill prima di servirli, così da regalare ai vostri ospiti tutto il piacere di un’irresistibile “crosticina”.

Ecco come si preparano:

  • sbollentate i vostri cannelloni in acqua bollente salata nella quale avrete aggiunto un cucchiaio d’olio;
  • lessate gli spinaci e strizzateli molto bene;
  • amalgamateli a dell’ottima ricotta vaccina fresca, aggiungendo un tuorlo, una presa generosa di parmigiano e sale qb;
  • farcite i cannelloni con il preparato a base di ricotta e spinaci;
  • preparate una buona besciamella fatta in casa;
  • “sporcate” il fondo di una teglia da forno di besciamella e, se vi piace, aggiungetevi un cucchiaio o due di passata di pomodoro, per conferire carattere, sapore e colore;
  • disponete i cannelloni tutti in fila, irrorate con altra besciamella, abbondante parmigiano e qualche fiocchetto di burro;
  • infornate a 180 gradi per 30 minuti + altri 10 minuti sotto il grill.

Ci piacciono perché…

è comprovato che le verdure a foglia, proprio come gli spinaci, fanno molto bene alla vista, in virtù del loro apporto di luteina, un prezioso carotenoide, che non perde affatto le sue proprietà dopo la cottura. Consumare molte verdure a foglia come gli spinaci fa bene alla retina, che si mantiene sana e giovane, ha un forte potere antiradicalizzante e dunque tiene alla larga le patologie tipiche connesse all’invecchiamento cellulare, come le retinopatie, le maculopatie e la cataratta. Ecco perché vi consigliamo di non far mancare mai le verdure a foglia nei vostri menu, siano essi festivi o “ordinari”.

Leggi anche: verdure a foglia più utili delle carote nella prevenzione delle patologie oculari

Secondo piatto: quiche di carciofi e pinoli

Il secondo piatto che vi proponiamo all’interno di questo menu di Natale è una quiche di carciofi e pinoli, che potete servire anche in monoporzioni, con un esito decisamente più elegante. La quiche (o le mini quiche) si prepara con pasta brisée, che se potete vi consigliamo di preparare in casa, almeno a Natale. Ma se non vi sentite particolarmente abili in cucina, anche la pasta brisée che trovate in commercio già pronta, svolgerà egregiamente il suo lavoro. Abbiate però l’accortezza di toglierla dal frigorifero per tempo, altrimenti potreste non riuscire a srotolarla.

Ecco come si prepara:

  • lavate e mondate i carciofi, tagliateli a fettine sottilissime che lascerete qualche istante in acqua acidulata, poi scolateli per bene e soffriggeteli in olio, aglio e prezzemolo;
  • a parte tostate i pinoli e grattugiate un formaggio dolce a vostra scelta;
  • amalgamate due uova e 100 gr di panna in una boule con un pizzico di sale, poi aggiungete i carciofi, il formaggio ed i pinoli;
  • disponete il composto sul guscio di pasta brisée, e cospargete la superficie con altri pinoli tostati
  • cuocete a 180 gradi per 40 minuti e servite

Ci piace perchè…

i carciofi sono ricchissimi di vitamina C, di luteina, di zeaxantina, di alfa carotene, ingredienti più che preziosi per la salute oculare. Lo stesso vale per i pinoli, che sono particolarmente ricchi di antiossidanti, luteina e betacarotene, perfetti per combattere lo stress ossidativo e per tenere lontane le patologie oculari legate all’invecchiamento cellulare.

Leggi anche: luteina, una preziosa alleata della salute oculare

I laser a femtosecondi di ultima generazione: vantaggi rispetto al microcheratomo

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E’ ormai fuori dubbio che la tecnica da preferire in fatto di chirurgia refrattiva sia la Femto-Lasik. Questa rivoluzionaria ed innovativa tecnica ha reso obsolete tutte quelle che l’hanno preceduta, come per esempio la Lasik “meccanica” praticata con il microcheratomo. I chirurghi concordano sul fatto che oggi l’uso del microcheratomo sia una pratica obsoleta. Ecco spiegato il perchè.

Dai vantaggi di indole pratica a quelli di tipo psicologico

Abbiamo già avuto occasione di approfondire le differenze di carattere prettamente tecnico tra l’uso del microcheratomo e quello del laser a femtosecondi per eseguire l’incisione lamellare della cornea. Abbiamo parlato della precisione del laser a femtosecondi, della sua capacità di eseguire un’incisione perfettamente circolare, il meno spessa possibile, dai bordi regolari e quant’altro. Senza considerare poi il fatto che l’assenza di lame implichi anche una totale assenza di punti di sutura.

In questo articolo ci vogliamo invece soffermare sui vantaggi che il laser a femtosecondi offre al paziente dal punto di vista soggettivo e personale. Ti starai domandando, infatti, se il fatto che il medico scelga una tecnica piuttosto di un’altra faccia davvero, per te, tutta questa differenza. La risposta è assolutamente sì. Ed ecco elencati i vantaggi soggettivi derivanti dall’uso del laser a femtosecondi.

Vantaggi soggettivi derivanti dalla scelta del laser a femtosecondi

  1. In nessun momento dell’intervento, il medico userà lame e strumenti taglienti sul tuo occhio.
  2. L’incisione è molto più regolare e precisa: il lembo di cornea viene inciso in modo da poter essere ricollocato in sede con estrema facilità e precisione. Nessun rischio di dislocazione del lembo dopo l’intervento.
  3. Il rischio di complicanze intraoperatorie è ridotto al minimo, perchè il laser interrompe il suo lavoro qualora necessario, mentre al contrario è più difficile interrompere un intervento di tipo meccanico e manuale.
  4. Poiché il femtolaser à un laser ad impulsi e non uno strumento meccanico, il rischio di infezioni postoperatorie è minimo.

Insomma, scegliendo di sottoporti all’intervento di chirurgia refrattiva Femto-Lasik scegli una procedura sicura che ti consentirà di raggiungere i risultati desiderati in tutta tranquillità e senza paura.

Un invito per te

per chi è indicata la chirurgia refrattiva
Ti invitiamo ad un incontro libero della durata di un’ora, nel quale potrai liberamente confrontarti con un oculista specialista e con altre persone che, come te, stanno pensando di intraprendere il percorso di libertà da occhiali e lenti a contatto.

Scoprirai:

  • come scegliere il centro migliore o il medico giusto per te;
  • cosa è davvero utile sapere prima dell’intervento;
  • la più avanzata e sicura tecnica di correzione dei difetti visivi come miopia e astigmatismo.

Saremo lieti di rispondere a ogni tua domanda. Ti aspettiamo nei giorni 9 e 22 maggio, 6 e 20 giugno presso le nostre cliniche a Milano.

orari

Verdure a foglia larga più utili delle carote nella prevenzione del glaucoma

verdure a foglia prevengono glaucoma angolo aperto

Intere generazioni di mamme e di nonne ci hanno ripetuto per anni che mangiare carote e cibi di colore arancio fa bene alla vista. Effettivamente è così, ma oggi una ricerca scientifica ha dimostrato che le verdure a foglia fanno ancora meglio. Ma cerchiamo di capire meglio a chi e in quali casi. 

La ricerca alla quale ci riferiamo è stata pubblicata sulla rivista scientifica JAMA Ophtalmology, ed ha evidenziato come una dieta ricca di verdure a foglia riduca significativamente il rischio di sviluppare un glaucoma ad angolo aperto. Numeri alla mano, chi consuma una buona quantità di alimenti vegetali ricchi di ossido nitrico ha un 20-30% in meno di possibilità di sviluppare un glaucoma ad angolo aperto, nonchè un 40-50% in meno di andare incontro ad una perdita precoce della visione centrale.

4 grandi categorie di consumatori di verdure

La ricerca, condotta dal professor Jae Kang del Brigham & Women Hospital dell’Harvard Medical School, ha preso in esame – attraverso la somministrazione di specifici questionari via email – l’apporto dietetico di un gruppo di uomini e di donne partecipanti rispettivamente all’Health Professionals Follow-up Study ed al Nurse Health Study. In totale, il team del professor Kang ha preso in esame le risposte di ben 63 mila donne e 41 mile uomini, che sono stati poi suddivisi in 4 categorie di consumatori di verdure:

1 – consumatori di verdure verdi (lattuga, spinaci)

2 – consumatori di crucifere (broccoli, cavoli)

3 – consumatori di patate e cipolle

4 – consumatori di pomodori (crudi o sotto forma di salsa)

Verdure a foglia verde: tutti i benefici dell’ossido nitrico

Al termine della ricerca, il professor Kang ed il suo team di lavoro hanno evidenziato come i consumatori di verdure verdi fossero maggiormente protetti per ciò che concerne lo sviluppo di un glaucoma ad angolo aperto e la perdita di visione centrale rispetto ad i consumatori degli altri tre gruppi di vegetali. Dal punto di vista chimico, l’ipotesi sostenuta dalla ricerca è che l’ossido nitrico (NO) aiuti la circolazione sanguigna nelle zone della macula soggette allo stress della pressione intraoculare tipica del glaucoma ad angolo aperto, e che zeaxantina e luteina presenti proprio in questo genere di vegetali, si fissino nei tessuti di questa zona dell’occhio anche in quantità elevate, cosa che invece il beta carotene non riesce a fare. Non dimentichiamo, inoltre, che le verdure a foglia verde apportano un notevole apporto di flavonoidi, folati, sostanze antiossidanti e vitamina A.

Insomma, la natura come sempre ci viene incontro nell’aiutarci a mantenere il nostro corpo ed il nostro apparato visivo in forma più che mai. Non ci resta che approfittarne facendo il pieno di verdura a foglia verde.

Fonte: JamaNetwork

 

Neovision In Salute: la visita approfondita che fa per te

 

Operazione cataratta - Intervento cataratta

Soffri di una patologia sistemica che ha effetti anche sulla tua vista, come il diabete? Oppure hai una retinopatia causata da una maculopatia? O ancora, il tuo problema è il glaucoma? Un semplice controllo una tantum può non bastare. Ecco perchè Neovision ha pensato a In Salute, una visita accurata del tuo apparato visivo, pensata per valutarne lo stato di salute e per definire un programma di cura e di monitoraggio dell’eventuale patologia. Vediamo meglio di che si tratta.

Soffri o sospetti di soffrire di una patologia oculare?

Vi sono alcune patologie oculari che è bene non trascurare e che, anzi, è importante diagnosticare con attenzione, tenere monitorate nel tempo e curare opportunamente. Tra queste patologie, troviamo:

  • tutte le retinopatie, a prescindere dalla loro origine, che può risiedere in una malattia sistemica (come il diabete), oppure in una malattia della retina (come la degenerazione maculare, il pucker maculare o il foro maculare)
  • il glaucoma
  • il cheratocono

In Salute, la visita pensata per chi soffre di una patologia oculare importante

Le malattie sopra citate possono subire, nel tempo, un’evoluzione. Ecco perchè una visita molto approfondita è fondamentale per stabilirne l’avanzamento, oltre ad un vero e proprio programma che consenta di tenerle controllate e di mettere a punto la terapia più idonea al loro trattamento.

La visita che abbiamo messo a punto per questo scopo prende il nome di In Salute, ed include una serie di esami approfonditi della vista e dello stato di salute generale dell’apparato visivo. Gli esami sono numerosi ed approfonditi, ed includono quelli già presenti nella nostra visita oculistica PRIMA, cioè:

  • opd scan
  • autorefrattometria
  • autocheratometria
  • topografia corneale
  • pupillometria
  • cristallino in retroilluminazione
  • potere accomodativo
  • tonometria
  • pachimetria centrale
  • refrazione
  • visione binoculare
  • test lacrimali
  • biomicroscopia
  • retinografia
  • esame del fondo oculare

ai quali andremo ad aggiungerne altri esami della vista più approfonditi, quali:

  • biometria ottica: è la misurazione del bulbo oculare
  • endoteliometria: è la conta delle cellule dell’endotelio, una parte importante della cornea
  • oct del segmento posteriore: è un’approfondita analisi della retina e del suo flusso sanguigno
  • gonioscopia scheimpflug: è l’esame dell’angolo irido – corneale
  • tonometria di goldmann: è l’esame della pressione dell’occhio
  • esame del campo visivo: è l’esame del campo di visione

Da non dimenticare prima della tua visita In Salute

Se hai prenotato la tua visita In Salute, non dimenticare di portare con te tutta la documentazione relativa alle visite oculistiche effettuate in precedenza, oltre alla lista di eventuali farmaci che assumi. Inoltre, se ti è possibile, fatti accompagnare da qualcuno: durante la visita ti verranno messe alcune gocce di collirio per dilatare la pupilla.

Se invece non hai ancora prenotato la tua visita In Salute

Se non hai ancora prenotato la tua visita In Salute e pensi di soffrire di una patologia oculare, allora chiamaci subito allo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi.

 

 

 

 

Sviluppato il primo occhio artificiale capace di vedere in tempo reale

 

Retinopatie e Glaucoma: prevenzione Neovision insieme a Zeiss!

Lo sviluppo delle nanotecnologie e la loro applicazione al campo medico non smette mai di sorprenderci, e ci regala sorprese ogni giorno più inaspettate. L’ultima sorpresa in ordine di tempo ci è giunta qualche settimana fa, quando i ricercatori della Harvard Paulson School hanno sviluppato un occhio artificiale in grado di “restituire” la vista a chi purtroppo l’ha perduta. Vediamo di che si tratta.

Il dispositivo del quale stiamo parlando è stato pensato e sviluppato dai ricercatori della Harvard John A. Paulson School, ed è stato presentato il 23 febbraio 2018 in occasione della Conferenza Internazionale organizzata dalla Royal Institute for the Blind di Londra. L’occhio artificiale in questione, che possiamo definire senza timore di sbagliare “bionico”, è un innovativo dispositivo in grado di restituire almeno parte della visione perduta ai non vedenti. Una scoperta rivoluzionaria e ambiziosa, che riempie di gioia e di aspettative sicuramente chi da sempre spera di recuperare almeno un minimo di capacità visiva.

Come funziona il dispositivo progettato dai ricercatori

Il dispositivo presentato dalla Harvard Paulson School è un occhio artificiale un pò complesso: si compone di un paio di occhiali dotati di videocamera. Nell’occhio del paziente, invece, viene impiantato un microchip. Già qualche giorno fa vi avevamo parlato della possibilità di impiantare un michochip in pazienti con gravi problemi alla retina, per restituire loro almeno un minimo di visione, seppur sfocata ed imprecisa. In questo caso, al paziente viene impiantato nel bulbo oculare un microchip; la telecamera posta sugli occhiali invia le immagini al microchip, che a sua volta le invia al cervello previa stimolazione delle terminazioni nervose dell’occhio. Il cerchio si chiude quando il cervello restituisce l’immagine – non ad alta definizione, bensì approssimativa – catturata dalla videocamera all’occhio.

Qual è la novità di questo innovativo occhio artificiale?

Non è la prima volta che, in giro per il mondo, tra università e centri di ricerca, viene progettato un occhio artificiale con microchip da impiantarsi nell’occhio per aiutare chi ha gravi problemi oculari a recuperare almeno un minimo di visione. Il vantaggio di questo dispositivo è quello di agire proprio come un occhio umano, riuscendo ad accomodare ed a modificare il fuoco in tempo reale. L’obiettivo, per il futuro, è non solo quello di migliorare e perfezionare il dispositivo, ma anche quello di superare i limiti dell’occhio umano, portandolo a correggere, sempre in tempo reale, anche le aberrazioni, come per esempio quelle dovute all’astigmatismo. Un progetto senza dubbio ambizioso, che apre le porte ad ulteriori fasi di questa ricerca che sta risvegliando l’interesse tanto della comunità scientifica quanto dei tanti ipovedenti o non vedenti che confidano nel progresso della tecnologia per riuscire a recuperare almeno una minima parte della visione perduta.

C’è ancora molta strada da fare

Naturalmente, anche in questo caso la ricerca deve fare ancora molta strada, e l’occhio artificiale sviluppato dai ricercatori, altrove definito “occhio bionico” non è nemmeno stato ancora testato su esseri umani. Non ci resta che seguirne da vicino l’andamento, per scoprire gli ulteriori progressi della tecnologia posta al servizio della medicina.

Fonte: Seas.Harvard.Edu

Occhio Bionico: il futuro è qui

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Dal buio alla luce. E’ di pochi giorni fa la notizia del primo impianto al mondo di “occhio bionico” in una donna di 50 anni. L’intervento, eseguito presso l’ospedale S.Raffaele di Milano, è stato lungo e delicato, ed ha consentito di impiantare sotto la retina della paziente un microscopico microchip capace di sostituirsi a coni e bastoncelli danneggiati da una retinopatia. Vediamo come.

Occhio bionico: realtà o fantascienza?

Fino ad una manciata di anni fa, l’idea di avere un occhio “bionico” avrebbe fatto trasalire chiunque. Oggi che la tecnologia è diventata la grande protagonista delle nostre esistenze e che tutti siamo consapevoli che senza di essa il nostro quotidiano sarebbe forse più difficile da gestire, sentir parlare di microchip impiantati nella retina non appare poi così strano. Rivoluzionario sì, ma comunque non fantascientifico.

1600 sensori in soli 3 millimetri

L’intervento del quale stiamo parlando è frutto di una lunga ricerca portata avanti nel corso degli ultimi anni da un’azienda tedesca, Retina Implant. Il microchip, Alpha AMS, è grande circa 3 mm, e contiene 1600 sensori capaci di sostituirsi ai fotorecettori danneggiati. Il microchip svolge esattamente il lavoro dei fotorecettori, convertendo la luce in stimolo elettrico, e convogliandolo al nervo ottico.

Un piccolo microchip per un grande “lavoro”

Non è la prima volta che si cerca di impiantare un microchip in soggetti aventi una grave retinopatia, ma mentre negli interventi svolti in passato il paziente doveva poi avvalersi di un ausilio esterno per completare la decodifica dell’impulso luminoso (fotocamera, cuffie e altro), in questo caso il microchip è autosufficiente e lavora in completa autonomia, proprio come farebbero coni e bastoncelli “in natura”.

Cosa aspettarsi dal microchip?

Se è vero che la tecnologia applicata alla medicina fa passi da gigante, è anche vero che bisogna saper avere la saggezza di riporre le proprie speranze per un futuro migliore in aspettative quanto mai obiettive ed aderenti alla realtà. Il microchip del quale vi abbiamo parlato non restituisce la vista perduta, ma riesce a trasformare le ombre in luci ed a ridefinire i contorni delle cose. Grazie agli impulsi elettrici forniti dal microchip, il paziente torna a distinguere il giorno e la notte, la luce e il buio e le sagome dei propri cari tornano a prendere forma e sostanza. Ad ogni modo, la strada da fare è ancora lunga, e queste procedure sono, ad oggi, ancora ad un livello altamente sperimentale. Un domani, chissà, l’impianto del microchip sulla retina sarà una procedura comune: per ora accontentiamoci di seguire da vicino i progressi della ricerca.

Neovision a casa tua: che comodità!

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Come sarebbe comodo poter organizzare una visita oculistica presso il tuo domicilio, senza doverti muovere da casa, in qualunque giorno ed orario a te congeniale? Con Neovision si può: Neovision A CASA TUA è la prima visita oculistica domiciliare pensata per far fronte alle esigenze di chi non ha modo di spostarsi da casa ma non vuole rinunciare a tenere sotto controllo la salute dei propri occhi, con l’aiuto di medici oculisti specialisti. 

Comodità e accessibilità: trova la clinica più vicina a casa tua

Abbiamo scelto di dislocare le cliniche Neovision in diversi punti della città di Milano onde riuscire ad avvicinarci al maggior numero di pazienti possibile. Comodità ed accessibilità sono le parole d’ordine di un approccio al lavoro che si basa sull’importanza che diamo proprio ai nostri pazienti ed al loro benessere.

Non puoi venire in clinica? Neovision viene A CASA TUA

Può capitare, però, che tu senta l’esigenza di sottoporti ad una visita oculistica, ma non riesca a raggiungerci personalmente presso una delle nostre cliniche. Hai difficoltà motorie o semplicemente non hai tempo? Nessun problema! Con la formula A CASA TUA, Neovision viene proprio a casa tua. Chiamaci: potrai prenotare la tua prima visita oculistica presso il tuo domicilio. Si tratta di un controllo essenziale, durante il quale, con l’ausilio di alcuni strumenti, un nostro medico specialista valuterà lo stato di salute dei tuoi occhi.

Giorno e orario li scegli tu

In Neovision ci piace essere flessibili: ecco perchè con la visita a domicilio A CASA TUA potrai godere della comodità di una visita a domicilio nei giorni e negli orari a te più congeniali, anche quando le nostre cliniche non sono operative. Considera che la visita può durare fino a due ore, pertanto organizzati la giornata in modo da poterti sottoporre alla visita a domicilio con tutta calma!

E dopo la visita a domicilio ?

Al termine della visita a domicilio, se il medico riterrà che è opportuno effettuare degli approfondimenti, potrai prenotare PRIMA, una visita oculistica completa presso una delle sedi Neovision. Prima include una serie di esami che consentiranno al medico di avere una visione ancora più approfondita di quanto già esaminato durante la visita a domicilio.

Non esitare a contattarci per qualunque dubbio in merito alla visita a domicilio. Non sai come ti devi preparare? Non sei sicuro di avere abbastanza tempo a disposizione? Assumi farmaci? Siamo qui per rispondere alle tue domande. Chiamaci senza timore! 

 

 

 

Campagna Nazionale per la Prevenzione della Maculopatia: nuove disponibilità su Milano

prima campagna nazionale maculopatia

Si è conclusa il giorno 23 febbraio la prima Campagna Nazionale per la Prevenzione della Maculopatia, una grande occasione di prevenzione offerta da ben 17 centri dislocati su tutto il territorio nazionale. La campagna, promossa da IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Centro Ambrosiano Oftalmico, con il patrocinio del Ministero della Salute e della SOI, ha suscitato grande interesse ed ha visto una grande partecipazione da parte della popolazione, che si è mostrata molto sensibile al tema della prevenzione. 

Due parole sulla maculopatia

La degenerazione maculare senile è una malattia che esordisce generalmente dopo i 50 anni e che colpisce la macula, una delicata parte della retina deputata alla corretta visione centrale. Esistono due tipologie di degenerazione maculare senile, quella atrofica e quella essudativa, oltre ad altre tipologie connesse ad altre patologie, come il diabete o la miopia forte. E’ evidente che sottoporsi ad una visita specialistica dell’occhio dopo i 50 anni sia fondamentale per valutare l’eventuale presenza dei primi sintomi della maculopatia e, più in generale, per monitorare lo stato generale di salute dell’apparato visivo.

Nuove disponibilità aperte da oggi in Neovision

Visto il grande successo della Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e la notevole mole di richieste pervenute, Neovision ha aperto nuove disponibilità su Milano così da dar modo a chi ancora non è riuscito ad accedervi di prenotare il proprio screening gratuito.

Le nuove disponibilità sono aperte in Neovision: prenota subito il tuo appuntamento di screening gratuito per la diagnosi e la prevenzione della maculopatia, cliccando sulla pagina ufficiale per le prenotazioni. Ti ricordiamo che, poichè la maculopatia è è una malattia dell’occhio tipica dell’età matura, lo screening è rivolto indicativamente agli over 50.

Cogli al volo quest’ultima occasione di testare gratuitamente lo stato di salute dei tuoi occhi: prenota oggi stesso il tuo screening gratuito per la Prevenzione e la Diagnosi della Maculopatia presso Neovision Cliniche Oculistiche.

Malattie della retina: quando la diagnosi la fa l’intelligenza artificiale

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Sembra un titolo da romanzo di fantascienza, eppure il futuribile non è mai stato così vicino. E’ notizia di questi giorni, infatti, che Deep Mind, l’Intelligenza Artificiale sviluppata da Google, sarebbe in grado di diagnosticare alcune malattie della retina sulla base dell’osservazione di immagini. Ma facciamo qualche passo indietro, e cerchiamo di vederci chiaro.

Innanzitutto, cos’è Deep Mind?

Deep Mind nasce come società britannica dedita allo sviluppo di algoritmi volti a progettare una intelligenza artificiale. L’obiettivo era inizialmente quello di sviluppare videogiochi, ma dalla sua acquisizione da parte di Google nel 2014, il focus dell’operato si è spostato dai giochi alla medicina predittiva. Fantascienza? No, realtà.

Perchè applicare Deep Mind alla medicina?

Al fine di effettuare alcune simulazioni nel campo della medicina predittiva, Google avrebbe acquisito un’ingente mole di dati relativamente ai pazienti in cura presso il servizio sanitario britannico, con l’obiettivo di mettere a punto nuove tecniche di screening della popolazione al fine di diagnosticare tempestivamente l’esordio di alcune malattie, avvalendosi dell’ausilio della tecnologia. Come detto, dunque, si tratta di medicina predittiva, ovvero volta a prevedere e diagnosticare con tempestività una serie di patologie.

E in campo oculistico?

E’ notizia di questi giorni che Deep Mind ha analizzato migliaia di referti di OCT (tac della retina) di pazienti britannici, per testare un nuovo algoritmo avente l’obiettivo di individuare i primissimi segni di una patologia della retina in modo più veloce di quanto potrebbe fare uno specialista “umano”.

I test sono stati condotti a Londra in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale ed il Moorfields Eye Hospital, uno dei centri d’eccellenza in campo oculistico a livello mondiale. Poichè le immagini fornite all’intelligenza artificiale includevano milioni di pixel di informazioni, l’algoritmo è stato “allenato” ad individuare i segni di tre patologie: glaucoma, retinopatia diabetica e maculopatia degenerativa senile.

Leggi anche: che cos’è l’OCT

Un modello che trova applicazione in tante specialità

L’uso di Deep Mind in ambito medico predittivo, per ora testato solo in ambito oculistico, trova peraltro sbocco in tutte quelle specialità mediche che normalmente si avvalgono della diagnostica per immagini. Una volta sviluppato l’algoritmo che consente di diagnosticare ciascuna malattia, ed “allenata” l’intelligenza artificiale alla sua individuazione, si otterrebbe uno strumento capace di effettuare diagnosi tempestive praticamente in qualunque specialità medica.

L’uso di questo tipo di tecnologia applicata alla diagnostica, potrebbe snellire alcuni processi all’interno degli ospedali ed alleggerire i sistemi sanitari di molti paesi del mondo, attualmente oberati di lavoro, dov’è noto che le liste d’attesa per le visite ed i tempi necessari per il conferimento dei referti sono, ad oggi, troppo lunghi. Tuttavia, è bene precisare che, anche se questo tipo di tecnologia guarda al futuro e sarà sicuramente di grande aiuto per snellire i processi ed accelerare i tempi del sistema sanitario “convenzionale”, in alcun modo potrà sostituirsi alla perizia, all’esperienza ed alla conoscenza di un medico specialista “in carne ed ossa”.

Se i risultati dei test dovessero essere approvati dal mondo accademico, questo tipo di tecnologia applicata alla diagnostica potrebbe diventare tuttavia molto presto una realtà quotidiana in gran parte degli ospedali. Naturalmente, il modello del quale vi abbiamo parlato necessita di essere implementato e sottoposto ad ulteriori test, ma senza dubbio apre la strada ad un futuro nel quale i specialisti che si occupano di diagnostica per immagini si potrebbero avvalere di un braccio destro decisamente “bionico” ma sicuramente di grande aiuto.