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L’occhio che trema è un disturbo piuttosto fastidioso che si presenta quando meno ce l’aspettiamo e, come si è presentato, spesso tende anche a scomparire. La sua durata può essere di ore o peggio di giorni, e la sua compagnia non è di certo piacevole: tuttavia, anche se non è quasi mai sintomo di una patologia grave, è di certo un piccolo segnale che il nostro corpo ci manda. A cosa è dovuto questo intermittente tremolio della palpebra? Scopriamolo assieme.

Occhio che trema, le cause possibili

Le cause possibili del tremolio della palpebra sono generalmente riconducibili a momenti di stress, di tensione, di ansia che capita di attraversare a volte in modo anche non del tutto consapevole. O ancora, l’occhio che trema può essere causato da abuso di caffeina, o dall’assunzione di alcuni tipi di farmaci. Tra le cause meno comuni vi sono invece quelle patologiche, come il glaucoma, l’uveite, la blefarite, o ancora il Morbo di Parkinson o la sindrome di Tourette.

Un disturbo sempre più comune

Tralasciando le cause potenzialmente patologiche dell’occhio che trema, conviene spendere due parole su quelle di natura emotiva. L’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus Covid19 ha cambiato radicalmente stili di vita, abitudini, modi di pensare e di organizzare (o riorganizzare) l’esistenza di tutti noi. La conseguenza di questo nuovo approccio alla vita – che molti chiamano la nuova normalità – è quella di aver enfatizzato una vasta gamma di emozioni negative spesso represse. Ansia, stress, atteggiamenti e comportamenti sociali negativi sono entrati a far parte di uno stile di vita del tutto nuovo. Al quale nessuno di noi era abituato. Nemmeno il nostro corpo. Ed ecco dunque che proprio il nostro corpo ci ricorda che dovremmo cercare di stare un po’ più sereni, ove possibile, inviandoci dei segnali inequivocabili.

I segnali del corpo

Tra i segnali che il nostro corpo ci invia per farci capire che forse abbiamo raggiunto un limite di ansia e tensione, figura sicuramente il tremolio della palpebra, ma non solo. Vanno citati anche i disturbi del sonno, un malumore persistente, la perdita o l’eccesso di appetito, la manifestazione di reazioni spropositate rispetto ad eventi tutto sommato modesti. E’ importante, dunque, ascoltare il nostro corpo, cercare di capire cosa non va e cercare di “fare marcia indietro”. Ma come?

Come interpretare i segnali che il nostro corpo ci invia

Interpretare correttamente i segnali che il nostro organismo ci manda – come l’occhio che trema – è il primo passo per invertire la rotta e prenderci più cura di noi stessi, anche sul piano emotivo. La prima cosa da fare è mettere in atto una serie di abitudini sane e non lasciarci andare a routine sbagliate:

  • rispettiamo gli orari di veglia e sonno, riposando adeguatamente in una stanza ben areata e ben pulita;
  • curiamo la nostra igiene personale;
  • mangiamo correttamente con frutta e verdura di stagione;
  • concediamoci una passeggiata all’aria aperta;
  • non perdiamo l’abitudine di fare qualche telefonata agli amici, di leggere un buon libro, di volerci bene.

Se tutto questo ci sembra difficoltoso, impariamo a chiedere aiuto agli altri ed a manifestare senza timore il nostro disagio.

L’occhio che trema dunque non è nulla di allarmante in sé e per sé, ma può comunque essere la “punta dell’iceberg” rispetto ad uno stato d’animo che non ci fa stare bene. In caso di dubbio, o qualora il tremolio della palpebra sia persistente, conviene comunque sentire il parere di uno specialista, consultando il medico di famiglia oppure prenotando una visita oculistica specialistica.

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Il tempo passa, ed è del tutto normale andare incontro ad alcune difficoltà visive. Una delle più note è sicuramente la cataratta, patologia tipica dell’età avanzata. Ma non solo: un altro momento della vita in cui non è infrequente sperimentare un aumento delle proprie difficoltà visive – pur avendo sempre avuto una vista perfetta – è quello dei 40 anni circa. Da molti scambiato per un difetto visivo come gli altri, la presbiopia è segno e sintomo del tempo che avanza. Conosciamo meglio questo difetto visivo, e cerchiamo di capire come si può eseguire la correzione della presbiopia con il laser.

Presbiopia: cos’è e quali sono i sintomi

All’interno del nostro occhio c’è il cristallino, una minuscola lente naturale con due scopi fondamentali:

  1. far passare la luce che filtra attraverso la pupilla per raggiungere la retina;
  2. aiutarci a mettere a fuoco le immagini sulla retina, incurvandosi e piegandosi naturalmente secondo necessità.

Per cause del tutto naturali legate all’avanzare del tempo, tuttavia, il cristallino va incontro ad una perdita di trasparenza e di flessibilità. La perdita di trasparenza si traduce in una vera e propria patologia oculare, la cataratta, mentre la perdita di elasticità porta ad una difficoltà visiva nelle distanze molto brevi. E’ questa la presbiopia. Se la cataratta è un disturbo tipico dell’età matura ed avanzata, al contrario la presbiopia comincia a presentarsi intorno ai 40 anni.

Un esempio classico è quando iniziamo ad allontanare sempre di più lo smartphone dal viso per riuscire a mettere a fuoco le parole impresse sul display.

Correzione della presbiopia: con il laser o con gli occhiali?

Correggere la presbiopia significa tornare a vedere bene come prima che questo difetto visivo si presentasse. Sfortunatamente non esistono terapie farmacologiche in grado di arrestare la normale perdita di flessibilità del cristallino, né di migliorarla.

Le soluzioni sono dunque 2:

  1. Una soluzione di tipo temporaneo, data dall’uso di occhiali da vista o di lenti a contatto;
  2. Una soluzione di tipo definitivo, con la correzione laser.

Correzione della presbiopia con occhiali da vista o lenti a contatto

Correggere la presbiopia con occhiali da vista o lenti a contatto è una scelta pratica e veloce che tuttavia presenta alcuni limiti:

  • la necessità di portare sempre con sé gli occhiali o le lenti, di non dimenticarli, di cercare di non perderli, di toglierli e metterli specie laddove si disponga già di un secondo paio (per vedere da lontano, per esempio, oppure un occhiale da sole);
  • la difficoltà connessa all’igiene dell’occhiale, specie nel contesto storico attuale, caratterizzato da una prolungata ed importante emergenza sanitaria, che porta ad un uso pressoché continuativo della mascherina nell’arco della giornata (con problemi di appannamento e poco igienica manipolazione degli occhiali);
  • l’esigenza di rinnovare di frequente le lenti, perché la presbiopia tende a peggiorare mano a mano che il tempo passa (con l’impegno economico che ne deriva).

Correzione della presbiopia con il laser

La correzione della presbiopia con il laser ha diversi vantaggi:

  • è permanente, ovvero una volta eseguita il disturbo non si ripresenta;
  • è sicura, perché eseguita tramite moderni ed affidabili strumenti laser;
  • si esegue tramite un intervento di breve durata e indolore, del tutto simile a quello eseguito con tecnica FemtoLASIK per la correzione dei difetti visivi quali miopia, ipermetropia ed astigmatismo;
  • offre un decorso postoperatorio rapido ed indolore;
  • consente di correggere anche più difetti visivi al contempo.

Che fare se i difetti visivi sono molto marcati, oppure se vi è anche un principio di cataratta?

Come detto, il cristallino può andare incontro anche ad una progressiva opacizzazione. Qualora ciò accadesse, si sia in un’età già piuttosto avanzata o ancora si soffra di difetti visivi molto marcati, è possibile ricorrere ad altre tecniche di correzione della presbiopia. Oltre all’esecuzione di un intervento laser (o in aggiunta ad esso) è possibile abbinare l’impianto di una lente intraoculare (sovrapposta o in sostituzione del cristallino naturale), con il potere diottrico che meglio si addice alle nostre esigenze visive.

Oggi l’eccellenza è finalmente più accessibile

Grazie agli straordinari progressi della chirurgia oftalmica, agli strumenti d’avanguardia presenti nei centri d’eccellenza ed alla grande esperienza dei professionisti che vi operano, la presbiopia è correggibile in modo permanente e sicuro. Anche laddove abbinata ad altri tipi di difetti visivi o patologie. In Neovision, in particolare, questo tipo di chirurgia è resa più accessibile grazie ad una serie di convenzioni e di opportunità di finanziamento.

Intervento di Cataratta - Cosa fare e non fare dopo l'Intervento di cataratta - Finanziamento al 100% - Neovision Cliniche Oculistiche

Da dove partire? Dalla visita oculistica specialistica

La prima cosa da fare è sottoporsi ad una visita oculistica specialistica approfondita ed accurata. Sarà lo specialista, quindi, ad indicare quale sia la strada da perseguire per la correzione della presbiopia.

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La branca della medicina che ha tratto più vantaggio dalla “rivoluzione laser” è, probabilmente, proprio l’oftalmologia. Ancor più di molte altre specialità, quali la dermatologia o l’odontoiatria, in cui tuttavia questi straordinari strumenti trovano impiego quotidiano. In ambito oculistico, il laser ha spalancato le porte ad un nuovo modo di concepire e praticare la chirurgia. Tra i diversi laser in uso in ambito sanitario, spicca in particolar modo il laser a femtosecondi. Quali sono le sue caratteristiche ed i suoi pregi? Scopriamolo assieme.

Che cos’è il laser a femtosecondi

Il laser a femtosecondi è capace di emettere impulsi brevissimi, velocissimi ed intensi. E’ un laser che lavora per foto-separazione sui tessuti, con i seguenti vantaggi:

  • riesce a sostituirsi ad un bisturi senza che alcuno strumento entri in contatto con i tessuti;
  • esegue un’incisione molto più definita, controllata e precisa di quella eseguita da una mano umana;
  • è altamente programmabile e controllabile (misura, entità e profondità dell’incisione sono programmate a monte dell’intervento tramite appositi strumenti digitali);
  • la sua azione può essere interrotta e ripresa in qualunque momento;
  • è altamente sicuro;
  • è totalmente indolore.

Quali sono i campi di applicazione del laser a femtosecondi?

Nella chirurgia oculare, il laser a femtosecondi può sostituirsi di fatto al bisturi e trasformarsi in un vero e proprio braccio destro dell’oculista. Come tutti gli strumenti altamente tecnologici e molto performanti, naturalmente anche questo laser dà il meglio di sé nelle mani di un professionista altamente preparato, dotato di grande perizia e comprovata esperienza. Quanto ai campi di applicazione, questi sono riconducibili a molti interventi di chirurgia oftalmica, ed in particolare:

  1. All’intervento di cataratta: nel corso dell’intervento di cataratta, il medico pratica una minuscola incisione sulla cornea, che gli serve per arrivare al cristallino e procedere alla facoemulsificazione, ovvero alla sua rimozione e sostituzione con una lente intraoculare del tutto nuova. Praticare questa incisione col laser a femtosecondi, anziché col bisturi, consente un intervento molto più preciso, sicuro e controllato. Al termine dell’intervento, peraltro, non sono necessari bendaggi o punti di sutura.
  2. Agli interventi di correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK: la procedura LASIK per la correzione permanente dei difetti visivi prevede che sulla cornea si sollevi un piccolo flap (una finestrella). Al di sotto del flap si procede poi al rimodellamento del tessuto corneale con un altro tipo di laser, il laesr ad eccimeri. Terminata la procedura, la finestrella viene ricollocata in sede. Il laser a femtosecondi sostituisce il bisturi ed il microcheratomo nella procedura di incisione del flap. In questo modo si avrà un’incisione programmabile, omogenea per quanto riguarda la profondità, perfettamente circolare, dai lembi precisi e netti. Una vera e propria marcia in più, capace di regalare anche un recupero post operatorio particolarmente rapido.

La chirurgia d’eccellenza diventa accessibile

Volendo azzardare un paragone al di là della medicina, il laser a femtosecondi è un po’ una Ferrari della chirurgia oculare. Per questo motivo, tranne rare eccezioni non lo si trova nelle strutture sanitarie pubbliche, ma solamente nei centri d’eccellenza. Ciò non significa, tuttavia, che sia uno strumento accessibile solo a pochi. Anzi. Oggi in Neovision la chirurgia d’eccellenza diventa più accessibile, grazie e comode formule di finanziamento o alla convenzione con le migliori assicurazioni.

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Perché scegliere un centro d’eccellenza?

  1. Per la possibilità di avvalersi del laser a femtosecondi;
  2. Per la presenza di chirurghi oculisti di grande esperienza;
  3. Perché è possibile finanziare totalmente gli interventi, senza gravare troppo sul bilancio familiare;
  4. Perché le liste d’attesa non esistono.

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I bambini in età scolare e prescolare possono riscontrare disturbi dell’apprendimento di diverso tipo. Alcuni di questi disturbi possono essere collegati a difetti visivi come miopia, astigmatismo ed ipermetropia, oppure a problemi come l’ambliopia, detta anche “occhio pigro”, e lo strabismo. A scuola i bambini imparano a leggere e scrivere, ma anche sviluppare le proprie capacità sociali. Quanto influisce la vista sull’apprendimento scolastico? In questo delicato e singolare periodo storico, che vede i bambini far ritorno sui banchi dopo mesi di assenza dovuta all’emergenza Coronavirus, ripartire al massimo delle proprie possibilità è più che mai fondamentale.

Il legame fra vista e disturbi dell’apprendimento

I concetti di apprendimento e di capacità visiva sono strettamente legati tra loro. Un bambino che vede bene a tutte le distanze e con entrambi gli occhi, è un bambino che potrà guardare alla lavagna e scrivere sul suo quaderno senza incertezze, leggere un testo con un grado sempre maggiore di autonomia, scorrere lo sguardo tra le righe, catturare e comprendere i concetti chiave, interagire con l’insegnante con la giusta dose di sicurezza.

Una vista sana aiuta il bambino a partecipare serenamente alla lezione, a non rimanere indietro, a socializzare con spontaneità e vivere l’esperienza scolastica con positività, curiosità ed ottimismo.

La visita oculistica pediatrica

Alla luce di tutto ciò, risulta evidente che portare il bambino dall’oculista non significa soltanto misurare la vista. Rappresenta, infatti, uno step importante per accompagnare il piccolo verso un percorso di crescita fatto di autostima e sicurezza in se stesso, con la consapevolezza di avere le stesse potenzialità di apprendimento e partecipazione dei suoi compagni.

Patologie oculari e difetti visivi che concorrono ai disturbi dell’apprendimento

È un errore pensare che i bambini abbiano una vista praticamente perfetta ed infallibile. Dalla miopia all’occhio pigro, sino ad arrivare a patologie congenite, i disturbi che possono affliggere l’apparato visivo di un bambino non mancano. Programmare una serie di controlli della salute visiva è dunque importante per assicurare loro una crescita sana e non pregiudicare le loro possibilità di apprendimento e di socializzazione.

I disturbi dell’apprendimento

Avere difficoltà visive non significa solamente restare un po’ indietro rispetto alla classe. Alcune ricerche scientifiche hanno messo in correlazione le difficoltà visive con i disturbi dell’apprendimento. In taluni casi il bambino sviluppa un disturbo chiamato Disturbo Specifico dell’Apprendimento, che va di pari passo con alcuni sintomi visivi.

Sintomi visivi correlati al Disturbo Specifico dell’Apprendimento

  • Mal di testa ricorrenti;
  • Chiusura di un occhio per osservare il libro, ma anche la televisione, per esempio;
  • Rotazione o inclinazione della testa da una parte, spesso a favore dell’occhio che vede meglio;
  • Arrossamento o bruciore oculare;
  • Difficoltà o lentezza eccessiva nella lettura.

Questi ed altri sintomi – assieme ad un rendimento scolastico incerto – devono fungere da campanelli d’allarme per il genitore. Si rivela dunque fondamentale sottoporre il bambino ad una visita oculistica. Sarà lo specialista a definire se il bambino soffra o meno di un disturbo visivo e quale possa essere il percorso terapeutico da intraprendere.

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Occhio Secco - Neovision Cliniche Oculistiche

Chi soffre di Sindrome dell’Occhio Secco sa bene che non si tratta solamente di un lieve e temporaneo fastidio oculare, ma di una vero e proprio disturbo cronico, fastidioso e per molti versi limitante per lo svolgimento delle attività quotidiane. Una compagnia, insomma, della quale si farebbe volentieri a meno. E che spesso ci fa sentire incompresi e profondamente a disagio. Oggi Neovision ha il piacere di introdurre un nuovo protocollo terapeutico, LAVMe, messo a punto per trattare efficacemente la Sindrome dell’Occhio Secco. Una soluzione terapeutica capace di regalare benessere fisico ed emotivo sul lungo periodo.

Che cos’è la Sindrome dell’Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia oculare causata da una disfunzione del film lacrimale. In condizioni non patologiche, l’occhio è protetto dalle aggressioni esterne da un apposito meccanismo di lubrificazione. Le componenti acquose e lipidiche che compongono il film lacrimale garantiscono dunque all’occhio, ed in particolare alla cornea, il giusto livello di umidità ed idratazione. Qualora la produzione del film lacrimale sia insufficiente, l’occhio potrebbe andare incontro ad una condizione di secchezza che, se trascurata, potrebbe cronicizzarsi. Tra i sintomi ricorrenti, dei quali diviene difficile disfarsi, troviamo:

  • bruciore;
  • arrossamento;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • desiderio di toccarsi e sfregarsi frequentemente, cosa che innesca un circolo vizioso e peggiora la sintomatologia;
  • fotofobia;
  • talvolta anche dolore.

Le cause dell’Occhio Secco sono diverse, e possono spaziare da cause ormonali sino a fattori ambientali come l’inquinamento o la presenza di alti livelli di particolato nell’aria, ma anche il fumo di sigaretta o l’assunzione di alcuni farmaci particolari per periodi prolungati, così come dall’uso prolungato di lenti a contatto.

Nuovo protocollo LAVMe per il trattamento dell’Occhio Secco

Come anticipato, la Sindrome dell’Occhio Secco è un nemico non sempre facile da combattere, che spesso presenta una certa recrudescenza dei sintomi. Un circolo vizioso che è bene interrompere quanto prima, per ritrovare benessere oculare e serenità. Oggi Neovision ha messo a punto LAVMe, un nuovo protocollo scientifico per il trattamento mirato della Sindrome dell’Occhio Secco.

In cosa consiste il protocollo LAVMe:

  1. Un’accurata visita pre-trattamento che include una serie di esami specifici volti a misurare scientificamente la severità della Sindrome dell’Occhio Secco ed a predisporre l’iter terapeutico personalizzato da seguire;
  2. Un ciclo di sedute di Risonanza Quantica Molecolare in abbinamento a rilassamento mindfulness;
  3. Controlli approfonditi in occasione di ciascuna seduta di Risonanza Quantica Molecolare, per appurare l’evoluzione e l’andamento del percorso terapeutico;
  4. Una serie di attività mirate da eseguire anche presso la propria abitazione – un percorso di Home Therapy, dunque – per massimizzare e rinforzare gli effetti del trattamento effettuato in clinica;
  5. Un’accurata visita finale, per valutare e quantificare i risultati raggiunti alla luce di una serie di esami specifici e mirati.

LAVMe è un percorso terapeutico in cui la persona viene accompagnata verso una condizione di benessere globale, grazie al giusto mix tra tecnologie d’avanguardia e competenza medica. Obiettivo: supportare i pazienti che soffrono di Occhio Secco verso un sensibile miglioramento della propria condizione.

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Oculista, ortottista, optometrista ed ottico - Neovision Cliniche Oculistiche

Differenza tra ottico e oculista, ortottista e optometrista | Le professioni legate al mondo della vista sono diverse e spesso, complice la somiglianza tra i vari nomi che le identificano, si tende a confonderle. Eppure, ciascuna di esse ha ruoli, responsabilità e campi d’azione ben definiti. A volte, può quindi capitare di rivolgersi ad un interlocutore meno indicato di un altro, col rischio di ritardare i tempi di risoluzione del problema. Dunque, conosciamo più da vicino oculista, ottico, ortottista ed optometrista.

Differenza tra ottico e oculista: partiamo dalla definizione di Oculista o oftalmologo

L’oculista è un medico, laureato in medicina e chirurgia, con specializzazione in oftalmologia. Per questo lo si chiama anche oftalmologo. Il percorso formativo che ha seguito è complesso ed articolato, ed ha previsto molti anni di studio. Delle quattro professioni delle quali ci occupiamo in questa sede, l’oculista è l’unico ad essere un medico. L’oculista visita i nostri occhi, valutandone lo stato di salute, diagnosticando eventuali difetti o patologie e prescrivendo i trattamenti, sia farmacologici che chirurgici. Nel caso si renda necessario intervenire chirurgicamente, l’oculista è l’unico in possesso delle competenze e delle capacità per farlo.

Differenza tra ottico e oculista: chi è l’Ottico cosa fa

L’ottico è un artigiano che può realizzare, misurare e rivendere ausili visivi come occhiali e lenti a contatto (quindi è in grado di interpretare la prescrizione medica dell’oculista) ed altri sistemi ottici. Non è infrequente che gli ottici siano anche in possesso del diploma di optometrista. In ogni caso, l’ottico non è abilitato alla diagnosi ed alla prescrizione di alcuna terapia medica o farmacologica delle patologie oculari. Non può eseguire visite oculistiche.

Ortottista: chi è?

L’ortottista è un professionista sanitario, laureato in ortottica e assistenza oftalmologica. Non è un medico, ma le sue competenze sono molto elevate e spaziano dalla riabilitazione visiva all’esecuzione di esami strumentali fondamentali nel corso di una visita oculistica, fino alla assistenza del chirurgo oculista in sala operatoria. Quindi, l’ortottista è in grado di individuare difetti e patologie dell’occhio, ma la diagnosi e le indicazioni terapeutiche spettano sempre al medico oculista, con cui collabora.

Optometrista: cosa fa?

L’optometrista non è un professionista sanitario. L’optometrista può essere laureato in ottica ed optometria, corsi solitamente presenti nelle facoltà di Fisica. E’ in grado di riconoscere i difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia e valutare le possibili misure correttive. Non essendo un medico, tuttavia, non è in grado di diagnosticare patologie, né di prescrivere trattamenti riabilitativi o terapie farmacologiche. L’optometrista non può eseguire visite oculistiche.

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Video Consulenza Gratuita - Neovision Cliniche Oculistiche

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come struccarsi - Neovision Cliniche Oculistiche

Come struccarsi: un’azione quotidiana che sembra banale, ma in realtà non lo è affatto. Il make-up degli occhi, infatti, è una vera e propria passione per moltissime donne. Permette di sentirci più curate, belle e sicure. Con noi stesse, ma anche con gli altri.

Un gesto quotidiano che può andare dal classico velo di trucco a sessioni di make-up più complesse, con mix di colori e prodotti sempre più vari.

Se l’abitudine di truccarsi è un gesto quotidiano irrinunciabile, quella di struccarsi, però, non è sempre vissuta con la stessa rilevanza. A volte si è troppo stanche o semplicemente si ha solo voglia di andare a letto pensando, con leggerezza, che dormire col trucco addosso, per una volta, non faccia la differenza.

Struccarsi, però, e soprattutto, come struccarsi è un tema importante, anche per la salute dei nostri occhi!

Di seguito, 5 consigli dell’oculista per sapere come struccarsi al meglio.

Come struccarsi? Ecco i consigli dell’oculista

1 – Struccarsi tutti i giorni

Struccarsi tutte le sere è davvero molto importante. Nel corso della giornata, infatti, le ciglia accumulano smog, polvere ed impurità di ogni genere che, se non rimosse assieme al make up, possono causare irritazioni oculari o infezioni. Tra questi disturbi, ad esempio, troviamo:

  • l’orzaiolo: un’infiammazione delle ghiandole sebacee situate alla base delle ciglia;
  • una congiuntivite irritativa o batterica: una spiacevole irritazione della congiuntiva, che potrebbe regalarci, al mattino, un notevole fastidio all’occhio con arrossamento e secrezioni;
  • irritazione, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e secchezza oculare.

Così come la pulizia del nostro viso e dei nostri occhi, non dobbiamo dimenticare anche la pulizia periodica di pennelli e applicatori.

COSA EVITARE: non struccarsi per pigrizia e dimenticare di pulire periodicamente pennelli ed appricatori.

2 – Le lenti a contatto si tolgono prima

Le lenti a contatto vanno rimosse prima del make-up. Anche le lenti, infatti, proprio come le ciglia, accumulano una grande quantità di impurità, che non solo si depositano su di esse, ma rimangono anche incastrate tra la lente e la cornea. L’ideale è proprio toglierle e poi procedere ad una completa ed accurata igiene oculare.

COSA EVITARE: struccarsi con le lenti e andare a letto senza toglierle

3 – Usare un prodotto idoneo

Così come per i prodotti per il make-up, qualità è la parola d’ordine anche per i prodotti struccanti.

Ma quali? Come struccarsi al meglio? Il consiglio dell’oculista è quello di acquistare due prodotti diversi: uno specifico per la pelle del viso, l’altro per gli occhi. Inoltre, lo struccante occhi deve avere un buon INCI, possibilmente privo di sostanze irritanti. Meglio soffermarsi qualche istante nella lettura dell’etichetta piuttosto che acquistare d’impulso! Se si sceglie di acquistare uno struccante bifasico, non dimenticare di agitarlo bene prima dell’uso.

COSA EVITARE: acquistare un prodotto qualunque

4 – Compiere i movimenti corretti

Quando si rimuove il make-up occhi anche i movimenti hanno la loro importanza. Il dischetto di cotone o la salviettina struccante vanno posati sull’occhio chiuso lungo il bordo palpebrale e, senza premere né sfregare eccessivamente, si trascina delicatamente verso il basso. L’operazione va ripetuta fino a quando il make up non è stato rimosso completamente.

COSA EVITARE: compiere sfregamenti a destra e sinistra, che non fanno altro che irritare l’occhio e la zona perioculare

5 – Si strucca una occhio per volta

Quando si struccano gli occhi può capitare di compiere il gesto istintivo di passare da un occhio all’altro con il medesimo dischetto di cotone o salvietta struccante. Ma è un errore: è sempre bene struccare un occhio per volta, cambiando dischetto . Questo impedirà alle impurità e ad eventuali batteri di passare da un occhio all’altro. L’oculista avverte: un gesto così apparentemente innocuo può causare contaminazioni batteriche non desiderate che possono scatenare o peggiorare eventuali processi irritativi o infettivi.

COSA EVITARE: l’utilizzo della stessa salvietta struccante per bocca, viso e occhi

Leggi anche: Make up occhi, i consigli dell’oculista

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Visita medica Amazon: LUCE E COLORI, la visita oculistica per la cataratta by Neovision Cliniche Oculistiche

Una vera storia di Natale

C’era una volta in un Paese freddo e lontano, un’allegra e laboriosa comunità di elfi che lavoravano duramente all’organizzazione dell’evento più importante di tutto l’anno: la consegna dei regali di Natale.

Un tintinnio di campanelli vibranti invadeva le stanze del laboratorio illuminato a giorno da migliaia di lucine sfavillanti, mentre gli elfi si affannavano, correndo a destra e a manca, per completare al meglio i compiti cui erano stati assegnati.

C’era la squadra che preparava i regali, quella che li incartava, quella che preparava i biglietti d’auguri. Una speciale task force di elfi, poi, controllava che ad ogni bambino sulla lista dei buoni fosse stato correttamente abbinato il regalo richiesto: un lavoro molto impegnativo, che richiedeva esperienza e grande attenzione! Mentre gli elfi erano intenti nelle loro occupazioni, Babbo Natale supervisionava tutto annuendo con gioia ed esclamando “Oh, oh!

Ad un tratto, però, presa in mano una letterina, Babbo Natale si rese conto di non riuscire più a leggere bene come un tempo. Gli sembrava di vedere come una specie di nebbiolina ed i colori non erano più vividi come un tempo. Provò a strizzare gli occhi, ad avvicinare la letterina, a pulire gli occhiali, ma nulla! La nebbiolina era sempre lì.

Gli elfi assistevano alla scena preoccupati: il Natale era in pericolo! Come avrebbe fatto, Babbo Natale, a consegnare i regali?

Rischiava di atterrare sul tetto sbagliato, di consegnare trenini per bambole o peggio, di prendere qualche pozzo o tombino al posto del camino! Insomma: un vero disastro di Natale. Così gli elfi, allarmati, decisero di prendere in mano la situazione: il Natale era davvero a rischio!

“Babbo non vede una pigna!”

digitarono prontamente gli elfi sul motore di ricerca del Polo Nord e subito apparve la soluzione!

Come avevano fatto a non pensarci prima?! Babbo Natale aveva la cataratta! Ecco perché non vedeva bene!

LUCE E COLORI, ecco di cosa aveva bisogno!

La visita specialistica per la cataratta di Neovision Cliniche Oculistiche.

Dopo una visita accurata ed approfondita, l’oculista confermò a Babbo Natale che non si trattava di un problema meteorologico: la nebbiolina era proprio dovuta alla cataratta! Ma niente paura: in un batter d’occhio e senza attese, Babbo Natale sostituì il cristallino e, abbandonati per sempre gli occhiali, saltò sulla slitta! Oh, Oh!!

Il Natale era salvo!

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Occhio che trema - Neovision Cliniche Oculistiche

Talvolta capita di sentire l’occhio che trema, di percepire dei movimenti involontari delle palpebre. Piccoli tremori che si presentano all’improvviso e che durano qualche istante, ma che possono ripresentarsi anche quotidianamente sul lungo periodo, per settimane o addirittura mesi. Sarà la stanchezza? Lo stress? Effettivamente questa è una delle spiegazioni più comuni che si tende a dare all’occhio che trema. Tuttavia, vale sempre la pena di approfondire e di sentire il parere del medico oculista.

Occhio che trema: sintomi e caratteristiche dei tremori oculari

Quelli che definiamo normalmente come tremori oculari, o ancora banalmente come tic o tic nervosi, hanno in realtà un nome scientifico. Si chiamano mioclonie o miochimie palpebrali, note in in inglese con il nome di Dancing Eye Syndrome: si tratta di brevi contrazioni involontarie a livello palpebrale, sia superiore che inferiore, che ci fanno percepire l’occhio che trema. Sono movimenti molto brevi e del tutto involontari, che tuttavia possono portare una lunga serie di altri sintomi, che non sempre ci potrebbe venire in mente di associare tra loro. Ecco perché una visita oculistica può rivelarsi davvero utile per fare chiarezza su quanto sta accadendo.

Tra i sintomi associati all’occhio che trema, potrebbero emergere nel corso di una visita oculistica:

  • lacrimazione;
  • arrossamento oculare;
  • secchezza oculare;
  • fotofobia;
  • sensazione di corpo estraneo.

Altri sintomi che possono insorgere contestualmente ai tremori oculari, sono:

  • insonnia;
  • sensazione di affaticamento;
  • tensione muscolare;
  • tachicardia.

Questi ultimi non possono essere individuati durante una visita oculistica, ma sarà il paziente a comunicarli in fase di anamnesi all’oculista, che avrà dunque a disposizione un quadro più completo per un’eventuale diagnosi. Si tenga conto che la vastità dei sintomi che possono comparire assieme all’occhio che trema è dovuta al fatto che le cause possono avere effetti tanto sugli occhi quanto su altre parti del nostro organismo.

Perché l’occhio trema? Una visita oculistica può aiutare a fare chiarezza

Nella maggior parte dei casi, i tremori oculari hanno una causa idiopatica, cioè non precisamente definita, e tutto sommato benigna. Ciò significa che il sintomo scomparirà da solo così come è comparso.

Tralasciando le cause idiopatiche, le altre plausibili cause sono:

  • affaticamento oculare: l’uso dei device elettronici per molte ore consecutive, specie in ambito lavorativo, può indurre uno stato di affaticamento oculare. Spesso, peraltro, al termine di una giornata lavorativa trascorsa davanti al computer, si tende a trascorrere un po’ di tempo davanti alla tv, il che non aiuta a favorire un adeguato riposo oculare;
  • patologie oculari: un’allergia, una congiuntivite, una blefarite;
  • alcuni farmaci: alcuni antidepressivi, ma anche decongestionanti e antistaminici possono innescare dei tremori oculari;
  • secchezza oculare: uno stato di secchezza oculare transitorio oppure la sindrome dell’occhio secco;
  • abuso di caffeina, teina, bevande gasate o alcol;
  • ansia e stress;
  • una carenza di magnesio o di potassio: talvolta, correggendo l’alimentazione, si risolvono i tremori oculari;
  • carenza di sonno.

Nel corso della visita oculistica, potrete dunque fornire allo specialista un quadro del vostro stato di salute, ma anche del vostro stato emotivo, includendo dettagli relativi al vostro stile di vita ed alle vostre abitudini. Si tenga presente, ad ogni modo, che le mioclonie non sono assimilabili ad una patologia, ma bensì ad un disturbo transitorio.

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Cataratta: a Segrate Screening gratuiti

Cataratta: Segrate ospita la due giorni dedicata alla salute oculare

Neovision Cliniche Oculistiche, in collaborazione con il Comune di Segrate, dà il via ad una campagna di Screening gratuiti della cataratta. La due giorni si terrà venerdì 29 e sabato 30 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 in via I Maggio, di fronte al Comune di Segrate.

“Sono oltre 8500 – afferma Santina Bosco, Assessore alla Salute del Comune di Segratele persone sopra i 65 anni che risiedono sul territorio di Segrate. Senior sempre più attivi e impegnati che leggono, utilizzano la tecnologia, viaggiano, praticano sport e sostengono la famiglia nell’accudimento dei nipoti. Proprio in virtù di ciò, abbiamo ritenuto importante, come Amministrazione, di mettere in atto tutte le opportunità in grado di fornire un servizio utile alla salute dei cittadini”.

Scopo dell’Iniziativa è quello di promuovere la cultura della prevenzione e della salute degli occhi: gli organi che, oggi più che mai, ci tengono in costante relazione con il mondo.

GLI SCREENING GRATUITI

Gli Screening gratuiti saranno effettuati alla presenza di un medico oculista e un assistente ortottista. Sul camper, attrezzato con apposite strumentazioni, il personale medico effettuerà esami approfonditi, precisi e indolori.

Diagnosticare in tempo la cataratta è importante. Una diagnosi precoce, infatti, può evitare complicanze trasversali di natura personale, ma anche sociale, legate al suo insorgere.

La riduzione della capacità visiva derivante da una patologia come la cataratta può risultare estremamente invalidante. Pertanto, diagnosticare questa patologia nella sua fase iniziale è fondamentale. Una buona capacità visiva riduce il rischio di cadute e dona maggiore sicurezza nei movimenti, prevenendo il decadimento cognitivo e tutelando il benessere fisico e mentale delle persone.

INFO E PRENOTAZIONI

Agli Screening gratuiti si potrà accedere tramite prenotazione online, scegliendo giorno e orario preferiti sul sito curagliocchi.it.

In alternativa è possibile recarsi direttamente al Camper Neovision (via I Maggio, fronte Comune), dal 29 al 30 novembre 2019 .

Per maggiori informazioni: Tel. 02 6361 1999