Articoli

Ti sei mai chiesto come veda il mondo una persona affetta da una patologia oculare come glaucoma, cataratta e retinopatia? Chiederselo forse è facile, immaginarlo un pò meno. Spesso si tende ingenuamente a pensare che con un buon paio di occhiali si possa vedere meglio in qualunque caso, ma non è così: vi sono alcune condizioni patologiche che, se non opportunamente trattate, possono condurre a stati di ipovisione anche piuttosto gravi. Ogni patologia, peraltro, porta con sé caratteristiche differenti, pertanto il paziente può sperimentare una difficoltà visiva a livello centrale, periferico oppure avere difficoltà in condizioni di poca luce, o ancora non riuscire più a percepire i colori in tutta la loro nitidezza. Oggi, per fortuna, la “chirurgia della luce”, ovvero la possibilità di eseguire veri e propri interventi di chirurgia oftalmica senza l’uso di bisturi e con il solo ausilio del laser, viene incontro ai pazienti affetti da queste patologie oculari con soluzioni capaci di migliorarne lo stato di salute visiva ed in taluni casi anche di risolverle radicalmente.

Un simulatore riesce a replicare le condizioni visive di chi soffre di una patologia oculare

L’organizzazione no profit See Now ha progettato un simulatore virtuale che consente a chiunque di vedere il mondo proprio come lo vede un paziente affetto da glaucoma, cataratta o retinopatia.  Il simulatore è collegato con Google Maps, pertanto è sufficiente inserire un indirizzo per visualizzare il mondo con gli occhi del paziente affetto dall’una o l’altra patologia, a seconda di quale si selezioni.

A questo punto, nel caso si selezioni il glaucoma, si avrà una visione poco nitida sia a livello periferico che, nei casi più gravi, a livello centrale. Nel caso si selezioni la retinopatia, invece, oltre ad una visione offuscata, sarà possibile anche vedere corpi mobili o macchie scure situate nel campo visivo. Nel caso della cataratta, invece, si avrà una visione poco nitida dei colori, oltre ad una condizione generale di visione offuscata e poco definita.

Chirurgia della luce: ad ogni patologia le sue soluzioni

Le tre patologie oculari sopra citate portano, come detto, a condizioni di ipovisione talvolta importanti, soprattutto se vengono trascurate. Al contrario, chi sceglie di fare prevenzione e di affidarsi alle cure di un buon medico oculista, potrà affrontare e perché no anche risolvere queste patologie al meglio delle proprie possibilità, traendo vantaggio dagli ultimi progressi della scienza medica e della tecnologia ad essa applicata. Delle tre patologie citate – retinopatia, glaucoma e cataratta – proprio quest’ultima è risolvibile radicalmente con un intervento chiamato di facoemulsificazione. La chirurgia della luce trova applicazione nel trattamento della cataratta offrendo al paziente la possibilità non solo di risolvere il problema dell’opacizzazione del cristallino ma anche, grazie all’avvento delle lenti premium di ultima generazione, di ovviare ad uno o più difetti visivi preesistenti. Anche le retinopatie ed il glaucoma possono trovare soluzione grazie alla chirurgia della luce, ovvero innovativi interventi chirurgici eseguiti solamente con l’ausilio del laser, anche se questa non è l’unica strada percorribile, ma ve ne sono altre, di tipo medico e farmacologico, che andranno naturalmente valutate di caso in caso.

LUCE E COLORI, la visita oculistica specialistica per la cataratta

Neovision ha messo a punto due percorsi diagnostici approfonditi ed accurati pensati per chi soffre o pensa di soffrire di cataratta, glaucoma e retinopatie. La visita oculistica specialistica pensata appositamente per verificare in modo approfondito lo stato di salute dell’apparato visivo con particolare riferimento al cristallino ed alla cataratta prende il nome di LUCE E COLORI, mentre IN SALUTE è la visita oculistica specialistica per chi soffre di glaucoma, retinopatie e maculopatie. Per prenotare, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.

come avviene l'intervento femto-lasik

I difetti refrattivi sono quelle anomalie della visione dovute ad un errore nella messa a fuoco da parte dell’occhio. Quando la messa a fuoco è scorretta, si genera il difetto refrattivo. La soluzione più immediata è data dall’uso delle lenti, ma è anche una soluzione di tipo temporaneo. Il difetto refrattivo si può risolvere attraverso un intervento laser. 

Ecco come si svolge l’intervento

Se hai deciso insieme al tuo oculista di effettuare l’intervento per la correzione dei difetti visivi, e hai ancora qualche dubbio o curiosità, ecco di seguito come si svolge l’intervento.

Nei giorni prima…

Innanzitutto, segui scrupolosamente le indicazioni del tuo oculista nei giorni precedenti l’intervento. Sospendi eventuali farmaci se ti è stato detto di farlo, così come l’uso delle lenti a contatto.

Il giorno dell’intervento

  • Il giorno dell’intervento, non vaporizzare sul tuo corpo alcun tipo di fragranza, non usare lozioni o dopobarba e nemmeno il make up
  • Fatti accompagnare da un parente o un amico oppure utilizza i mezzi pubblici, perché nelle due ore successive all’intervento non potrai guidare. Inoltre, la presenza di una figura affettivamente a te vicina sarà motivo di ulteriore rassicurazione.
  • Sarai fatto stendere su un lettino, e ti verranno somministrate alcune gocce di collirio anestetico. Il collirio è più che sufficiente per affrontare l’intervento in totale assenza di dolore, dunque puoi stare più che sereno. Il collirio anestetico non immobilizza l’occhio: inoltre, eventuali movimenti del bulbo oculare durante l’esecuzione dell’intera procedura, non ne comprometteranno l’esito.
  • Grazie al laser a femtosecondi, l’oculista solleverà (ricorda, senza lame e senza dolore) un sottilissimo lembo di cornea, così da ottenere una “finestrella”.
  • L’oculista eseguirà poi la correzione del difetto refrattivo con un laser ad eccimeri: il tutto dura dai 30 ai 60 secondi.
  • La “finestrella” verrà riposizionata senza l’uso di punti di sutura e senza necessità di dover bendare l’occhio.
  • Finito! L’intervento dura meno di dieci minuti. Ti sarà somministrato un secondo collirio, stavolta di tipo antibiotico. Dopodiché potrai andare a casa, indossando se possibile un paio di occhiali da sole.

…nelle ore successive all’intervento

Ecco le sensazioni che potresti sperimentare nelle ore successive all’intervento:

  • fino a due ore dopo: un leggero bruciore, la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, un pò di lacrimazione (la cornea si deve rimarginare, è normale e devi solo avere un pò di pazienza)
  • 4-5 ore dopo l’intervento: ricomincerai a vedere, e comincerai ad apprezzare i risultati dell’intervento. Il recupero visivo, potrai constatarlo tu stesso, è davvero rapido.
  • due giorni dopo: potrai tornare al lavoro ed alla guida del tuo veicolo, usare il computer o guardare la tv, praticare sport in modo leggero senza sforzarti troppo.
  • nei giorni successivi: l’oculista ti avrà prescritto dei colliri antibiotici, antinfiammatori e delle lacrime artificiali, specificandoti la posologia. Non trascurare queste preziose indicazioni, ma anzi sii scrupoloso nel seguire alla lettera le indicazioni ricevute.
  • per due o tre settimane, dovrai fare attenzione a non strofinare gli occhi, evitare di truccarti ed evitare bagni al mare o in piscina (a meno che tu non indossi una maschera).

Non dimenticare che…

Anche se ti abbiamo descritto l’intervento Femto-Lasik come una pratica veloce ed indolore, ciò non significa che si tratti di una passeggiata. Non dimentichiamo che il Femto-Lasik è una procedura delicata, che richiede alta professionalità e precisione.

 Vuoi saperne di più?

Chiamaci allo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi, dalle 9.00 alle 18.00

Non ne puoi più della miopia e hai deciso di sottoporti ad un intervento per la correzione dei difetti refrattivi? Ottima idea. Sicuramente ti sarai già ampiamente informato circa i dettagli dell’intervento al quale andrai a sottoporti. Ne conoscerai lo svolgimento, e sarai a cosciente di quale tipo di risultato andrai ad ottenere. Adesso che hai preso la decisione, dovrai sottoporti ad una serie di esami preparatori. Quali sono questi esami? A cosa servono? Niente paura, te li spieghiamo noi. 

Femto-Lasik? Pronti, partenza, via!

Se hai maturato l’idea di sottoporti all’intervento di chirurgia refrattiva per la correzione della miopia, è tempo di affrontare una visita oculistica specialistica molto completa ed accurata. L’obiettivo, sarà quello di valutare con precisione lo stato di salute del tuo apparato visivo ed eventualmente confermare la tua idoneità all’intervento. In Neovision ti proponiamo FREEDOM, una visita specialistica pensata proprio per questo scopo: FREEDOM sarà infatti il primo passo che farai per dire addio agli occhiali. FREEDOM include anche alcuni esami che consentiranno al medico di “prendere le misure”, un pò come farebbe un sarto di un grande atelier, per preparare l’intervento sulla base delle tue specifiche esigenze.

Ecco alcuni degli esami preparatori all’intervento di chirurgia refrattiva:

Pachimetria

La pachimetria è la misurazione dello spessore della cornea. Poiché l’intervento di correzione del difetto refrattivo comporta una modifica della curvatura della cornea tramite un laser ad eccimeri che lavora per ablazione, è evidente che, se la cornea è troppo sottile, l’intervento diviene difficoltoso o addirittura impossibile perché il medico non avrà sufficiente “spazio di manovra” per eseguire perfettamente l’intervento.

Topografia corneale

La topografia corneale è un esame che consente di “mappare” con precisione la cornea, così da vedere se ci sono irregolarità che possono rappresentare una controindicazione all’intervento. Per effettuare l’intervento di correzione del difetto refrattivo, è auspicabile avere una cornea il più omogenea possibile.

Pupillometria

La pupillometria è la misurazione del diametro della pupilla. Se la pupilla è molto ampia e il difetto refrattivo è molto forte, l’intervento potrebbe essere non praticabile.

Aberrometria

L’aberrometria è un esame che consente di identificare eventuali anomalie della cornea ma anche dell’occhio più in generale. Esaminando nel dettaglio le caratteristiche dell’occhio del paziente, è possibile programmare un intervento di correzione del difetto refrattivo il più personalizzato e mirato possibile.

Altri dubbi o domande? E’ normale, e noi siamo qui per questo. Approfitta dell’invito sottostante per toglierti ogni perplessità circa l’intervento per la correzione dei difetti refrattivi.

Un invito per te

per chi è indicata la chirurgia refrattiva
Ti invitiamo ad un incontro libero della durata di un’ora, nel quale potrai liberamente confrontarti con un oculista specialista e con altre persone che, come te, stanno pensando di intraprendere il percorso di libertà da occhiali e lenti a contatto.

Scoprirai:

  • come scegliere il centro migliore o il medico giusto per te;
  • cosa è davvero utile sapere prima dell’intervento;
  • la più avanzata e sicura tecnica di correzione dei difetti visivi come miopia e astigmatismo.

Saremo lieti di rispondere a ogni tua domanda. Ti aspettiamo nei giorni 9 e 22 maggio, 6 e 20 giugno presso le nostre cliniche a Milano.

orari

cataratta-neovision-boccaccio

La cataratta è una delle patologie dell’età avanzata più diffuse al mondo. Si tratta di una progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino, che porta ad un grave peggioramento della qualità della visione. Valutare lo stato di salute degli occhi e nello specifico del cristallino, è fondamentale per poter effettuare una diagnosi corretta di cataratta, e per capire se procedere o meno all’intervento. Oggi abbiamo il piacere di invitarti ad un appuntamento speciale. Scopri insieme a noi dove e quando.

Neovision e Farmacia Boccaccio hanno un invito speciale per te

Se fino ad alcuni decenni fa la cataratta era vissuta come un problema insormontabile, oggi invece le soluzioni ci sono. L’intervento per la rimozione della cataratta, infatti, è uno dei più sicuri e praticati al mondo. Se hai più di 60 anni e ti sembra di non vedere più come un tempo, oppure vorresti parlare con uno specialista per toglierti ogni dubbio in merito alla qualità della tua visione, approfitta del nostro invito:

Quattro date per un’occasione da non perdere

Ti invitiamo alla farmacia Boccaccio di Milano dove, nei giorni 10, 11, 14 e 15 maggio, potrai effettuare uno screening gratuito per valutare la qualità della tua visione e, grazie all’esame per la trasparenza del cristallino, determinare la presenza o meno di cataratta.

Inoltre:

il 15 maggio alle ore 18 potrai confrontarti con un esperto del team Neovision, al quale potrai rivolgere le tue domande sul tema.

Ti aspettiamo presso la Farmacia Boccaccio, in Via Giovanni Boccaccio 26 a Milano.

 

invito neovision in farmacia boccaccio

Trapianto di cornea cosa c'è da sapere

Abbiamo recentemente parlato del cheratocono, una patologia della cornea che conduce ad una progressiva deformazione di questa delicatissima parte del nostro apparato visivo. La cornea si deforma, dunque, e perde spessore, portando il paziente ad una progressiva perdita di capacità visiva. Se nei casi più lievi, il cheratocono si può correggere con interventi di indole poco invasiva, nei casi più avanzati l’unica soluzione è invece il trapianto di cornea. Vediamo di approfondire proprio gli aspetti correlati a questa evenienza.  

Trapianto di cornea: ad ognuno il suo

Se non avete mai sentito parlare di trapianto di cornea, sicuramente questo titolo vi lascerà perplessi. Eppure, conviene sapere che esistono diverse tipologie di trapianto di cornea. Come detto sopra, il cheratocono è una di quelle patologie che può condurre, se giunta ad uno stadio particolarmente evoluto, a dover ricorrere al trapianto di cornea.  Esistono, ad oggi, due tipologie di trapianto di cornea, che prendono il nome di cheratoplastica lamellare e cheratoplastica perforante. Entrambe possono rappresentare una valida soluzione al cheratocono: la scelta dipenderà dallo stadio evolutivo della malattia. Si ricorre al trapianto di cornea anche a seguito di un trauma particolarmente importante, o per esempio in presenza di ulcere della cornea.

Cheratoplastica lamellare

Una delle due “varianti” in fatto di trapianto di cornea si chiama, come già anticipato, cheratoplastica lamellare. Il nome “lamellare” deriva dal fatto che la cornea è composta da una sovrapposizione di strati di fibre di collagene. Volendo fare un esempio, la cornea potrebbe essere paragonata ad una cipolla, i cui strati, che potremmo definire lamelle, sono sovrapposti ma perfettamente separabili l’uno dall’altro. Se il cheratocono ha danneggiato e deformato solamente alcuni strati del tessuto corneale, può essere sufficiente eseguire una cheratoplastica lamellare. Si andranno dunque a sostituire solamente gli strati (lamelle) colpiti dalla patologia senza andare a toccare la parte sana della cornea. L’intervento di cheratoplastica lamellare insomma, vuole essere un intervento il  più conservativo possibile, perchè evita di andare a toccare parte del tessuto corneale ove non sia strettamente necessario.

Cheratoplastica perforante

Nel caso in cui il cheratocono abbia deformato l’intero tessuto corneale, si rende necessario intervenire con una sostituzione totale della cornea. Si parla, allora, di cheratoplastica perforante. E’ un intervento dalla portata maggiore del precedente, ma consente di recuperare la capacità visiva messa precedentemente in discussione dal cheratocono, che deformando la cornea ne comprometteva spessore e trasparenza.

Vuoi saperne di più oppure vuoi prenotare una visita?

Siamo a tua disposizione: chiamaci subito allo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi.

soluzioni presbiopia

Presbiopia significato e soluzioni.

Presbiopia: significato

La presbiopia non è un difetto refrattivo.

Si tratta invece di una riduzione della capacità accomodativa legata all’età. Presbiopia significa che il cristallino perde elasticità. Il risultato è la difficoltà a vedere da vicino, per esempio a leggere. Il classico gesto del paziente presbite è quello di allontanare il testo o l’oggetto per metterlo a fuoco meglio.

Presbiopia: soluzioni

Esistono soluzioni per ovviare al fastidioso problema della presbiopia? Naturalmente sì. Vediamole nel dettaglio.

Presbiopia significato e… SOLUZIONI!

Le soluzioni per correggere la presbiopia sono 3.

Si può ricorrere ad un intervento laser, all’applicazione di lenti intracorneali oppure, come terza opzione, all’intevento di facoemulsificazione, che prevede la sostituzione del cristallino.

Tre strade differenti: vediamole una ad una.

1. Intervento laser

L’intervento laser per la correzione della presbiopia è molto simile al forse più noto Femto-Lasik che si usa per la correzione dei difetti refrattivi. Anche nel caso della presbiopia, entrano in gioco il laser ad eccimeri ed il laser a femtosecondi. E’ un intervento veloce ed indolore, così come lo è il decorso postoperatorio.

2. Applicazione di lenti intracorneali

Le lenti intracorneali, ce lo suggerisce il nome stesso, vengono applicate all’interno della cornea. Sono lenti molto sottili, progettate proprio per correggere la presbiopia. E’ un intervento reversibile che non prevede la rimozione di tessuto corneale.

3. Sostituzione del cristallino

Questa terza opzione prevede l’esecuzione dell’intervento di facoemulsificazione. ovvero lo stesso che si usa per effettuare l’intervento di cataratta. La sostituzione del cristallino con una lente dotata di un’opportuna correzione della presbiopia (ed eventualmente anche di un difetto refrattivo, nel caso di una lente multifocale), consente insomma di risolvere più problemi al contempo, inclusa naturalmente la cataratta. A questo proposito, il vantaggio di sottoporsi ad un intervento di sostituzione del cristallino sta anche nel fatto che il paziente, con l’avanzare dell’età, non andrà mai incontro alla cataratta.

Vuoi saperne di più?

Compila il modulo sottostante e premi INVIA, ti contatteremo al più presto!

Oppure chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 30317600.

nuvole

Dal buio alla luce. E’ di pochi giorni fa la notizia del primo impianto al mondo di “occhio bionico” in una donna di 50 anni. L’intervento, eseguito presso l’ospedale S.Raffaele di Milano, è stato lungo e delicato, ed ha consentito di impiantare sotto la retina della paziente un microscopico microchip capace di sostituirsi a coni e bastoncelli danneggiati da una retinopatia. Vediamo come.

Occhio bionico: realtà o fantascienza?

Fino ad una manciata di anni fa, l’idea di avere un occhio “bionico” avrebbe fatto trasalire chiunque. Oggi che la tecnologia è diventata la grande protagonista delle nostre esistenze e che tutti siamo consapevoli che senza di essa il nostro quotidiano sarebbe forse più difficile da gestire, sentir parlare di microchip impiantati nella retina non appare poi così strano. Rivoluzionario sì, ma comunque non fantascientifico.

1600 sensori in soli 3 millimetri

L’intervento del quale stiamo parlando è frutto di una lunga ricerca portata avanti nel corso degli ultimi anni da un’azienda tedesca, Retina Implant. Il microchip, Alpha AMS, è grande circa 3 mm, e contiene 1600 sensori capaci di sostituirsi ai fotorecettori danneggiati. Il microchip svolge esattamente il lavoro dei fotorecettori, convertendo la luce in stimolo elettrico, e convogliandolo al nervo ottico.

Un piccolo microchip per un grande “lavoro”

Non è la prima volta che si cerca di impiantare un microchip in soggetti aventi una grave retinopatia, ma mentre negli interventi svolti in passato il paziente doveva poi avvalersi di un ausilio esterno per completare la decodifica dell’impulso luminoso (fotocamera, cuffie e altro), in questo caso il microchip è autosufficiente e lavora in completa autonomia, proprio come farebbero coni e bastoncelli “in natura”.

Cosa aspettarsi dal microchip?

Se è vero che la tecnologia applicata alla medicina fa passi da gigante, è anche vero che bisogna saper avere la saggezza di riporre le proprie speranze per un futuro migliore in aspettative quanto mai obiettive ed aderenti alla realtà. Il microchip del quale vi abbiamo parlato non restituisce la vista perduta, ma riesce a trasformare le ombre in luci ed a ridefinire i contorni delle cose. Grazie agli impulsi elettrici forniti dal microchip, il paziente torna a distinguere il giorno e la notte, la luce e il buio e le sagome dei propri cari tornano a prendere forma e sostanza. Ad ogni modo, la strada da fare è ancora lunga, e queste procedure sono, ad oggi, ancora ad un livello altamente sperimentale. Un domani, chissà, l’impianto del microchip sulla retina sarà una procedura comune: per ora accontentiamoci di seguire da vicino i progressi della ricerca.