Cheratocono: problemi per Stephen Curry dell’NBA

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Stephen Curry, uno dei migliori giocatori dell’NBA americana, nonché un vero specialista dei tiri da tre punti con all’attivo oltre 403 tiri al canestro in una sola stagione, ha scoperto di avere un problema agli occhi. Avendo constatato una difficoltà visiva ed un leggero calo del suo rendimento in campo, Curry si è recato dall’oculista, dove ha ricevuto una diagnosi di cheratocono. Cos’è il cheratocono? Come si cura? Facciamo un pò di chiarezza su questo argomento ancora poco conosciuto.

Cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia sicuramente meno nota di altre come la cataratta ed il glaucoma, ma ugualmente seria. Le conseguenze del cheratocono, se trascurato, non diagnosticato per tempo oppure erroneamente scambiato per astigmatismo, possono essere particolarmente gravi, ed in ogni caso pregiudicano sensibilmente la visione di chi ne è affetto. Per un motivo che la scienza non è ancora stata in grado di identificare, la cornea malata di cheratocono si deforma progressivamente e le fibre di collagene che la compongono perdono la loro conformazione. Questa deformazione porta ad una perdita della sua forma regolarmente convessa e della sua perfetta trasparenza. Mano a mano che il tempo passa, la cornea subisce uno sfiancamento verso l’esterno e la visione si fa sempre più difficoltosa.

Come si cura il cheratocono?

Sfortunatamente, al momento non esistono farmaci in grado di contenere la progressiva deformazione della cornea, né di ridurre lo sfiancamento già in atto.

Lenti a contatto per cheratocono

Il giocatore dell’NBA americana Stephen Curry si è recato dall’oculista non appena si è reso conto di avere qualche difficoltà visiva ed è riuscito a risolvere il problema con un paio di lenti a contatto specifiche per cheratocono. Ad oggi, infatti, esistono diverse tipologie di lenti a contatto personalizzabili e ben tollerate pensate proprio per chi è affetto da deformità corneali. Queste lenti possono offrire una situazione di comfort visivo ai pazienti affetti dalla patologia nel suo stadio iniziale.

Cross-linking corneale

Il cross-linking è un trattamento non chirurgico che si basa sulla somministrazione locale di riboflavina, una sostanza che si attiva grazie ad un fascio di luce ultravioletta e che “nutre” la cornea migliorandone la struttura e rendendola più resistente alla deformazione. Questo trattamento è utile a rallentare la progressione del cheratocono. Con l’avvento del cross-linking, la necessità di ricorrere ai trapianti si è ridotta di circa il 30%.

Anelli intracorneali

Gli anelli intrastromali, o semi anelli di materiale plastico biocompatibile, si inseriscono nella cornea per regolarizzarne la forma, per dare più compattezza e per meglio contenere il processo di sfiancamento (deformazione) verso l’esterno della cornea stessa. E’ un intervento chirurgico che è in grado di restituire una buona visione a tutti i pazienti affetti da cheratocono nello stadio iniziale.

Cheratoplastica: il trapianto di cornea

Il trapianto di cornea si programma quando la patologia ha raggiunto uno stadio avanzato e la cornea è talmente danneggiata, per la perdita di forma e trasparenza, che la visione ne risulta gravemente compromessa dalla perdita di forma e di trasparenza della membrana. Poiché la cornea è composta da diversi strati (si immagini una cipolla), allora sarà possibile sostituire solamente uno di questi oppure tutti assieme. Si parlerà allora di cheratoplastica lamellare, nel primo caso, oppure perforante, nel secondo.

Leggi anche: cheratocono, sintomi e terapia

Un gel per riparare la cornea? La scienza dice forse sì

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Mano a mano che il tempo passa la ricerca scientifica applicata sia all’oftalmologia sia a molte altre branche della medicina fa davvero passi da gigante, lasciando sempre meno spazio all’immaginazione. Oggi è la volta di una scoperta che, se applicata concretamente alla medicina oftalmica, potrebbe portare indubbio beneficio a tutti quei pazienti che soffrono di patologie della cornea in uno stadio piuttosto avanzato. 

La scoperta: un materiale in gel capace di riparare i danni alla cornea

La novità alla quale ci riferiamo non è ancora approdata concretamente al mondo della chirurgia oftalmica ed è ancora in fase sperimentale. Tuttavia, se confermata, essa potrebbe davvero assumere la valenza di una piccola grande rivoluzione per i pazienti affetti da patologie della cornea. Al momento molti di questi pazienti devono fare i conti con la possibilità di affrontare una cheratoplastica. La ricerca in questione è stata condotta da Reza Dana, docente di oftalmologia alla Harvard Medical School di Boston, e responsabile del servizio Cornea e Chirurgia Refrattiva al Massachussets Eye and Ear. La ricerca ha consentito di mettere a punto uno speciale materiale in gel adesivo capace di riparare la cornea anche laddove questa sia gravemente compromessa dall’avanzamento di una patologia come per esempio il cheratocono.

Un processo di rigenerazione cellulare attivato da un raggio di luce ultravioletta

Questo gel contiene al suo interno delle molecole che si attivano con la luce blu. Grazie ad una speciale tecnologia, esse si fondono con quelle naturalmente presenti sulla cornea dando vita a nuove cellule più resistenti e sane. Il principio che sta a monte ricorda vagamente quello di un’altra procedura attualmente in uso per il trattamento del cheratocono, il cross linking corneale. Quest’ultimo ha lo scopo di rinforzare i legami tra le molecole che formano la cornea e prevede l’applicazione topica di riboflavina attivata da uno speciale raggio di luce ultravioletta.

I limiti della scoperta

Come detto, la scoperta se confermata avrà senza dubbio dei risvolti interessanti per molte persone affette da patologie anche gravi della cornea. Al momento però il gel individuato e messo a punto dal professor Reza Dana necessita di essere ulteriormente testato. Il dubbio avanzato da molti studiosi è che il processo di polimerizzazione della molecola tramite luce blu, possa dar vita ad una porzione di tessuto corneale rinnovata e rigenerata ma non completamente trasparente.

Le cellule di collagene delle quali è fatta la cornea sono disposte, per natura, in modo perfettamente parallele le une alle altre. Questa disposizione garantisce la perfetta trasparenza della struttura e il passaggio dei raggi solari.

Se il gel dovesse rigenerare il tessuto corneale ma non garantirne la perfetta trasparenza, l’aver trattato la lesione potrebbe comunque non garantire l’effetto sperato al paziente, ovvero non restituire la visione perfettamente nitida. Non ci resta che attendere i risultati dei nuovi test che il professor Dana condurrà in futuro, per sapere se il benessere di molti pazienti – affetti per esempio da cheratocono – potrà dipendere anche da questo innovativo materiale in gel. 

Fonte: Science Advances

Il cheratocono: sintomi e terapia

Il cheratocono è una patologia degenerativa della cornea che ne provoca una progressiva deformazione. Le cause della patologia sono ancora oggetto d’indagine, mentre per quanto riguarda le possibilità di trattamento, ad oggi esistono diverse soluzioni, selezionabili in base all’avanzamento della malattia. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul tema. 

Cos’è il cheratocono

Come anticipato, il cheratocono è una patologia che colpisce la cornea, ovvero quella preziosissima lente che si trova nella parte anteriore dell’occhio e che, in virtù della sua perfetta trasparenza, garantisce un ottimale passaggio dei raggi luminosi verso l’interno. Quando ci si ammala di cheratocono, la cornea si deforma e si assottiglia, perde la sua forma regolare e tende ed assumere una forma leggermente allungata verso l’esterno. Come conseguenza di questa deformazione, le fibre di collagene che compongono la cornea perdono la loro struttura determinando, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia, una perdita della sua trasparenza. E la visione, che prima era nitida, si impoverisce progressivamente diventando sempre più difficoltosa. Sfortunatamente le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se c’è chi avanza l’ipotesi che vi sia una predisposizione genetica.

Come si risolve il cheratocono

Il cross-linking corneale

Ad oggi, i farmaci non sono sufficienti a curare il cheratocono, né ad arrestarne la progressione. Nelle fasi d’esordio della patologia si può ricorrere ad un trattamento non chirurgico chiamato cross-linking. Si tratta di un trattamento che, grazie all’applicazione locale di una sostanza chiamata riboflavina che viene attivata da una luce ultravioletta, aiuta a rendere la cornea più stabile e resistente rinforzando i legami delle fibre di collagene che la compongono.

Anelli intra-corneali ad azione contenitiva

Se la patologia è invece ad uno stadio più avanzato, si può ricorrere ad un intervento chirurgico che consiste nell’inserimento, nella cornea, di anellini di un materiale plastico biocompatibile che contengono la cornea limitandone lo sfiancamento.

Cheratoplastica lamellare o cheratoplastica perforante

Infine, nei casi particolarmente gravi, si più ricorrere ad al trapianto della cornea, che può essere parziale – lamellare – oppure totale – perforante, a seconda della situazione clinica del paziente.

Vuoi saperne di più?

Se vuoi saperne di più oppure desideri prenotare una visita oculistica specialistica, chiama dal lunedi al venerdi allo 02.30317600.

Giornata Mondiale della Vista: Neovision aderisce alla campagna “salva vista” lanciata dalla SOI

Giornata Mondiale della Vista: Neovision con SOI e IAPB

In occasione della Giornata Mondiale della Vista, la SOI – Società Oftalmologica Italiana – lancia una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione dal nome “La Vista di Salva la Vita” ed invita gli oltre 7000 medici oculisti italiani ad offrire 5 visite gratuite a chi non si è mai sottoposto ad un controllo oculistico specialistico nel corso della propria vita. Ad affiancare la SOI in questa campagna di informazione sul valore della vista, troviamo anche IAPB Italia Onlus e Fondazione Insieme per la Vista. Neovision accoglie con entusiasmo l’invito ed offre 15 visite gratuite, 5 per ciascuna delle sue tre sedi. 

L’obiettivo della campagna: restituire il giusto valore alla vista (e all’oculista)

La Giornata Mondiale della Vista è l’occasione per lanciare un’importante campagna di sensibilizzazione della popolazione nei confronti della figura del medico oculista e del suo ruolo fondamentale nell’aiutare a preservare e salvaguardare la nostra vista. L’operato del medico specialista oculista è sottostimato, nonostante i numeri parlino chiaro: i circa 7000 oculisti operanti su tutto il territorio nazionale salvano la vista ogni anno a circa un milione e trecentomila persone. Ciò è dovuto alla scarsa informazione rispetto ad alcune patologie oculari che, se non opportunamente trattate e curate, possono condurre i pazienti a gravi disabilità visive, condizioni di ipovisione o addirittura cecità.

Ridurre le distanze tra medico e paziente

Offrire una visita gratuita consente di ridurre le distanze tra l’oculista ed il paziente, offrendo una concreta opportunità di informazione in merito alle più comuni – e tuttavia insidiose – patologie oculari, come la cataratta, le maculopatie, il glaucoma e altre. In questo contesto, la SOI esorta ed invita gli oculisti italiani a mettersi a disposizione dei cittadini offrendo 5 visite gratuite al fine di sensibilizzare i cittadini ed informarli in merito all’importanza della prevenzione delle patologie oculari.

Neovision aderisce alla campagna “salva vista” lanciata dalla SOI

Stefano Rizza, Amministratore Delegato di Neovision, ha così commentato l’adesione di Neovision alla campagna “salva vista” promossa dalla SOI:

“Siamo felici di dare il nostro contributo a una delle Campagne salva vista più importanti di sempre, che offrirà in totale una media di 30.000 visite mediche oculistiche a chi non si è mai fatto visitare. In dettaglio, metteremo a disposizione le nostre competenze nelle tre cliniche oculistiche Neovision di Milano, da domani fino ad esaurimento dei posti disponibili. Ringrazio a nome del nostro network la SOI, la Fondazione “Insieme per la Vista” Onlus e IAPB Italia per quello che fanno quotidianamente per continuare a salvare la vista dei pazienti e per contribuire alle azioni di sostegno della professionalità dei medici oculisti italiani e della possibilità di metterli in grado di assistere adeguatamente i loro pazienti”.

A partire dall’11 ottobre sarà dunque possibile prenotare una delle 15 visite oculistiche gratuite offerte da Neovision.

PRIMA, un accurato e meticoloso controllo della salute degli occhi

Le visite oculistiche specialistiche che Neovision metterà a disposizione gratuitamente (fino ad esaurimento delle disponibilità) rispondono al nome di PRIMA. PRIMA non è un controllo veloce della capacità visiva ma è, al contrario, una visita accurata ed approfondita tanto degli occhi quanto della vista. Si tratta di un vero e proprio check-up completo, durante il quale lo specialista valuta lo stato di salute complessivo dell’apparato visivo, con riferimento anche agli eventuali difetti visivi o patologie oculari.

Un vero e proprio “percorso” diagnostico ed informativo

La salute degli occhi e la capacità visiva vengono valutati, nel corso della nostra visita oculistica specialistica PRIMA, attraverso una serie di esami accurati: OPD Scan, autorefrattometria, autocheratometria, topografia corneale, pupillometria, cristallino in retroilluminazione, potere accomodativo, tonometria, pachimetria centrale, refrazione, visione binoculare, test lacrimali, biomicroscopia, retinografia ed esame del fondo oculare. Un vero e proprio percorso, accurato ed approfondito, per valutare lo stato di salute degli occhi e , la capacità visiva, ma soprattutto ed anche, in questo contesto, per informare circa le caratteristiche intrinseche dell’incredibile dono della vista e l’importanza di averne cura. Una grande opportunità di controllo ma anche di informazione, che Neovision ha piacere oggi di offrire in forma gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Vuoi prenotare la tua visita oculistica specialistica gratuito?

Aderisci anche tu alla campagna “salva vista”: se non ti sei mai sottoposto ad una visita oculistica specialistica, prenota gratuitamente la tua visita PRIMA chiamando lo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00.

I benefici della riboflavina per gli occhi

benefici della riboflavina

La riboflavina è una vitamina molto importante per la salute del nostro organismo e dei nostri occhi. Conosciuta anche come vitamina B2, essa è fondamentale per mantenere in buona salute i tessuti e le mucose, nonché per mantenere il metabolismo sempre efficiente. Essa svolge anche un ruolo importante nel mantenimento della buona salute dei nostri occhi. Vediamone le ragioni.

Le vitamine del gruppo B, tante preziose alleate per la nostra salute

Tutte le vitamine del gruppo B, inclusa dunque la B2, sono preziose per il buon funzionamento del sistema nervoso e del sistema epatico, aiutano il corretto metabolismo delle proteine e dei lipidi e la trasformazione dei carboidrati in lipidi. Ognuna di esse, poi, è “specializzata” in un’ulteriore azione e porta specifici benefici all’organismo. La vitamina B4, per esempio, è preziosa per il sistema immunitario; la vitamina B12 è un’ottima alleata per chi soffre di anemia; la vitamina B6 tiene a bada il colesterolo alto; la vitamina B5 mantiene alto l’umore. La vitamina B2, conosciuta anche come riboflavina, è un valido aiuto per mantenere tessuti e mucose in ottima salute.

La vitamina B2: tessuti e mucose sempre “in forma”

La vitamina B2 è ottima per combattere le infiammazioni e per favorire la digestione, aiuta il metabolismo e, soprattutto, mantiene il sistema nervoso, la pelle e gli occhi sempre sani ed efficienti. Essa non viene sintetizzata dal nostro organismo, né è possibile immagazzinarla, dunque è necessario assumerla giornalmente. Il consiglio che vi diamo è quella di assumerla attraverso gli alimenti, ma se preferite potete acquistare un integratore alimentare.

Benefici della vitamina B2 per gli occhi

La vitamina B2 è preziosa per la salute degli occhi, perché i tessuti del nostro apparato visivo sono per lo più mucose, che traggono grande beneficio da questo prezioso elemento. Assumere quotidianamente la vitamina B2 aiuta a mantenere l’occhio sano ed in perfetta forma. Chi soffre di cheratocono, per esempio, troverà beneficio nell’applicazione di riboflavina (vitamina B2) ad uso topico proprio sulla cornea, poiché questa rinforza i legami tra le fibre di collagene che la compongono, che garantiscono il mantenimento di una morfologia il più tondeggiante ed omogenea possibile.

Come identificare una carenza di riboflavina

Quando la pelle è particolarmente screpolata, gli angoli della bocca si tagliano, si avverte prurito al naso, al viso o al collo, si va soggetti ad afte e si prova spesso un certo bruciore agli occhi ed un calo della capacità visiva, ma anche una certa stanchezza, la causa potrebbe essere proprio una carenza di vitamina B2. La soluzione naturalmente è assumere alimenti che la contengano.

Dove si trova la riboflavina o vitamina B2

La vitamina B2 si trova nel latte, nello yogurt, nei formaggi, nel lievito di birra (non a caso è risaputo che il lievito di birra faccia bene alla pelle), nel pollo, nelle mandorle, nel grano e riso integrale, nel tuorlo d’uovo e nei piselli.

Cheratoplastica, la parola all’esperto. Intervista al Prof. Claudio Macaluso

professor macaluso, intervista sulla cheratoplastica

La cornea è la parte più superficiale e dunque più esposta del nostro occhio. Si tratta di una struttura molto delicata, costituita da fibre di collagene disposte in modo da essere perfettamente trasparenti. Oltre a garantire il passaggio dei raggi luminosi, la cornea protegge anche l’occhio dalle minacce esterne. Tuttavia, a causa di patologie degenerative o di traumi dovuti ad incidenti, oppure a esiti di infezioni, può rendersi necessaria la sostituzione totale o parziale della regione centrale della cornea. Per eseguire questo intervento ci si avvale di un laser a femtosecondi, l’ultima innovazione in fatto di chirurgia corneale, uno strumento ad alta precisione che consente di effettuare incisioni precise e regolari e di ridurre al minimo le complicanze post operatorie. Abbiamo intervistato a questo proposito il Prof. Claudio Macaluso, medico oculista presso Neovision, esperto in cheratoplastica.

Professor Macaluso, in quali casi si può rendere necessario il trapianto di cornea?

Il trapianto di cornea può rendersi necessario come conseguenza di eventi traumatici oppure patologici, nei casi in cui vi è perdita di trasparenza (ad esempio distrofia di Fuchs e cheratopatia) o in quelli in cui l’alterazione di forma e di curvatura causino una riduzione della visione, come nel caso del cheratocono. A seconda del tipo di patologia e del suo avanzamento, il medico valuterà se si renda necessaria la sostituzione di una sola porzione della cornea – ed in quel caso si parlerà di cheratoplastica lamellare – oppure di tutta la cornea – eseguendo invece una cheratoplastica perforante.

Si sente spesso parlare di cheratocono: ci può spiegare meglio di che si tratta?

Il cheratocono è una patologia della cornea le cui cause non sono ancora del tutto chiare. Essa conduce ad una progressiva deformazione della cornea che, con l’avanzare del tempo e con il progredire della patologia, perde la sua caratteristica forma di lente convessa regolare, sfiancandosi in un punto, in genere inferiore, detto apice del cono. La conseguenza di questa deformazione è, dapprima, una perdita di nitidezza della visione, per giungere poi ad una compromissione della trasparenza della cornea. Una struttura sempre meno stabile ed una trasparenza compromessa sono i sintomi che conducono alla decisione di affrontare un intervento di cheratoplastica.

Professor Macaluso, in cosa consiste la cheratoplastica? Qual è la differenza tra cheratoplastica lamellare e cheratoplastica perforante?

La cheratoplastica è un trapianto di cornea. Può accadere che un evento traumatico o una patologia compromettano e danneggino solamente una porzione della cornea: in quel caso si andrà a sostituire solamente quella parte, eseguendo una cheratoplastica lamellare. Si immagini infatti la cornea come la superficie di una cipolla, composta di strati perfettamente sovrapponibili. La cheratoplastica lamellare va a sostituire lo “strato” danneggiato della cornea del paziente: essa può essere anteriore o posteriore. La cheratoplastica lamellare anteriore si esegue con una procedura chirurgica chiamata DALK, Deep Anterior Lamellar Keratoplasty, che prevede la sostituzione della porzione di cornea che va dalla superficie anteriore fino alla membrana più profonda, detta di Descemet, che sostiene l’endotelio corneale. La cheratoplastica lamellare posteriore o endoteliale, invece, prevede la sostituzione dell’ultimo strato della cornea, l’endotelio. Per eseguire questo intervento le tecniche chirurgiche oggi considerate migliori sono la UT DSAEK, ovvero Ultra Thin Descemet Stripping Automated Endothelial Keratoplasty, e la DMEK, ovvero Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty. Quando, al contrario, è l’intera cornea ad essere compromessa nella forma o nella trasparenza, si esegue una cheratoplastica perforante, ovvero la sostituzione in toto della cornea stessa.

Nel ringraziare il Professor Macaluso per il suo tempo e le sue esaustive risposte, vi ricordiamo che potete chiamare Neovision in qualunque momento per formulare altre domande o per prenotare un appuntamento, chiamando allo 02 30317600 dalle 9.00 alle 19.00.

Le caratteristiche corneali dei pazienti con sindrome di Down

 

sindrome di down e cheratocono

E’ uscito recentemente su Jama Network un interessante studio volto a mettere in luce le caratteristiche morfologiche della cornea dei soggetti affetti da Sindrome di Down, con l’obiettivo di comprendere se queste possano predisporre o meno all’insorgenza di altre patologie come per esempio il cheratocono. 

Le patologie dell’occhio nei pazienti con Sindrome di Down

Obiettivo dello studio era quello di indagare la frequenza della presenza di caratteristiche morfologiche atipiche nelle cornee di pazienti affetti da Sindrome di Down, e di valutare la presenza o meno di cheratocono in questi soggetti. In generale, ci sono diverse patologie dell’occhio che possono colpire i pazienti con Sindrome di Down:

  1. disturbi della motilità oculare
  2. difetti refrattivi
  3. cataratta
  4. altre patologie

1- I disturbi della motilità oculare che colpiscono i malati di Sindrome di Down sono lo strabismo ed il nistagmo.

2 – Per ciò che concerne i difetti refrattivi, la correzione si effettua tramite l’uso di occhiali, così come avviene nei pazienti che non soffrono di Sindrome di Down. Solo in rari casi si ricorre alla chirurgia refrattiva.

3 – Anche la cataratta è una patologia connessa alla Sindrome di Down. In questo caso non si tratta di una forma senile, ma di una forma che può fare la sua comparsa ben prima dell’età avanzata e che non sempre viene trattata con la chirurgia oftalmica.

4 – Tra le altre patologie oculari che colpiscono i malati di Down, segnaliamo la blefarite ed il cheratocono. Ed è proprio quest’ultima ad essere connessa allo studio che stiamo oggi prendendo in esame.

Caratteristiche morfologiche della cornea nei soggetti con Sindrome di Down

Lo studio ha evidenziato come oltre il 70% dei pazienti con Sindrome di Down presenti caratteristiche morfologiche corneali assimilabili a quelle dei pazienti con cheratocono. Un dato che non stupisce e che già era emerso precedentemente in letteratura. Di conseguenza, lo studio suggerisce che vi sia una maggiore incidenza di cheratocono nei pazienti con Sindrome di Down, mettendo in luce la necessità di effettuare su di essi più prevenzione e più controlli sulla cornea al fine di intervenire quanto prima con le necessarie misure terapeutiche e di evitare successive spiacevoli complicazioni. Non dimentichiamo, infine, che un corretto, accurato e puntuale trattamento delle patologie oculari nei pazienti affetti da Sindrome di Down, ha effetti positivi non solo sulla salute e sul benessere visivo, ma anche sulla situazione generale del paziente, con un generale miglioramento della sua autonomia e di conseguenza anche della sua possibilità di interazione sociale.

Fonte: Jama Network

Trapianto di cornea: cosa c’è da sapere

Trapianto di cornea cosa c'è da sapere

Abbiamo recentemente parlato del cheratocono, una patologia della cornea che conduce ad una progressiva deformazione di questa delicatissima parte del nostro apparato visivo. La cornea si deforma, dunque, e perde spessore, portando il paziente ad una progressiva perdita di capacità visiva. Se nei casi più lievi, il cheratocono si può correggere con interventi di indole poco invasiva, nei casi più avanzati l’unica soluzione è invece il trapianto di cornea. Vediamo di approfondire proprio gli aspetti correlati a questa evenienza.  

Trapianto di cornea: ad ognuno il suo

Se non avete mai sentito parlare di trapianto di cornea, sicuramente questo titolo vi lascerà perplessi. Eppure, conviene sapere che esistono diverse tipologie di trapianto di cornea. Come detto sopra, il cheratocono è una di quelle patologie che può condurre, se giunta ad uno stadio particolarmente evoluto, a dover ricorrere al trapianto di cornea.  Esistono, ad oggi, due tipologie di trapianto di cornea, che prendono il nome di cheratoplastica lamellare e cheratoplastica perforante. Entrambe possono rappresentare una valida soluzione al cheratocono: la scelta dipenderà dallo stadio evolutivo della malattia. Si ricorre al trapianto di cornea anche a seguito di un trauma particolarmente importante, o per esempio in presenza di ulcere della cornea.

Cheratoplastica lamellare

Una delle due “varianti” in fatto di trapianto di cornea si chiama, come già anticipato, cheratoplastica lamellare. Il nome “lamellare” deriva dal fatto che la cornea è composta da una sovrapposizione di strati di fibre di collagene. Volendo fare un esempio, la cornea potrebbe essere paragonata ad una cipolla, i cui strati, che potremmo definire lamelle, sono sovrapposti ma perfettamente separabili l’uno dall’altro. Se il cheratocono ha danneggiato e deformato solamente alcuni strati del tessuto corneale, può essere sufficiente eseguire una cheratoplastica lamellare. Si andranno dunque a sostituire solamente gli strati (lamelle) colpiti dalla patologia senza andare a toccare la parte sana della cornea. L’intervento di cheratoplastica lamellare insomma, vuole essere un intervento il  più conservativo possibile, perchè evita di andare a toccare parte del tessuto corneale ove non sia strettamente necessario.

Cheratoplastica perforante

Nel caso in cui il cheratocono abbia deformato l’intero tessuto corneale, si rende necessario intervenire con una sostituzione totale della cornea. Si parla, allora, di cheratoplastica perforante. E’ un intervento dalla portata maggiore del precedente, ma consente di recuperare la capacità visiva messa precedentemente in discussione dal cheratocono, che deformando la cornea ne comprometteva spessore e trasparenza.

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Cheratocono, conosciamo meglio questa patologia

Cheratocono conosciamo meglio questa patologia

Il cheratocono è una patologia dell’occhio che coinvolge la cornea. Si tratta di una deformazione a livello di forma e di spessore di questa parte delicata dell’apparato visivo. Le cause sono ancora poco conosciute, mentre la conseguenza è una perdita di qualità e quantità della visione. Ma vediamo di capire meglio cosa sia il cheratocono.

Che cos’è il cheratocono

La cornea è una parte molto delicata dell’occhio, situata nella parte anteriore del bulbo oculare. Essa è composta di fibre di collagene, disposte in più strati sovrapposti. Il cheratocono è una malattia le cui origini non sono ancora state del tutto appurate, che porta ad una degenerazione della cornea, con conseguente deformazione e perdita di struttura della stessa. Se immaginiamo il bulbo oculare come una palla, nella sua forma “sana” sarebbe una palla da calcio, perfettamente tonda; al contrario, nella sua forma con cheratocono in atto, essa ricorderebbe invece una palla da baseball, più allungata ed ovoidale. La conseguenza di questa perdita di forma e di struttura da parte della cornea, è una perdita di capacità visiva, dovuta sia alla deformazione, sia alla perdita di trasparenza delle strutture che la compongono.

Come si risolve il cheratocono

Purtroppo ad oggi i farmaci non sono sufficienti a venire a capo del problema. Tuttavia, esistono diverse soluzioni. La prima prende il nome di cross-linking corneale, ed è una terapia volta ad irrobustire la cornea ed a restituirle la struttura perduta. Il cross-linking prevede che venga somministrata sulla cornea una sostanza chiamata riboflavina, nota anche come vitamina B2. La riboflavina viene fatta poi penetrare nella struttura della cornea tramite un raggio di luce UVA. Un trattamento che ha la durata di pochi minuti e che è totalmente indolore: il vantaggio è quello di restituire struttura ai tessuti, arrestandone la deformazione ed evitando ove possibile il peggioramento della patologia.

Dal cross-linking alla cheratoplastica

Nel caso in cui invece il cheratocono sia già ad uno stadio più avanzato, si ricorre al trapianto di cornea. A proposito del trapianto di cornea, è bene sapere che ne esistono due varianti: la cheratoplastica lamellare e la cheratoplastica perforante. Poichè la cornea è composta, come detto, di una serie di strati sovrapposti di fibre di collagene, può essere sufficiente intervenire solo sullo strato malato e dunque soggetto a deformazione: in questo caso si parla di cheratoplastica lamellare. Se invece la malattia coinvolge tutti gli strati della cornea, si andrà a sostituire l’intero complesso di strati: in questo caso l’intervento prende il nome di cheratoplastica perforante.

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