Cheratocono cos’è: 3 informazioni utili sul cheratocono

cheratocono cos'è - Neovision Cliniche Oculistiche

Cos’è il cheratocono? Il cheratocono è una patologia della cornea che ne determina una progressiva deformazione. Forma e spessore perdono le loro normali caratteristiche e portano ad un peggioramento della capacità visiva. A differenza di altre patologie oculari più note, come la cataratta o il glaucoma, il cheratocono è ancora poco conosciuto tra i non addetti ai lavori. Non a caso, è in corso in tutta Italia la prima Campagna di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono. Obiettivo della campagna è quello di informare e sensibilizzare i giovani nei confronti della patologia. Ecco 4 cose che forse non sai sul cheratocono. 

1 – Nelle fasi iniziali, chi ha il cheratocono non sa cos’è e lo confonde con un difetto visivo

Spesso il cheratocono, specie nelle sue fasi iniziali, viene confuso con un difetto visivo. Solitamente si pensa ad un astigmatismo oppure ad una miopia. La deformazione della cornea effettivamente provoca questi difetti visivi, che tendono a peggiorare mano a mano che la patologia avanza. È fondamentale recarsi dall’oculista quanto prima, e non pensare di aver solamente bisogno di indossare o cambiare gli occhiali.

2 – Il cheratocono esordisce spesso durante l’adolescenza

Il cheratocono esordisce spesso in tenera età, durante l’adolescenza, per poi progredire fino a stabilizzarsi intorno ai 30-35 anni. Ne consegue che è fondamentale giungere ad una diagnosi nel modo più tempestivo possibile. Portare i nostri figli ad eseguire periodiche visite oculistiche può essere molto utile per accertarne la salute visiva e verificare l’eventuale presenza di patologie come il cheratocono, altrimenti confondibili con difetti visivi.

3 – Il cheratocono non si può curare con i farmaci

Il cheratocono è una patologia dall’evoluzione progressiva. Il suo trattamento non si può affidare esclusivamente ai farmaci. Due interventi in particolare, uno para-chirurgicho e l’altro chirurgico, possono invece essere risolutivi. Il primo è il cross linking corneale, il secondo è il trapianto di cornea. La scelta del tipo di intervento dipende dalla situazione specifica e dallo stadio evolutivo della patologia.

Aderisci alla Campagna di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Ha luogo dal 10 settembre all’11 ottobre nei centri d’eccellenza in 16 città italiane la prima Campagna di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono. Un’importante iniziativa rivolta ai giovani dai 15 ai 35 anni d’età, ai quali viene offerto uno screening gratuito della patologia. Un’interessante occasione per fare prevenzione, ma anche per informarsi sulle caratteristiche di una patologia non molto conosciuta tra i non addetti ai lavori. Per prenotare il tuo screening, clicca sul pulsante sottostante o collegati al sito Curagliocchi.it.

Vuoi partecipare allo screening in Neovision?

Tra i promotori della Campagna figura anche Neovision. Sarà sufficiente scegliere la città di Milano e selezionare la clinica Neovision più vicina.

Ti aspettiamo!

Al via la prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Prende il via la prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono, promossa dall’Università di Verona, dal Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell’Università di Chieti-Pescara e da Neovision Cliniche Oculistiche, in collaborazione con CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico. La campagna, patrocinata da A.I.CHE – Associazione Italiana Cheratoconici, SOI – Società Oftalmica Italiana e SITRAC – Società Italiana Trapianto di Cornea e con il patrocinio richiesto di Ministero della Salute e Regione Veneto, ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare ancora poco nota: il cheratocono. L’invito è rivolto ai cittadini  fra i 15 ed i 35 anni di età, per uno screening gratuito presso i centri specialistici aderenti dal 10 settembre all’11 ottobre 2019. 

Che cos’è il cheratocono

Una patologia dalle cause ancora poco note

Il cheratocono è una patologia della cornea che, se trascurata, può portare ad una riduzione anche grave della capacità visiva, fino alla cecità. Le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se sembra che vi sia un certo grado di familiarità.

Come si presenta il cheratocono

La cornea di un occhio sano ha una forma tondeggiante: la curvatura è regolare, e la sua struttura è perfettamente trasparente. In presenza di cheratocono, invece, la cornea perde la sua regolare curvatura e si allunga verso l’esterno. La deformazione e l’assottigliamento della cornea comportano anche una perdita di trasparenza: la luce fatica ad oltrepassare la cornea, ed il processo visivo diviene più difficoltoso mano a mano che la patologia peggiora.

Una patologia oculare ancora poco nota

Sfortunatamente, il cheratocono è una patologia poco nota, che può esordire fin dalla pubertà: chi ne è affetto tende spesso a scambiarla per altro (stanchezza, affaticamento), o a sottovalutarla fino a quando i sintomi non si presentano in modo particolarmente evidente. Un campanello d’allarme potrebbe essere un astigmatismo che va via via peggiorando con l’avanzare dell’età.

Come si cura il cheratocono? Perché fare prevenzione è importante?

I trattamenti per il cheratocono esistono, e variano compatibilmente con lo stadio di avanzamento della patologia. La parola d’ordine però, come sempre accade in medicina, è prevenzione. Fare prevenzione e sottoporsi a regolari controlli della salute visiva può essere molto utile per giungere ad una possibile diagnosi in modo tempestivo.

Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

L’obiettivo della Campagna è quello di sensibilizzare la cittadinanza nei confronti di una patologia oculare, il cheratocono, che può pregiudicare seriamente vista. La Campagna è rivolta ai cittadini fra i 15 ed il 35 anni di età: puoi prenotare il tuo screening gratuito a partire dal 10 settembre presso il sito ufficiale selezionando il centro aderente più vicino a te.

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Dove posso sottopormi allo screening gratuito?

Le città aderenti alla prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono sono: Bari, Bologna, Casale Monferrato (AL), Catanzaro, Chieti/Pescara, Firenze, Genova, Lecce, Macerata, Mestre, Milano, Moncalieri (TO), Napoli, Roma, Verona, Villorba (TV). Ti ricordiamo che anche Neovision aderisce alla Campagna per la Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono: se hai piacere di sottoporti allo screening gratuito presso una delle nostre 3 cliniche di Milano, non esitare a selezionarla in fase di prenotazione. Ti aspettiamo!

Cheratocono: cause ignote, cure possibili

Cheratocono cause - Neovision Cliniche Oculistiche

Il cheratocono è una patologia rara sconosciuta ai più. Le cause del cheratocono sono tutt’ora ignote, ma pare che esista un certo grado si famigliarità.

Le sue conseguenze possono portare anche alla perdita della vista. Spesso però, la diagnosi non è precoce e chi ne viene colpito se ne accorge ad uno stadio piuttosto avanzato.

Neovision è tra i centri oculistici d’avanguardia in tema di cheratocono e offre trattamenti di ultima generazione, sia farmacologici che chirurgici, in relazione allo stadio evolutivo della patologia.

Quando si parla di cheratocono, cause e cure relative, come per molte altre malattie, la parola d’ordine è una sola: prevenzione. Per questo abbiamo chiesto a uno dei nostri pazienti di raccontarci la sua storia e poterla pubblicare sul nostro sito: abbiamo pensato che forse, leggendo la storia di Giovanni, anche altri potessero essere stimolati a non sottovalutare alcuni sintomi che, in alcuni casi, possono essere rivelatori di alcune patologie.

Buona lettura!

Cheratocono: cause, sintomi, cure. La prima volta che ne ho sentito parlare

La prima volta che ho sentito la parola cheratocono è stato sei mesi fa. Non appena l’oculista ha pronunciato questa parola non ho avuto particolari reazioni: non avevo proprio idea di cosa si trattasse.

Cheratonono, cause, sintomi, trattamenti: non avevo idea di nulla di tutto ciò.

Sarà colpa dello stress

Nei mesi che hanno preceduto la diagnosi, avevo notato che la mia vista aveva un po’ cominciato a peggiorare: i sintomi del cheratocono cominciavano a manifestarsi, ma io non ne ero ancora consapevole.

Avevo appena cambiato mansione al lavoro e stando tutto il giorno davanti al pc, la prima cosa a cui ho pensato è stato un misto di stanchezza e stress. In effetti pensavo più a qualcosa di psicosomatico che ad un vero e proprio disturbo. Figuriamoci una malattia….

La sensazione di fatica visiva, però, non mi abbandonava e, a volte, mi era anche capitato di vedere doppio. I campanelli d’allarme stavano aumentando, fino a quando una sera, mentre rincasavo da una cena tra amici con la mia ragazza, mi sono accorto che la vista dei fari delle auto mi era quasi insopportabile.

A quel punto non potevo più rimandare…

Marta, la mia ragazza, mi ha quasi obbligato a prenotare immediatamente una visita oculistica, insistendo sul fatto che non potevo continuare così, che guidare in quelle condizioni, col rischio di vedere doppio o di essere abbagliato dai fari delle auto era pericoloso, eccetera eccetera… Quando la mia ragazza si mette in mente una cosa non c’è verso di contrastarla. E in questo caso, posso solo dire “per fortuna”.

La diagnosi

Io lavoro in zona Isola, passo in via Restelli tutti i giorni, quindi mi è subito venuto in mente di chiamare Neovision, anche perché è molto comodo da raggiungere uscendo dall’ufficio. Ho letto un po’ di recensioni e così mi sono definitivamente convinto a chiamare. Mi hanno prenotato un appuntamento per il giorno successivo ed è stato proprio lì che il dottor Monfardini ha pronunciato la parola cheratocono.

Il dottore mi ha spiegato di cosa si trattava e a quel punto, diciamo, un po’ di paura si è fatta sentire: in un primo momento l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era il peggiore degli esiti…

Così ho iniziato a prendere confidenza con quelle parole: cheratocono, cause, cura, trattamenti, interventi, laser, trapianto di cornea e altre ancora…

Poi, però, mi sono tranquillizzato grazie soprattutto alla spiegazione del dottor Monfardini, che ringrazierò sempre per l’umanità e la professionalità con cui mi segue dall’inizio di questa avventura. Nonostante il panico iniziale, non mi sono mai sentito abbandonato a me stesso e, soprattutto, abbiamo individuato la soluzione terapeutica per il mio caso.

 

Adesso sto bene: sono stato fortunato

Adesso sto bene. Diciamo che so qual è il mio nemico, ma soprattutto so che esistono delle cure in relazione ai diversi stadi della malattia che potrebbero presentarsi.

La mia fortuna è stata un mix di fatalità: una fidanzata cocciuta che mi ha praticamente obbligato a fare una visita oculistica. L’incontro con una realtà specializzata e altamente tecnologica che mi ha permesso non solo una diagnosi immediata, ma anche delle cure mirate e moderne.

Non smetterò mai di ringraziare il Dottor Monfardini e tutto lo staff di Neovision che, dal primo momento in cui sono entrato in clinica, ha saputo mettermi a mio agio e seguirmi in tutto il percorso di diagnosi e cura della mia malattia. Troppo spesso ci si dimentica che siamo esseri umani e che la componente psicologica ed emotiva legata alle malattie ha un peso molto forte per le persone che ne sono colpite. Essere seguiti da professionisti che prendono in considerazione questo aspetto non è scontato, ma ha un valore davvero impagabile.

Giovanni Guidi

 

 

Cheratocono: problemi per Stephen Curry dell’NBA

cheratocono - Neovision Cliniche Oculistiche

Stephen Curry, uno dei migliori giocatori dell’NBA americana, nonché un vero specialista dei tiri da tre punti con all’attivo oltre 403 tiri al canestro in una sola stagione, ha scoperto di avere un problema agli occhi. Avendo constatato una difficoltà visiva ed un leggero calo del suo rendimento in campo, Curry si è recato dall’oculista, dove ha ricevuto una diagnosi di cheratocono. Cos’è il cheratocono? Come si cura? Facciamo un pò di chiarezza su questo argomento ancora poco conosciuto.

Cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia sicuramente meno nota di altre come la cataratta ed il glaucoma, ma ugualmente seria. Le conseguenze del cheratocono, se trascurato, non diagnosticato per tempo oppure erroneamente scambiato per astigmatismo, possono essere particolarmente gravi, ed in ogni caso pregiudicano sensibilmente la visione di chi ne è affetto. Per un motivo che la scienza non è ancora stata in grado di identificare, la cornea malata di cheratocono si deforma progressivamente e le fibre di collagene che la compongono perdono la loro conformazione. Questa deformazione porta ad una perdita della sua forma regolarmente convessa e della sua perfetta trasparenza. Mano a mano che il tempo passa, la cornea subisce uno sfiancamento verso l’esterno e la visione si fa sempre più difficoltosa.

Come si cura il cheratocono?

Sfortunatamente, al momento non esistono farmaci in grado di contenere la progressiva deformazione della cornea, né di ridurre lo sfiancamento già in atto.

Lenti a contatto per cheratocono

Il giocatore dell’NBA americana Stephen Curry si è recato dall’oculista non appena si è reso conto di avere qualche difficoltà visiva ed è riuscito a risolvere il problema con un paio di lenti a contatto specifiche per cheratocono. Ad oggi, infatti, esistono diverse tipologie di lenti a contatto personalizzabili e ben tollerate pensate proprio per chi è affetto da deformità corneali. Queste lenti possono offrire una situazione di comfort visivo ai pazienti affetti dalla patologia nel suo stadio iniziale.

Cross-linking corneale

Il cross-linking è un trattamento non chirurgico che si basa sulla somministrazione locale di riboflavina, una sostanza che si attiva grazie ad un fascio di luce ultravioletta e che “nutre” la cornea migliorandone la struttura e rendendola più resistente alla deformazione. Questo trattamento è utile a rallentare la progressione del cheratocono. Con l’avvento del cross-linking, la necessità di ricorrere ai trapianti si è ridotta di circa il 30%.

Anelli intracorneali

Gli anelli intrastromali, o semi anelli di materiale plastico biocompatibile, si inseriscono nella cornea per regolarizzarne la forma, per dare più compattezza e per meglio contenere il processo di sfiancamento (deformazione) verso l’esterno della cornea stessa. E’ un intervento chirurgico che è in grado di restituire una buona visione a tutti i pazienti affetti da cheratocono nello stadio iniziale.

Cheratoplastica: il trapianto di cornea

Il trapianto di cornea si programma quando la patologia ha raggiunto uno stadio avanzato e la cornea è talmente danneggiata, per la perdita di forma e trasparenza, che la visione ne risulta gravemente compromessa dalla perdita di forma e di trasparenza della membrana. Poiché la cornea è composta da diversi strati (si immagini una cipolla), allora sarà possibile sostituire solamente uno di questi oppure tutti assieme. Si parlerà allora di cheratoplastica lamellare, nel primo caso, oppure perforante, nel secondo.

Leggi anche: cheratocono, sintomi e terapia

Un gel per riparare la cornea? La scienza dice forse sì

gel - Neovision Cliniche Oculistiche

Mano a mano che il tempo passa la ricerca scientifica applicata sia all’oftalmologia sia a molte altre branche della medicina fa davvero passi da gigante, lasciando sempre meno spazio all’immaginazione. Oggi è la volta di una scoperta che, se applicata concretamente alla medicina oftalmica, potrebbe portare indubbio beneficio a tutti quei pazienti che soffrono di patologie della cornea in uno stadio piuttosto avanzato. 

La scoperta: un materiale in gel capace di riparare i danni alla cornea

La novità alla quale ci riferiamo non è ancora approdata concretamente al mondo della chirurgia oftalmica ed è ancora in fase sperimentale. Tuttavia, se confermata, essa potrebbe davvero assumere la valenza di una piccola grande rivoluzione per i pazienti affetti da patologie della cornea. Al momento molti di questi pazienti devono fare i conti con la possibilità di affrontare una cheratoplastica. La ricerca in questione è stata condotta da Reza Dana, docente di oftalmologia alla Harvard Medical School di Boston, e responsabile del servizio Cornea e Chirurgia Refrattiva al Massachussets Eye and Ear. La ricerca ha consentito di mettere a punto uno speciale materiale in gel adesivo capace di riparare la cornea anche laddove questa sia gravemente compromessa dall’avanzamento di una patologia come per esempio il cheratocono.

Un processo di rigenerazione cellulare attivato da un raggio di luce ultravioletta

Questo gel contiene al suo interno delle molecole che si attivano con la luce blu. Grazie ad una speciale tecnologia, esse si fondono con quelle naturalmente presenti sulla cornea dando vita a nuove cellule più resistenti e sane. Il principio che sta a monte ricorda vagamente quello di un’altra procedura attualmente in uso per il trattamento del cheratocono, il cross linking corneale. Quest’ultimo ha lo scopo di rinforzare i legami tra le molecole che formano la cornea e prevede l’applicazione topica di riboflavina attivata da uno speciale raggio di luce ultravioletta.

I limiti della scoperta

Come detto, la scoperta se confermata avrà senza dubbio dei risvolti interessanti per molte persone affette da patologie anche gravi della cornea. Al momento però il gel individuato e messo a punto dal professor Reza Dana necessita di essere ulteriormente testato. Il dubbio avanzato da molti studiosi è che il processo di polimerizzazione della molecola tramite luce blu, possa dar vita ad una porzione di tessuto corneale rinnovata e rigenerata ma non completamente trasparente.

Le cellule di collagene delle quali è fatta la cornea sono disposte, per natura, in modo perfettamente parallele le une alle altre. Questa disposizione garantisce la perfetta trasparenza della struttura e il passaggio dei raggi solari.

Se il gel dovesse rigenerare il tessuto corneale ma non garantirne la perfetta trasparenza, l’aver trattato la lesione potrebbe comunque non garantire l’effetto sperato al paziente, ovvero non restituire la visione perfettamente nitida. Non ci resta che attendere i risultati dei nuovi test che il professor Dana condurrà in futuro, per sapere se il benessere di molti pazienti – affetti per esempio da cheratocono – potrà dipendere anche da questo innovativo materiale in gel. 

Fonte: Science Advances

Il cheratocono: sintomi e terapia

Il cheratocono è una patologia degenerativa della cornea che ne provoca una progressiva deformazione. Le cause della patologia sono ancora oggetto d’indagine, mentre per quanto riguarda le possibilità di trattamento, ad oggi esistono diverse soluzioni, selezionabili in base all’avanzamento della malattia. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul tema. 

Cos’è il cheratocono

Come anticipato, il cheratocono è una patologia che colpisce la cornea, ovvero quella preziosissima lente che si trova nella parte anteriore dell’occhio e che, in virtù della sua perfetta trasparenza, garantisce un ottimale passaggio dei raggi luminosi verso l’interno. Quando ci si ammala di cheratocono, la cornea si deforma e si assottiglia, perde la sua forma regolare e tende ed assumere una forma leggermente allungata verso l’esterno. Come conseguenza di questa deformazione, le fibre di collagene che compongono la cornea perdono la loro struttura determinando, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia, una perdita della sua trasparenza. E la visione, che prima era nitida, si impoverisce progressivamente diventando sempre più difficoltosa. Sfortunatamente le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se c’è chi avanza l’ipotesi che vi sia una predisposizione genetica.

Come si risolve il cheratocono

Il cross-linking corneale

Ad oggi, i farmaci non sono sufficienti a curare il cheratocono, né ad arrestarne la progressione. Nelle fasi d’esordio della patologia si può ricorrere ad un trattamento non chirurgico chiamato cross-linking. Si tratta di un trattamento che, grazie all’applicazione locale di una sostanza chiamata riboflavina che viene attivata da una luce ultravioletta, aiuta a rendere la cornea più stabile e resistente rinforzando i legami delle fibre di collagene che la compongono.

Anelli intra-corneali ad azione contenitiva

Se la patologia è invece ad uno stadio più avanzato, si può ricorrere ad un intervento chirurgico che consiste nell’inserimento, nella cornea, di anellini di un materiale plastico biocompatibile che contengono la cornea limitandone lo sfiancamento.

Cheratoplastica lamellare o cheratoplastica perforante

Infine, nei casi particolarmente gravi, si più ricorrere ad al trapianto della cornea, che può essere parziale – lamellare – oppure totale – perforante, a seconda della situazione clinica del paziente.

Vuoi saperne di più?

Se vuoi saperne di più oppure desideri prenotare una visita oculistica specialistica, chiama dal lunedi al venerdi allo 02.30317600.

Giornata Mondiale della Vista: Neovision aderisce alla campagna “salva vista” lanciata dalla SOI

Giornata Mondiale della Vista: Neovision con SOI e IAPB

In occasione della Giornata Mondiale della Vista, la SOI – Società Oftalmologica Italiana – lancia una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione dal nome “La Vista di Salva la Vita” ed invita gli oltre 7000 medici oculisti italiani ad offrire 5 visite gratuite a chi non si è mai sottoposto ad un controllo oculistico specialistico nel corso della propria vita. Ad affiancare la SOI in questa campagna di informazione sul valore della vista, troviamo anche IAPB Italia Onlus e Fondazione Insieme per la Vista. Neovision accoglie con entusiasmo l’invito ed offre 15 visite gratuite, 5 per ciascuna delle sue tre sedi. 

L’obiettivo della campagna: restituire il giusto valore alla vista (e all’oculista)

La Giornata Mondiale della Vista è l’occasione per lanciare un’importante campagna di sensibilizzazione della popolazione nei confronti della figura del medico oculista e del suo ruolo fondamentale nell’aiutare a preservare e salvaguardare la nostra vista. L’operato del medico specialista oculista è sottostimato, nonostante i numeri parlino chiaro: i circa 7000 oculisti operanti su tutto il territorio nazionale salvano la vista ogni anno a circa un milione e trecentomila persone. Ciò è dovuto alla scarsa informazione rispetto ad alcune patologie oculari che, se non opportunamente trattate e curate, possono condurre i pazienti a gravi disabilità visive, condizioni di ipovisione o addirittura cecità.

Ridurre le distanze tra medico e paziente

Offrire una visita gratuita consente di ridurre le distanze tra l’oculista ed il paziente, offrendo una concreta opportunità di informazione in merito alle più comuni – e tuttavia insidiose – patologie oculari, come la cataratta, le maculopatie, il glaucoma e altre. In questo contesto, la SOI esorta ed invita gli oculisti italiani a mettersi a disposizione dei cittadini offrendo 5 visite gratuite al fine di sensibilizzare i cittadini ed informarli in merito all’importanza della prevenzione delle patologie oculari.

Neovision aderisce alla campagna “salva vista” lanciata dalla SOI

Stefano Rizza, Amministratore Delegato di Neovision, ha così commentato l’adesione di Neovision alla campagna “salva vista” promossa dalla SOI:

“Siamo felici di dare il nostro contributo a una delle Campagne salva vista più importanti di sempre, che offrirà in totale una media di 30.000 visite mediche oculistiche a chi non si è mai fatto visitare. In dettaglio, metteremo a disposizione le nostre competenze nelle tre cliniche oculistiche Neovision di Milano, da domani fino ad esaurimento dei posti disponibili. Ringrazio a nome del nostro network la SOI, la Fondazione “Insieme per la Vista” Onlus e IAPB Italia per quello che fanno quotidianamente per continuare a salvare la vista dei pazienti e per contribuire alle azioni di sostegno della professionalità dei medici oculisti italiani e della possibilità di metterli in grado di assistere adeguatamente i loro pazienti”.

A partire dall’11 ottobre sarà dunque possibile prenotare una delle 15 visite oculistiche gratuite offerte da Neovision.

PRIMA, un accurato e meticoloso controllo della salute degli occhi

Le visite oculistiche specialistiche che Neovision metterà a disposizione gratuitamente (fino ad esaurimento delle disponibilità) rispondono al nome di PRIMA. PRIMA non è un controllo veloce della capacità visiva ma è, al contrario, una visita accurata ed approfondita tanto degli occhi quanto della vista. Si tratta di un vero e proprio check-up completo, durante il quale lo specialista valuta lo stato di salute complessivo dell’apparato visivo, con riferimento anche agli eventuali difetti visivi o patologie oculari.

Un vero e proprio “percorso” diagnostico ed informativo

La salute degli occhi e la capacità visiva vengono valutati, nel corso della nostra visita oculistica specialistica PRIMA, attraverso una serie di esami accurati: OPD Scan, autorefrattometria, autocheratometria, topografia corneale, pupillometria, cristallino in retroilluminazione, potere accomodativo, tonometria, pachimetria centrale, refrazione, visione binoculare, test lacrimali, biomicroscopia, retinografia ed esame del fondo oculare. Un vero e proprio percorso, accurato ed approfondito, per valutare lo stato di salute degli occhi e , la capacità visiva, ma soprattutto ed anche, in questo contesto, per informare circa le caratteristiche intrinseche dell’incredibile dono della vista e l’importanza di averne cura. Una grande opportunità di controllo ma anche di informazione, che Neovision ha piacere oggi di offrire in forma gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Vuoi prenotare la tua visita oculistica specialistica gratuito?

Aderisci anche tu alla campagna “salva vista”: se non ti sei mai sottoposto ad una visita oculistica specialistica, prenota gratuitamente la tua visita PRIMA chiamando lo 02 3031 7600 dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00.

I benefici della riboflavina per gli occhi

benefici della riboflavina

La riboflavina è una vitamina molto importante per la salute del nostro organismo e dei nostri occhi. Conosciuta anche come vitamina B2, essa è fondamentale per mantenere in buona salute i tessuti e le mucose, nonché per mantenere il metabolismo sempre efficiente. Essa svolge anche un ruolo importante nel mantenimento della buona salute dei nostri occhi. Vediamone le ragioni.

Le vitamine del gruppo B, tante preziose alleate per la nostra salute

Tutte le vitamine del gruppo B, inclusa dunque la B2, sono preziose per il buon funzionamento del sistema nervoso e del sistema epatico, aiutano il corretto metabolismo delle proteine e dei lipidi e la trasformazione dei carboidrati in lipidi. Ognuna di esse, poi, è “specializzata” in un’ulteriore azione e porta specifici benefici all’organismo. La vitamina B4, per esempio, è preziosa per il sistema immunitario; la vitamina B12 è un’ottima alleata per chi soffre di anemia; la vitamina B6 tiene a bada il colesterolo alto; la vitamina B5 mantiene alto l’umore. La vitamina B2, conosciuta anche come riboflavina, è un valido aiuto per mantenere tessuti e mucose in ottima salute.

La vitamina B2: tessuti e mucose sempre “in forma”

La vitamina B2 è ottima per combattere le infiammazioni e per favorire la digestione, aiuta il metabolismo e, soprattutto, mantiene il sistema nervoso, la pelle e gli occhi sempre sani ed efficienti. Essa non viene sintetizzata dal nostro organismo, né è possibile immagazzinarla, dunque è necessario assumerla giornalmente. Il consiglio che vi diamo è quella di assumerla attraverso gli alimenti, ma se preferite potete acquistare un integratore alimentare.

Benefici della vitamina B2 per gli occhi

La vitamina B2 è preziosa per la salute degli occhi, perché i tessuti del nostro apparato visivo sono per lo più mucose, che traggono grande beneficio da questo prezioso elemento. Assumere quotidianamente la vitamina B2 aiuta a mantenere l’occhio sano ed in perfetta forma. Chi soffre di cheratocono, per esempio, troverà beneficio nell’applicazione di riboflavina (vitamina B2) ad uso topico proprio sulla cornea, poiché questa rinforza i legami tra le fibre di collagene che la compongono, che garantiscono il mantenimento di una morfologia il più tondeggiante ed omogenea possibile.

Come identificare una carenza di riboflavina

Quando la pelle è particolarmente screpolata, gli angoli della bocca si tagliano, si avverte prurito al naso, al viso o al collo, si va soggetti ad afte e si prova spesso un certo bruciore agli occhi ed un calo della capacità visiva, ma anche una certa stanchezza, la causa potrebbe essere proprio una carenza di vitamina B2. La soluzione naturalmente è assumere alimenti che la contengano.

Dove si trova la riboflavina o vitamina B2

La vitamina B2 si trova nel latte, nello yogurt, nei formaggi, nel lievito di birra (non a caso è risaputo che il lievito di birra faccia bene alla pelle), nel pollo, nelle mandorle, nel grano e riso integrale, nel tuorlo d’uovo e nei piselli.

Cheratoplastica, la parola all’esperto. Intervista al Prof. Claudio Macaluso

professor macaluso, intervista sulla cheratoplastica

La cornea è la parte più superficiale e dunque più esposta del nostro occhio. Si tratta di una struttura molto delicata, costituita da fibre di collagene disposte in modo da essere perfettamente trasparenti. Oltre a garantire il passaggio dei raggi luminosi, la cornea protegge anche l’occhio dalle minacce esterne. Tuttavia, a causa di patologie degenerative o di traumi dovuti ad incidenti, oppure a esiti di infezioni, può rendersi necessaria la sostituzione totale o parziale della regione centrale della cornea. Per eseguire questo intervento ci si avvale di un laser a femtosecondi, l’ultima innovazione in fatto di chirurgia corneale, uno strumento ad alta precisione che consente di effettuare incisioni precise e regolari e di ridurre al minimo le complicanze post operatorie. Abbiamo intervistato a questo proposito il Prof. Claudio Macaluso, medico oculista presso Neovision, esperto in cheratoplastica.

Professor Macaluso, in quali casi si può rendere necessario il trapianto di cornea?

Il trapianto di cornea può rendersi necessario come conseguenza di eventi traumatici oppure patologici, nei casi in cui vi è perdita di trasparenza (ad esempio distrofia di Fuchs e cheratopatia) o in quelli in cui l’alterazione di forma e di curvatura causino una riduzione della visione, come nel caso del cheratocono. A seconda del tipo di patologia e del suo avanzamento, il medico valuterà se si renda necessaria la sostituzione di una sola porzione della cornea – ed in quel caso si parlerà di cheratoplastica lamellare – oppure di tutta la cornea – eseguendo invece una cheratoplastica perforante.

Si sente spesso parlare di cheratocono: ci può spiegare meglio di che si tratta?

Il cheratocono è una patologia della cornea le cui cause non sono ancora del tutto chiare. Essa conduce ad una progressiva deformazione della cornea che, con l’avanzare del tempo e con il progredire della patologia, perde la sua caratteristica forma di lente convessa regolare, sfiancandosi in un punto, in genere inferiore, detto apice del cono. La conseguenza di questa deformazione è, dapprima, una perdita di nitidezza della visione, per giungere poi ad una compromissione della trasparenza della cornea. Una struttura sempre meno stabile ed una trasparenza compromessa sono i sintomi che conducono alla decisione di affrontare un intervento di cheratoplastica.

Professor Macaluso, in cosa consiste la cheratoplastica? Qual è la differenza tra cheratoplastica lamellare e cheratoplastica perforante?

La cheratoplastica è un trapianto di cornea. Può accadere che un evento traumatico o una patologia compromettano e danneggino solamente una porzione della cornea: in quel caso si andrà a sostituire solamente quella parte, eseguendo una cheratoplastica lamellare. Si immagini infatti la cornea come la superficie di una cipolla, composta di strati perfettamente sovrapponibili. La cheratoplastica lamellare va a sostituire lo “strato” danneggiato della cornea del paziente: essa può essere anteriore o posteriore. La cheratoplastica lamellare anteriore si esegue con una procedura chirurgica chiamata DALK, Deep Anterior Lamellar Keratoplasty, che prevede la sostituzione della porzione di cornea che va dalla superficie anteriore fino alla membrana più profonda, detta di Descemet, che sostiene l’endotelio corneale. La cheratoplastica lamellare posteriore o endoteliale, invece, prevede la sostituzione dell’ultimo strato della cornea, l’endotelio. Per eseguire questo intervento le tecniche chirurgiche oggi considerate migliori sono la UT DSAEK, ovvero Ultra Thin Descemet Stripping Automated Endothelial Keratoplasty, e la DMEK, ovvero Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty. Quando, al contrario, è l’intera cornea ad essere compromessa nella forma o nella trasparenza, si esegue una cheratoplastica perforante, ovvero la sostituzione in toto della cornea stessa.

Nel ringraziare il Professor Macaluso per il suo tempo e le sue esaustive risposte, vi ricordiamo che potete chiamare Neovision in qualunque momento per formulare altre domande o per prenotare un appuntamento, chiamando allo 02 30317600 dalle 9.00 alle 19.00.

Le caratteristiche corneali dei pazienti con sindrome di Down

 

sindrome di down e cheratocono

E’ uscito recentemente su Jama Network un interessante studio volto a mettere in luce le caratteristiche morfologiche della cornea dei soggetti affetti da Sindrome di Down, con l’obiettivo di comprendere se queste possano predisporre o meno all’insorgenza di altre patologie come per esempio il cheratocono. 

Le patologie dell’occhio nei pazienti con Sindrome di Down

Obiettivo dello studio era quello di indagare la frequenza della presenza di caratteristiche morfologiche atipiche nelle cornee di pazienti affetti da Sindrome di Down, e di valutare la presenza o meno di cheratocono in questi soggetti. In generale, ci sono diverse patologie dell’occhio che possono colpire i pazienti con Sindrome di Down:

  1. disturbi della motilità oculare
  2. difetti refrattivi
  3. cataratta
  4. altre patologie

1- I disturbi della motilità oculare che colpiscono i malati di Sindrome di Down sono lo strabismo ed il nistagmo.

2 – Per ciò che concerne i difetti refrattivi, la correzione si effettua tramite l’uso di occhiali, così come avviene nei pazienti che non soffrono di Sindrome di Down. Solo in rari casi si ricorre alla chirurgia refrattiva.

3 – Anche la cataratta è una patologia connessa alla Sindrome di Down. In questo caso non si tratta di una forma senile, ma di una forma che può fare la sua comparsa ben prima dell’età avanzata e che non sempre viene trattata con la chirurgia oftalmica.

4 – Tra le altre patologie oculari che colpiscono i malati di Down, segnaliamo la blefarite ed il cheratocono. Ed è proprio quest’ultima ad essere connessa allo studio che stiamo oggi prendendo in esame.

Caratteristiche morfologiche della cornea nei soggetti con Sindrome di Down

Lo studio ha evidenziato come oltre il 70% dei pazienti con Sindrome di Down presenti caratteristiche morfologiche corneali assimilabili a quelle dei pazienti con cheratocono. Un dato che non stupisce e che già era emerso precedentemente in letteratura. Di conseguenza, lo studio suggerisce che vi sia una maggiore incidenza di cheratocono nei pazienti con Sindrome di Down, mettendo in luce la necessità di effettuare su di essi più prevenzione e più controlli sulla cornea al fine di intervenire quanto prima con le necessarie misure terapeutiche e di evitare successive spiacevoli complicazioni. Non dimentichiamo, infine, che un corretto, accurato e puntuale trattamento delle patologie oculari nei pazienti affetti da Sindrome di Down, ha effetti positivi non solo sulla salute e sul benessere visivo, ma anche sulla situazione generale del paziente, con un generale miglioramento della sua autonomia e di conseguenza anche della sua possibilità di interazione sociale.

Fonte: Jama Network