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Cross linking corneale e trapianto di cornea: come curare il Cheratocono (Video)

Cross Linking e Trapianto di Cornea - Felicita Norcia - Neovision Cliniche Oculistiche

Cross linking corneale e trapianto di cornea sono due fra le migliori tecniche per il trattamento del cheratocono. Nel video registrato in occasione della conferenza stampa per l’inaugurazione della prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono, la dott.ssa Felicita Norcia di Neovision spiega con il Dott. Lucio Buratto come queste tecniche vengono applicate.

Il cheratocono

Il cheratocono è una malattia oculare che causa l’assottigliamento e la deformazione della cornea. Se trascurato, il cheratocono può causare una riduzione della vista anche molto grave, fino alla cecità. Le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se sembra che vi sia un certo grado di familiarità.

La cornea sana presenta una curvatura regolare ed ha una struttura perfettamente trasparente. In presenza di cheratocono, invece, la cornea perde la sua regolare curvatura e si allunga verso l’esterno. La deformazione e l’assottigliamento della cornea causano inoltre una perdita di trasparenza, rendendo così il processo visivo sempre più difficoltoso.

Cross linking corneale e trapianto di cornea: si può curare il cheratocono?

Grazie ad AICHE Associazione Italiana Cheratoconici ONLUS per il video.

I trattamenti per il cheratocono esistono, e variano a seconda dello stadio di avanzamento della patologia. Gli interventi che danno risultati migliori sono il cross linking corneale, la iontoforesi corneale ed il trapianto di cornea. 

Cross linking corneale

Questo intervento parachirurgico è un trattamento in grado di rallentare o fermare l’avanzamento del cheratocono. È un intervento parachirurgico in quanto il cross linking non prevede l’utilizzo di incisioni o suture, ed è pertanto non invasivo. Il Cross linking viene utilizzato generalmente contro il cheratocono iniziale, e consiste nella somministrazione sulla superficie corneale di riboflavina, poi attivata con luce ultravioletta UVA.

Iontoforesi corneale

Sviluppata in Italia, la iontoforesi consiste nell’applicazione di un campo elettrico a bassissima intensità durante l’intervento di cross linking. Questa tecnica riduce notevolmente la tempistica dell’intervento e dà ottimi risultati.

Trapianto di cornea

Detto anche cheratoplastica, il trapianto di cornea è la soluzione che si decide di applicare nei casi di cheratocono più avanzati, quando si rende necessario ripristinare la struttura corneale.

Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Sono ancora attive le prenotazioni per gli screening gratuiti del cheratocono offerti dalla Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono. La campagna è rivolta ai cittadini fra i 15 ed il 35 anni di età: puoi prenotare il tuo screening gratuito a partire dal 10 settembre presso il sito ufficiale selezionando il centro aderente più vicino a te.

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

10 settembre – 11 ottobre 2019: dove effettuare lo screening gratuito

Le città aderenti alla prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono sono: Bari, Bologna, Casale Monferrato (AL), Catanzaro, Chieti/Pescara, Firenze, Genova, Lecce, Macerata, Mestre, Milano, Moncalieri (TO), Napoli, Roma, Verona, Villorba (TV). Ti ricordiamo che anche Neovision aderisce alla Campagna per la Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono: se hai piacere di sottoporti allo screening gratuito presso una delle nostre 3 cliniche di Milano, non esitare a selezionarla in fase di prenotazione. Ti aspettiamo!

Al via la prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Prende il via la prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono, promossa dall’Università di Verona, dal Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell’Università di Chieti-Pescara e da Neovision Cliniche Oculistiche, in collaborazione con CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico. La campagna, patrocinata da A.I.CHE – Associazione Italiana Cheratoconici, SOI – Società Oftalmica Italiana e SITRAC – Società Italiana Trapianto di Cornea e con il patrocinio richiesto di Ministero della Salute e Regione Veneto, ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare ancora poco nota: il cheratocono. L’invito è rivolto ai cittadini  fra i 15 ed i 35 anni di età, per uno screening gratuito presso i centri specialistici aderenti dal 10 settembre all’11 ottobre 2019. 

Che cos’è il cheratocono

Una patologia dalle cause ancora poco note

Il cheratocono è una patologia della cornea che, se trascurata, può portare ad una riduzione anche grave della capacità visiva, fino alla cecità. Le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se sembra che vi sia un certo grado di familiarità.

Come si presenta il cheratocono

La cornea di un occhio sano ha una forma tondeggiante: la curvatura è regolare, e la sua struttura è perfettamente trasparente. In presenza di cheratocono, invece, la cornea perde la sua regolare curvatura e si allunga verso l’esterno. La deformazione e l’assottigliamento della cornea comportano anche una perdita di trasparenza: la luce fatica ad oltrepassare la cornea, ed il processo visivo diviene più difficoltoso mano a mano che la patologia peggiora.

Una patologia oculare ancora poco nota

Sfortunatamente, il cheratocono è una patologia poco nota, che può esordire fin dalla pubertà: chi ne è affetto tende spesso a scambiarla per altro (stanchezza, affaticamento), o a sottovalutarla fino a quando i sintomi non si presentano in modo particolarmente evidente. Un campanello d’allarme potrebbe essere un astigmatismo che va via via peggiorando con l’avanzare dell’età.

Come si cura il cheratocono? Perché fare prevenzione è importante?

I trattamenti per il cheratocono esistono, e variano compatibilmente con lo stadio di avanzamento della patologia. La parola d’ordine però, come sempre accade in medicina, è prevenzione. Fare prevenzione e sottoporsi a regolari controlli della salute visiva può essere molto utile per giungere ad una possibile diagnosi in modo tempestivo.

Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

L’obiettivo della Campagna è quello di sensibilizzare la cittadinanza nei confronti di una patologia oculare, il cheratocono, che può pregiudicare seriamente vista. La Campagna è rivolta ai cittadini fra i 15 ed il 35 anni di età: puoi prenotare il tuo screening gratuito a partire dal 10 settembre presso il sito ufficiale selezionando il centro aderente più vicino a te.

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Dove posso sottopormi allo screening gratuito?

Le città aderenti alla prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono sono: Bari, Bologna, Casale Monferrato (AL), Catanzaro, Chieti/Pescara, Firenze, Genova, Lecce, Macerata, Mestre, Milano, Moncalieri (TO), Napoli, Roma, Verona, Villorba (TV). Ti ricordiamo che anche Neovision aderisce alla Campagna per la Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono: se hai piacere di sottoporti allo screening gratuito presso una delle nostre 3 cliniche di Milano, non esitare a selezionarla in fase di prenotazione. Ti aspettiamo!

Cheratocono: cause ignote, cure possibili

Cheratocono cause - Neovision Cliniche Oculistiche

Il cheratocono è una patologia rara sconosciuta ai più. Le cause del cheratocono sono tutt’ora ignote, ma pare che esista un certo grado si famigliarità.

Le sue conseguenze possono portare anche alla perdita della vista. Spesso però, la diagnosi non è precoce e chi ne viene colpito se ne accorge ad uno stadio piuttosto avanzato.

Neovision è tra i centri oculistici d’avanguardia in tema di cheratocono e offre trattamenti di ultima generazione, sia farmacologici che chirurgici, in relazione allo stadio evolutivo della patologia.

Quando si parla di cheratocono, cause e cure relative, come per molte altre malattie, la parola d’ordine è una sola: prevenzione. Per questo abbiamo chiesto a uno dei nostri pazienti di raccontarci la sua storia e poterla pubblicare sul nostro sito: abbiamo pensato che forse, leggendo la storia di Giovanni, anche altri potessero essere stimolati a non sottovalutare alcuni sintomi che, in alcuni casi, possono essere rivelatori di alcune patologie.

Buona lettura!

Cheratocono: cause, sintomi, cure. La prima volta che ne ho sentito parlare

La prima volta che ho sentito la parola cheratocono è stato sei mesi fa. Non appena l’oculista ha pronunciato questa parola non ho avuto particolari reazioni: non avevo proprio idea di cosa si trattasse.

Cheratonono, cause, sintomi, trattamenti: non avevo idea di nulla di tutto ciò.

Sarà colpa dello stress

Nei mesi che hanno preceduto la diagnosi, avevo notato che la mia vista aveva un po’ cominciato a peggiorare: i sintomi del cheratocono cominciavano a manifestarsi, ma io non ne ero ancora consapevole.

Avevo appena cambiato mansione al lavoro e stando tutto il giorno davanti al pc, la prima cosa a cui ho pensato è stato un misto di stanchezza e stress. In effetti pensavo più a qualcosa di psicosomatico che ad un vero e proprio disturbo. Figuriamoci una malattia….

La sensazione di fatica visiva, però, non mi abbandonava e, a volte, mi era anche capitato di vedere doppio. I campanelli d’allarme stavano aumentando, fino a quando una sera, mentre rincasavo da una cena tra amici con la mia ragazza, mi sono accorto che la vista dei fari delle auto mi era quasi insopportabile.

A quel punto non potevo più rimandare…

Marta, la mia ragazza, mi ha quasi obbligato a prenotare immediatamente una visita oculistica, insistendo sul fatto che non potevo continuare così, che guidare in quelle condizioni, col rischio di vedere doppio o di essere abbagliato dai fari delle auto era pericoloso, eccetera eccetera… Quando la mia ragazza si mette in mente una cosa non c’è verso di contrastarla. E in questo caso, posso solo dire “per fortuna”.

La diagnosi

Io lavoro in zona Isola, passo in via Restelli tutti i giorni, quindi mi è subito venuto in mente di chiamare Neovision, anche perché è molto comodo da raggiungere uscendo dall’ufficio. Ho letto un po’ di recensioni e così mi sono definitivamente convinto a chiamare. Mi hanno prenotato un appuntamento per il giorno successivo ed è stato proprio lì che il dottor Monfardini ha pronunciato la parola cheratocono.

Il dottore mi ha spiegato di cosa si trattava e a quel punto, diciamo, un po’ di paura si è fatta sentire: in un primo momento l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era il peggiore degli esiti…

Così ho iniziato a prendere confidenza con quelle parole: cheratocono, cause, cura, trattamenti, interventi, laser, trapianto di cornea e altre ancora…

Poi, però, mi sono tranquillizzato grazie soprattutto alla spiegazione del dottor Monfardini, che ringrazierò sempre per l’umanità e la professionalità con cui mi segue dall’inizio di questa avventura. Nonostante il panico iniziale, non mi sono mai sentito abbandonato a me stesso e, soprattutto, abbiamo individuato la soluzione terapeutica per il mio caso.

 

Adesso sto bene: sono stato fortunato

Adesso sto bene. Diciamo che so qual è il mio nemico, ma soprattutto so che esistono delle cure in relazione ai diversi stadi della malattia che potrebbero presentarsi.

La mia fortuna è stata un mix di fatalità: una fidanzata cocciuta che mi ha praticamente obbligato a fare una visita oculistica. L’incontro con una realtà specializzata e altamente tecnologica che mi ha permesso non solo una diagnosi immediata, ma anche delle cure mirate e moderne.

Non smetterò mai di ringraziare il Dottor Monfardini e tutto lo staff di Neovision che, dal primo momento in cui sono entrato in clinica, ha saputo mettermi a mio agio e seguirmi in tutto il percorso di diagnosi e cura della mia malattia. Troppo spesso ci si dimentica che siamo esseri umani e che la componente psicologica ed emotiva legata alle malattie ha un peso molto forte per le persone che ne sono colpite. Essere seguiti da professionisti che prendono in considerazione questo aspetto non è scontato, ma ha un valore davvero impagabile.

Giovanni Guidi

 

 

Chirurgia refrattiva ieri e oggi: le opzioni

chirurgia refrattiva  - Neovision Cliniche Oculistiche

La chirurgia refrattiva ha lo scopo di correggere in modo permanente i difetti visivi. L’obiettivo di questo articolo è fornire una breve overview sulle tecniche di chirurgia refrattiva e qualche indicazione di massima sulle opzioni che oggi questa offre, per non arrivare del tutto impreparati all’appuntamento con l’oculista.

Breve storia della chirurgia refrattiva

I primissimi interventi di chirurgia refrattiva risalgono agli anni Sessanta del Novecento, in Europa. Si trattava per lo più di tentativi di rimodellamento della cornea, derivanti dall’intuizione che era proprio lì che bisognava intervenire per poter correggere i difetti visivi. Le tecniche però erano ancora piuttosto approssimative e grossolane, e non sempre regalavano al paziente i risultati auspicati.

Gli anni Settanta: la cheratotomia radiale

Finalmente, nel 1977, un medico russo ideò una tecnica chiamata cheratotomia radiale (RK), pensata per appiattire la cornea e correggere la miopia. La tecnica, che ebbe molto successo, si basava sull’esecuzione di alcuni tagli sulla cornea. Ma ben presto anche questa procedura mostrò i suoi limiti.

Gli anni Ottanta: il laser ad eccimeri

Dopo circa una decina d’anni, sia a New York che a Londra si cominciarono a studiare le potenzialità di un nuovissimo strumento, chiamato Excited Dimer, la cui abbreviazione diede vita al nome Excimer. Si trattava del laser ad eccimeri, un particolare laser capace di dar vita ad un campo elettrico che – grazie all’azione di due gas, argon e fluoro, provocava la liberazione di fotoni. La particolare lunghezza d’onda di queste particelle di energia agisce sulla cornea rompendo i legami molecolari e vaporizzandola. Grazie a questo laser così rivoluzionario, si cominciarono a praticare i primi interventi di correzione dei difetti visivi capaci di regalare risultati affidabili e stabili nel tempo.

Un nuovo protagonista della chirurgia refrattiva: il laser a femtosecondi

Oggi il laser ad eccimeri è ancora uno dei grandi protagonisti degli interventi di chirurgia refrattiva. L’intervento di cheratotomia refrattiva, conosciuto anche come PRK, si esegue proprio con questo tipo di laser. Con l’avvento del laser a femtosecondi – un potentissimo laser a nanoimpulsi – è stata messa a punto una nuova tecnica, chiamata Femto-LASIK. Nell’intervento con tecnica Femto-LASIK il laser ad eccimeri lavora in abbinamento al laser a femtosecondi.

La chirurgia refrattiva oggi

Possiamo affermare dunque che attualmente le tecniche più diffuse e sicure per l’esecuzione dell’intervento laser per la correzione permanente dei difetti visivi siano la PRK e la Femto-LASIK.

Qual è la differenza tra la tecnica PRK e la tecnica Femto-LASIK?

Le differenze tra le due tecniche di chirurgia refrattiva sono principalmente due:

  1. Gli strumenti usati per l’esecuzione. Come detto, nella PRK si usa esclusivamente il laser ad eccimeri, mentre nella Femto-LASIK si usa il laser ad eccimeri in abbinamento con il laser a femtosecondi;
  2. Lo strato della cornea su cui si effettua il trattamento: la PRK agisce sulla superficie della cornea, mentre la tecnica Femto-LASIK agisce all’interno dello spessore corneale.

Verso quale tecnica orientarsi?

Entrambe le tecniche di chirurgia refrattiva sono sicure ed altamente vantaggiose. Una visita oculistica specialistica ed un colloquio approfondito con l’oculista vi aiuteranno a prendere la decisione migliore. Sarà l’oculista, infatti, ad indirizzarvi verso la tecnica migliore sulla base del vostro stato di salute oculare e delle vostre esigenze.

Quali sono i parametri che rendono idonei all’intervento laser?

I parametri che saranno presi in esame durante la visita specialistica per la chirurgia refrattiva, saranno:

  • Stato di salute generale dell’apparato visivo;
  • Tipologia ed entità dei difetti visivi;
  • Stabilità dei difetti visivi;
  • Caratteristiche della cornea;
  • Esigenze personali, stile di vita, età.

Vuoi sapere di più sulle tecniche di chirurgia refrattiva?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 allo 02 3031 7600.

Cheratocono: problemi per Stephen Curry dell’NBA

cheratocono - Neovision Cliniche Oculistiche

Stephen Curry, uno dei migliori giocatori dell’NBA americana, nonché un vero specialista dei tiri da tre punti con all’attivo oltre 403 tiri al canestro in una sola stagione, ha scoperto di avere un problema agli occhi. Avendo constatato una difficoltà visiva ed un leggero calo del suo rendimento in campo, Curry si è recato dall’oculista, dove ha ricevuto una diagnosi di cheratocono. Cos’è il cheratocono? Come si cura? Facciamo un pò di chiarezza su questo argomento ancora poco conosciuto.

Cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia sicuramente meno nota di altre come la cataratta ed il glaucoma, ma ugualmente seria. Le conseguenze del cheratocono, se trascurato, non diagnosticato per tempo oppure erroneamente scambiato per astigmatismo, possono essere particolarmente gravi, ed in ogni caso pregiudicano sensibilmente la visione di chi ne è affetto. Per un motivo che la scienza non è ancora stata in grado di identificare, la cornea malata di cheratocono si deforma progressivamente e le fibre di collagene che la compongono perdono la loro conformazione. Questa deformazione porta ad una perdita della sua forma regolarmente convessa e della sua perfetta trasparenza. Mano a mano che il tempo passa, la cornea subisce uno sfiancamento verso l’esterno e la visione si fa sempre più difficoltosa.

Come si cura il cheratocono?

Sfortunatamente, al momento non esistono farmaci in grado di contenere la progressiva deformazione della cornea, né di ridurre lo sfiancamento già in atto.

Lenti a contatto per cheratocono

Il giocatore dell’NBA americana Stephen Curry si è recato dall’oculista non appena si è reso conto di avere qualche difficoltà visiva ed è riuscito a risolvere il problema con un paio di lenti a contatto specifiche per cheratocono. Ad oggi, infatti, esistono diverse tipologie di lenti a contatto personalizzabili e ben tollerate pensate proprio per chi è affetto da deformità corneali. Queste lenti possono offrire una situazione di comfort visivo ai pazienti affetti dalla patologia nel suo stadio iniziale.

Cross-linking corneale

Il cross-linking è un trattamento non chirurgico che si basa sulla somministrazione locale di riboflavina, una sostanza che si attiva grazie ad un fascio di luce ultravioletta e che “nutre” la cornea migliorandone la struttura e rendendola più resistente alla deformazione. Questo trattamento è utile a rallentare la progressione del cheratocono. Con l’avvento del cross-linking, la necessità di ricorrere ai trapianti si è ridotta di circa il 30%.

Anelli intracorneali

Gli anelli intrastromali, o semi anelli di materiale plastico biocompatibile, si inseriscono nella cornea per regolarizzarne la forma, per dare più compattezza e per meglio contenere il processo di sfiancamento (deformazione) verso l’esterno della cornea stessa. E’ un intervento chirurgico che è in grado di restituire una buona visione a tutti i pazienti affetti da cheratocono nello stadio iniziale.

Cheratoplastica: il trapianto di cornea

Il trapianto di cornea si programma quando la patologia ha raggiunto uno stadio avanzato e la cornea è talmente danneggiata, per la perdita di forma e trasparenza, che la visione ne risulta gravemente compromessa dalla perdita di forma e di trasparenza della membrana. Poiché la cornea è composta da diversi strati (si immagini una cipolla), allora sarà possibile sostituire solamente uno di questi oppure tutti assieme. Si parlerà allora di cheratoplastica lamellare, nel primo caso, oppure perforante, nel secondo.

Leggi anche: cheratocono, sintomi e terapia

Un gel per riparare la cornea? La scienza dice forse sì

gel - Neovision Cliniche Oculistiche

Mano a mano che il tempo passa la ricerca scientifica applicata sia all’oftalmologia sia a molte altre branche della medicina fa davvero passi da gigante, lasciando sempre meno spazio all’immaginazione. Oggi è la volta di una scoperta che, se applicata concretamente alla medicina oftalmica, potrebbe portare indubbio beneficio a tutti quei pazienti che soffrono di patologie della cornea in uno stadio piuttosto avanzato. 

La scoperta: un materiale in gel capace di riparare i danni alla cornea

La novità alla quale ci riferiamo non è ancora approdata concretamente al mondo della chirurgia oftalmica ed è ancora in fase sperimentale. Tuttavia, se confermata, essa potrebbe davvero assumere la valenza di una piccola grande rivoluzione per i pazienti affetti da patologie della cornea. Al momento molti di questi pazienti devono fare i conti con la possibilità di affrontare una cheratoplastica. La ricerca in questione è stata condotta da Reza Dana, docente di oftalmologia alla Harvard Medical School di Boston, e responsabile del servizio Cornea e Chirurgia Refrattiva al Massachussets Eye and Ear. La ricerca ha consentito di mettere a punto uno speciale materiale in gel adesivo capace di riparare la cornea anche laddove questa sia gravemente compromessa dall’avanzamento di una patologia come per esempio il cheratocono.

Un processo di rigenerazione cellulare attivato da un raggio di luce ultravioletta

Questo gel contiene al suo interno delle molecole che si attivano con la luce blu. Grazie ad una speciale tecnologia, esse si fondono con quelle naturalmente presenti sulla cornea dando vita a nuove cellule più resistenti e sane. Il principio che sta a monte ricorda vagamente quello di un’altra procedura attualmente in uso per il trattamento del cheratocono, il cross linking corneale. Quest’ultimo ha lo scopo di rinforzare i legami tra le molecole che formano la cornea e prevede l’applicazione topica di riboflavina attivata da uno speciale raggio di luce ultravioletta.

I limiti della scoperta

Come detto, la scoperta se confermata avrà senza dubbio dei risvolti interessanti per molte persone affette da patologie anche gravi della cornea. Al momento però il gel individuato e messo a punto dal professor Reza Dana necessita di essere ulteriormente testato. Il dubbio avanzato da molti studiosi è che il processo di polimerizzazione della molecola tramite luce blu, possa dar vita ad una porzione di tessuto corneale rinnovata e rigenerata ma non completamente trasparente.

Le cellule di collagene delle quali è fatta la cornea sono disposte, per natura, in modo perfettamente parallele le une alle altre. Questa disposizione garantisce la perfetta trasparenza della struttura e il passaggio dei raggi solari.

Se il gel dovesse rigenerare il tessuto corneale ma non garantirne la perfetta trasparenza, l’aver trattato la lesione potrebbe comunque non garantire l’effetto sperato al paziente, ovvero non restituire la visione perfettamente nitida. Non ci resta che attendere i risultati dei nuovi test che il professor Dana condurrà in futuro, per sapere se il benessere di molti pazienti – affetti per esempio da cheratocono – potrà dipendere anche da questo innovativo materiale in gel. 

Fonte: Science Advances

5 cose che non sai sull’astigmatismo

L’astigmatismo è un disturbo oculare che rientra nel gruppo dei cosiddetti difetti visivi. Il soggetto astigmatico ha una generale difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti – tanto vicini quanto lontani – a causa di un’errata curvatura della cornea. Se un astigmatismo lieve porta a vedere i contorni degli oggetti un po’ meno nitidi del dovuto, un astigmatismo particolarmente marcato porta con sé una generale difficoltà nella visione dei contorni delle cose, che appaiono sfocate e, nei casi peggiori, distorte. Tuttavia, ci sono 5 cose che forse non sai sull’astigmatismo. Eccole elencate. 

1 – Chi più chi meno, siamo tutti un po’ astigmatici

La cornea di una persona astigmatica non è perfettamente sferica, ma è leggermente ovoidale. Il classico paragone che si usa fare per spiegare che cosa sia l’astigmatismo è proprio quello della palla da calcio che assume i contorni della palla da rugby. E’ un po’ quello che succede alla cornea di un astigmatico. Eppure, devi sapere che in natura la perfezione assoluta non esiste. Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo un leggero e spesso impercettibile grado di astigmatismo.

2 – Esistono diversi tipi di astigmatismo

L’astigmatismo può essere regolare oppure irregolare. Nell’astigmatismo regolare, che è il più diffuso, la cornea presenta la medesima curvatura lungo ciascun meridiano. Inoltre, i due meridiani principali si incrociano a formare un angolo retto. L’astigmatismo irregolare invece si caratterizza per una variabilità della curvatura anche lungo ciascun meridiano. Il secondo tipo è più difficile da correggere, specie se con l’ausilio di occhiali da vista o lenti a contatto.

3 – L’astigmatismo può essere anche un “sintomo” del cheratocono

L’astigmatismo può anche essere causato – tra le altre cose –  da una patologia oculare degenerativa chiamata cheratocono. Nel cheratocono, la cornea si deforma e si allunga perdendo progressivamente struttura e compattezza. La persona affetta da cheratocono sperimenta un progressivo peggioramento della capacità visiva ed un certo grado di astigmatismo.

4 – L’astigmatismo può manifestarsi assieme ad altri difetti visivi

Chi soffre di astigmatismo può anche soffrire di altri difetti visivi, come la miopia e l’ipermetropia. L’astigmatismo, infatti, non esclude la presenza di altri difetti refrattivi. Si parlerà dunque di astigmatismo miopico, astigmatismo ipermetropico, o astigmatismo misto, quando esso è concomitante ad entrambi gli altri difetti visivi.

5 – L’astigmatismo si può correggere in modo definitivo

L’astigmatismo si può correggere grazie ad un intervento laser con tecnica Femto-Lasik. Si tratta di una procedura disponibile nei centri d’eccellenza come Neovision, che coniuga la perizia di specialisti esperti all’uso di tecnologie d’avanguardia come il laser a femtosecondi. Grazie a questo intervento, la curvatura della cornea viene corretta così da riportare il punto di fuoco al posto giusto.

Stanco dell’astigmatismo? Il primo passo si chiama FREEDOM

FREEDOM è la visita oculistica specialistica approfondita ed accurata che Neovision propone a chi soffre di un difetto visivo e sta pensando di sottoporsi alla chirurgia refrattiva. Con FREEDOM è possibile valutare e confermare l’idoneità all’intervento per la correzione dei difetti visivi FEMTO LASIK. Un intervento di ultima generazione, veloce ed indolore che consente di risolvere in modo definitivo non solo l’astigmatismo, ma anche la miopia, l’ipermetropia e la presbiopia. Per prenotare il tuo appuntamento chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.

 

Il cheratocono: sintomi e terapia

Il cheratocono è una patologia degenerativa della cornea che ne provoca una progressiva deformazione. Le cause della patologia sono ancora oggetto d’indagine, mentre per quanto riguarda le possibilità di trattamento, ad oggi esistono diverse soluzioni, selezionabili in base all’avanzamento della malattia. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul tema. 

Cos’è il cheratocono

Come anticipato, il cheratocono è una patologia che colpisce la cornea, ovvero quella preziosissima lente che si trova nella parte anteriore dell’occhio e che, in virtù della sua perfetta trasparenza, garantisce un ottimale passaggio dei raggi luminosi verso l’interno. Quando ci si ammala di cheratocono, la cornea si deforma e si assottiglia, perde la sua forma regolare e tende ed assumere una forma leggermente allungata verso l’esterno. Come conseguenza di questa deformazione, le fibre di collagene che compongono la cornea perdono la loro struttura determinando, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia, una perdita della sua trasparenza. E la visione, che prima era nitida, si impoverisce progressivamente diventando sempre più difficoltosa. Sfortunatamente le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se c’è chi avanza l’ipotesi che vi sia una predisposizione genetica.

Come si risolve il cheratocono

Il cross-linking corneale

Ad oggi, i farmaci non sono sufficienti a curare il cheratocono, né ad arrestarne la progressione. Nelle fasi d’esordio della patologia si può ricorrere ad un trattamento non chirurgico chiamato cross-linking. Si tratta di un trattamento che, grazie all’applicazione locale di una sostanza chiamata riboflavina che viene attivata da una luce ultravioletta, aiuta a rendere la cornea più stabile e resistente rinforzando i legami delle fibre di collagene che la compongono.

Anelli intra-corneali ad azione contenitiva

Se la patologia è invece ad uno stadio più avanzato, si può ricorrere ad un intervento chirurgico che consiste nell’inserimento, nella cornea, di anellini di un materiale plastico biocompatibile che contengono la cornea limitandone lo sfiancamento.

Cheratoplastica lamellare o cheratoplastica perforante

Infine, nei casi particolarmente gravi, si più ricorrere ad al trapianto della cornea, che può essere parziale – lamellare – oppure totale – perforante, a seconda della situazione clinica del paziente.

Vuoi saperne di più?

Se vuoi saperne di più oppure desideri prenotare una visita oculistica specialistica, chiama dal lunedi al venerdi allo 02.30317600.

PRK o Lasik? Ecco le differenze

 

PRK o LASIK, ecco le differenze

Se stai pensando ad una soluzione definitiva che ti consenta di fare a meno di lenti a contatto e/o occhiali, sicuramente avrai sentito parlare dell’esistenza di un “intervento laser”. Tuttavia, le tipologie e le metodiche di intervento ad oggi esistenti non sono tutte uguali. In questo breve articolo ti illustriamo le differenze tra l’intervento PRK e l’intervento LASIK, dei quali forse avrai già sentito parlare.

L’intervento per la correzione dei difetti visivi si effettua oggi grazie ad un laser che, sul finire degli anni Ottanta, ha rivoluzionato il mondo dell’oftalmologia e della chirurgia oftalmica: il laser ad eccimeri. Questo laser, che in questi trent’anni ha subito tanti e importanti perfezionamenti tanto da renderlo quasi perfetto per il lavoro che deve fare, consente di ottenere risultati eccellenti e particolarmente precisi. Se inizialmente l’intervento veniva eseguito totalmente con l’ausilio di questo specifico laser, in seconda battuta la chirurgia oftalmica si è arricchita di un altro tipo di laser, il laser a femtosecondi, che ha affiancato quello ad eccimeri snellendo la metodica ed arricchendola di indubbi ed innumerevoli vantaggi. Le metodiche esistenti ad oggi sono dunque due:

PRK

L’intervento per la correzione permanente dei difetti visivi con tecnica PRK viene eseguito totalmente con l’ausilio del laser ad eccimeri. In questo caso, il laser “scolpisce” opportunamente la cornea così da correggere il difetto visivo. Questa tecnica è ancora ampiamente in uso in molte strutture, tuttavia tempi di recupero sono un pò lunghi ed il paziente può sperimentare un certo fastidio o dolore dopo l’intervento, per via del lento processo di guarigione della cornea, considerata l’ampia area superficiale trattata.

LASIK

L’avvento della tecnica Lasik ha consentito all’intervento laser per la correzione permanente dei difetti visivi di diventare più agevole e meno fastidioso (soprattutto nel periodo post operatorio) per il paziente. La tecnica Lasik consiste nell’effettuare un’incisione lamellare dello strato superficiale della cornea per consentire al laser ad eccimeri di lavorare poi sulla sezione sottostante. L’incisione lamellare viene eseguita con il laser a femtosecondi, che garantisce precisione, controllabilità e personalizzazione del taglio, senza l’uso di lame, ma con sola luce. La “lamella” di cornea, al termine dell’intervento, viene poi ricollocata al suo posto con precisione millimetrica. Anche in questo caso non si rendono necessari punti di sutura o bendaggi, ma il recupero post operatorio è ben più veloce e meno fastidioso rispetto alla PRK.

Intervento laser per la correzione dei difetti visivi con tecnica Femto-Lasik

La tecnica che si esegue durante l’intervento che ti abbiamo sopra descritto prende il nome di Femto-Lasik e si effettua oggi solamente in pochi centri d’avanguardia sul territorio. La buona riuscita dell’intervento dipende infatti da due fattori concomitanti: la disponibilità di una struttura moderna dotata delle tecnologie sopra descritte, e la presenza di un chirurgo di grande perizia ed esperienza nel quale riporre la tua fiducia. In Neovision disponiamo di entrambi i fattori, e generalmente preferiamo proporre la tecnica Femto-Lasik rispetto alla oramai obsoleta PRK. Per qualunque chiarimento in merito alle differenze tra PRK e LASIK e sull’intervento per la correzione permanente dei difetti visivi con tecnica FEMTO-LASIK, non esitare a contattarci dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 allo 02 30317600

Spray al peperoncino negli occhi? Ecco cosa fare

Nelle ultime settimane si è sentito spesso parlare di spray al peperoncino, un dispositivo di autodifesa che si può facilmente acquistare sia online che presso negozi fisici e che si può tenere comodamente in tasca ed usare all’occorrenza per allontanare eventuali aggressori. Tuttavia non è infrequente che, soprattutto tra i più giovani, si faccia un uso sbagliato dello spray al peperoncino. Cosa fare se la sostanza urticante contenuta nello spray entra in contatto con gli occhi?

Ecco qualche consiglio utile per rimuovere lo spray al peperoncino dagli occhi ed alleviare i sintomi di irritazione. Ricordiamo, tuttavia, che prima di prendere qualunque iniziativa che esuli da questi blandi consigli, è sempre bene consultare l’oculista oppure, se questi non è reperibile, recarsi presso il pronto soccorso più vicino.

Due cose da fare

1 – Lenti a contatto

Se nel momento in cui entrate in contatto con lo spray al peperoncino state indossando le lenti a contatto, la prima cosa da fare è sicuramente toglierle. Togliendo le lenti, toglierete anche lo spray che si è depositato su di esse, alleviando il bruciore.

2 – Acqua fresca

Bagnate gli occhi con acqua fresca corrente, che aiuterà a lavare via lo spray urticante, anche se non completamente: di solito questi prodotti hanno una base oleosa davvero difficile da eliminare. Bagnate senza strofinare, e l’acqua fresca vi darà sollievo.

Due cose da non fare

1 – Strofinare

Anche se l’istinto è quello di toccare, premere e strofinare gli occhi, cercate di resistere. Strofinando non fareste altro che spargere il liquido urticante anche laddove forse non è ancora arrivato, e peggiorereste la situazione. Aprite e chiudete gli occhi più volte, cosicché il film lacrimale eserciti la sua naturale funzione di “lavaggio” dell’occhio. Anche quando bagnerete l’occhio con acqua fresca corrente, non strofinate, ma tamponate delicatamente.

2 – Usare colliri, saponi o altri prodotti

Se non siete né medici né oculisti e non siete sicuri di quello che state facendo, evitate di prendere iniziative che potrebbero innescare un peggioramento dei sintomi o altri danni ai tessuti oculari, in primis la cornea o la congiuntiva. Probabilmente in rete leggerete una miriade di consigli circa tipologie di saponi o addirittura “ingredienti” da usare per lavare gli occhi dallo spray al peperoncino. Lo stesso vale per i colliri che potreste avere sottomano. Non fate nulla di tutto ciò prima di aver consultato l’oculista o il pronto soccorso.