L’Intervento laser occhi con FemtoLASIK per la correzione definitiva dei difetti visivi è una procedura che, ogni giorno, rende felici migliaia di persone. Sia per le sue caratteristiche, sia per i risultati che può regalare. Un intervento che si presta bene a risolvere uno o più difetti visivi di entità da lieve a media, restituendo una capacità visiva ottimale caratterizzata da un “effetto HD” sorprendente. In fondo all’articolo trovi la video intervista a Frederic, che si è recentemente sottoposto all’intervento presso le nostre cliniche Neovision.
Intervento laser occhi con FemtoLASIK: cos’è?
L’intervento laser occhi per la correzione permanente dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK è una procedura di breve durata, indolore e dall’elevatissimo apporto tecnologico. I protagonisti di questo tipo di intervento sono il laser a femtosecondi ed il laser ad eccimeri, guidati naturalmente dalla mano esperta del chirurgo.
Se il laser ad eccimeri ormai è un veterano di questo genere di procedure, non si può dire lo stesso del laser a femtosecondi, che ha rivoluzionato il modo di correggere i difetti visivi con una lunga serie di vantaggi:
precisione millimetrica dell’incisione
customizzazione dell’intervento
guarigione e recupero più rapidi
nessun punto di sutura o bendaggio
velocità di esecuzione
nessun dolore durante o dopo l’intervento
In cosa consiste l’intervento laser occhi con FemtoLASIK?
L’intervento laser occhi avviene in 3 fasi:
Il laser a femtosecondi esegue un’incisione sullo strato superiore della cornea, andando ad aprire una sorta di finestrella che viene sollevata temporaneamente.
Il laser ad eccimeririmodella la porzione sottostante di cornea secondo le esigenze specifiche del paziente.
Il lembo di cornea precedentemente sollevato viene riposizionato nella sua sede senza necessità di apporre punti di sutura o bendaggi di sorta. L’intera procedura dura pochi minuti ed è totalmente indolore. Per eseguirla, infatti, bastano alcune gocce di collirio anestetico.
Quale difetto visivo è possibile correggere con la FemtoLASIK?
L’intervento laser occhi per la correzione permanente dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK consente di correggere miopia, ipermetropia ed astigmatismo di entità da lieve a media. E’ possibile operare un occhio alla volta oppure entrambi gli occhi insieme, correggendo anche più difetti visivi allo stesso tempo.
Intervento laser occhi FemtoLASIK: il racconto di Frederic
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Cross linking corneale e trapianto di cornea sono due fra le migliori tecniche per il trattamento del cheratocono. Nel video registrato in occasione della conferenza stampa per l’inaugurazione della prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono, la dott.ssa Felicita Norcia di Neovision spiega con il Dott. Lucio Buratto come queste tecniche vengono applicate.
Il cheratocono
Il cheratocono è una malattia oculare che causa l’assottigliamento e la deformazione della cornea. Se trascurato, il cheratocono può causare una riduzione della vista anche molto grave, fino alla cecità . Le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se sembra che vi sia un certo grado di familiarità .
La cornea sana presenta una curvatura regolare ed ha una struttura perfettamente trasparente. In presenza di cheratocono, invece, la cornea perde la sua regolare curvatura e si allunga verso l’esterno. La deformazione e l’assottigliamento della cornea causano inoltre una perdita di trasparenza, rendendo così il processo visivo sempre più difficoltoso.
Cross linking corneale e trapianto di cornea: si può curare il cheratocono?
I trattamenti per il cheratocono esistono, e variano a seconda dello stadio di avanzamento della patologia. Gli interventi che danno risultati migliori sono il cross linking corneale, la iontoforesi corneale ed il trapianto di cornea.
Cross linking corneale
Questo intervento parachirurgico è un trattamento in grado di rallentare o fermare l’avanzamento del cheratocono. È un intervento parachirurgico in quanto il cross linking non prevede l’utilizzo di incisioni o suture, ed è pertanto non invasivo. Il Cross linking viene utilizzato generalmente contro il cheratocono iniziale, e consiste nella somministrazione sulla superficie corneale di riboflavina, poi attivata con luce ultravioletta UVA.
Iontoforesi corneale
Sviluppata in Italia, la iontoforesi consiste nell’applicazione di un campo elettrico a bassissima intensità durante l’intervento di cross linking. Questa tecnica riduce notevolmente la tempistica dell’intervento e dà ottimi risultati.
Trapianto di cornea
Detto anche cheratoplastica, il trapianto di cornea è la soluzione che si decide di applicare nei casi di cheratocono più avanzati, quando si rende necessario ripristinare la struttura corneale.
Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono
Sono ancora attive le prenotazioni per gli screening gratuiti del cheratocono offerti dalla Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono. La campagna è rivolta ai cittadini fra i 15 ed il 35 anni di età : puoi prenotare il tuo screening gratuito a partire dal 10 settembre presso il sito ufficiale selezionando il centro aderente più vicino a te.
10 settembre – 11 ottobre 2019: dove effettuare lo screening gratuito
Le città aderenti alla prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono sono: Bari, Bologna, Casale Monferrato (AL), Catanzaro, Chieti/Pescara, Firenze, Genova, Lecce, Macerata, Mestre, Milano, Moncalieri (TO), Napoli, Roma, Verona, Villorba (TV). Ti ricordiamo che anche Neovision aderisce alla Campagna per la Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono: se hai piacere di sottoporti allo screening gratuito presso una delle nostre 3 cliniche di Milano, non esitare a selezionarla in fase di prenotazione. Ti aspettiamo!
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La cataratta è una patologia oculare che coinvolge il cristallino, la piccola lente collocata dentro il nostro occhio: uno dei responsabili della funzione visiva. Senza un cristallino sano e perfettamente funzionante, vedere sarebbe praticamente impossibile. Ma che fare quando il cristallino si ammala? E quali sono i casi in cui questo accade? Ecco elencati i 6 tipi di cataratta. Conosciamoli meglio uno ad uno.
Tipi di cataratta: una visione d’insieme
La cataratta è l’opacizzazione del cristallino. Quando il cristallino si opacizza, cioè perde progressivamente la sua trasparenza, i raggi luminosi faticano sempre di più ad attraversarlo e a raggiungere la retina. Come conseguenza di questa difficoltà , la visione si fa sempre meno vivida e nitida e più incerta.
Quanti tipi di cataratta esistono?
Di seguito illustriamo i 6 tipi di cataratta che è possibile contrarre. Di questi, quella senile è più frequente. Ma anche le altre hanno un’incidenza che non andrebbe sottovalutata, ragion per cui non ci stancheremo mai di ripetere che fare prevenzione è fondamentale.
1 – Cataratta congenita
Fra i tipi di cataratta esistenti, la cataratta congenita, come suggerisce lo stesso nome, è quella presente sin dalla nascita. La cataratta congenita può essere monolaterale o bilaterale. Le cause possono essere molteplici:
una causa di tipo genetico;
una malattia contratta dalla madre durante il primo trimestre della gestazione (varicella, rosolia, herpes sistemico, parotite…);
l’assunzione di farmaci particolari da parte della madre, sempre in fase gestazionale;
l’esposizione della madre ai raggi X in gravidanza.
La cataratta congenita si può curare?
Sì, a patto che venga diagnosticata e trattata in modo tempestivo, con un intervento chirurgico.
2 – Cataratta giovanile
Nella cataratta giovanile il sintomo è sempre lo stesso, ovvero l’opacizzazione del cristallino, ma le cause possono essere differenti. Si tratta naturalmente di una cataratta che compare in giovane età .
La cataratta giovanile si può curare?
Certamente, la cataratta giovanile si può trattare ricorrendo all’intervento per la sostituzione del cristallino. L’intervento si chiama facoemulsificazione, e prevede che il cristallino naturale, oramai opacizzato, venga frammentato con gli ultrasuoni e rimosso. Al termine di questa operazione, il cristallino viene sostituito con uno artificiale, perfettamente trasparente e destinato a durare per sempre.
3 – Cataratta diabetica
La presenza di alcune patologie sistemiche può predisporre all’insorgenza della cataratta. La più nota e comune tra queste è il diabete. La cataratta diabetica si caratterizza, come le altre, da un’opacizzazione del cristallino. Non dimentichiamo che il diabete predispone anche all’insorgenza altre patologie oculari, come la maculopatia diabetica o di la retinopatia diabetica.
La cataratta diabetica si può curare?
La cataratta diabetica è trattabile con un intervento di rimozione della stessa, proprio come accade per quella senile. Nel caso di un paziente affetto da diabete, però, è bene sottolineare l’importanza di curare opportunamente anche il diabete stesso. Affidatevi ad uno specialista diabetologo di fiducia e fatevi seguire con costanza, osservando alla lettera le indicazioni terapeutiche che egli vi fornisce.
4 – Cataratta traumatica
Un trauma forte, come una contusione o una ferita possono causare l’insorgenza della cataratta, a qualunque età . Naturalmente, a seconda del tipo di trauma, questa cataratta potrà essere monolaterale o bilaterale.
La cataratta traumatica si può curare?
Qualora la causa sia traumatica, non si pensi che una volta guariti gli altri eventuali sintomi causati dal trauma (ferite, ematomi), guarisca anche la cataratta. L’opacizzazione del cristallino è un processo irreversibile, a prescindere dalla sua causa. Anche la cataratta traumatica si può curare. Come per gli altri tipi di cataratta, si procede con l’intervento di sostituzione del cristallino.
5 – Cataratta secondaria
La cataratta secondaria può manifestarsi, talvolta, a seguito dell’intervento di facoemulsificazione. Si tratta di un’opacizzazione della capsula posteriore, ovvero della parte posteriore dell’involucro che conteneva precedentemente il cristallino naturale.
La cataratta secondaria si può curare?
La cataratta secondaria si risolve in modo definitivo con un semplice e veloce ritocco eseguito con un laser specifico, del tutto indolore.
6 – Cataratta senile
La cataratta senile è quella tipica dell’età avanzata. E’ la cataratta più diffusa, e quella per la quale oggi si opera con maggior frequenza. L’opacizzazione del cristallino ha inizio intorno ai 60 anni e avanza progressivamente mano a mano che l’età avanza. La vista si fa sempre più difficoltosa: un ostacolo difficile da affrontare, se si considera che in età avanzata subentrano anche altre difficoltà , come per esempio quelle di tipo motorio, oppure relative all’udito o di altro tipo ancora.
La cataratta senile si può curare?
La cataratta senile si può curare. Il consiglio che diamo ai nostri pazienti è quello di fare molta prevenzione in modo tale da raggiungere una eventuale diagnosi in modo tempestivo, per 3 motivi fondamentali:
Autonomia e indipendenza. Chi sceglie di procedere all’intervento quando ancora l’età non è troppo avanzata, potrà regalarsi una terza età serena, vissuta in modo il più indipendente ed autonomo possibile.
Salute oculare. Una cataratta trascurata e lasciata progredire toppo a lungo rischia di innescare altri problemi oculari, come un aumento della pressione intraoculare, per esempio. Al contrario, l’intervento di cataratta può aiutare a stabilizzare la pressione intraoculare.
Possibilità di risolvere i propri difetti visivi. L’intervento di cataratta offre la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di moderni cristallini artificiali. Questi cristallini, chiamati anche lenti intraoculari, sono altamente personalizzabili e possono essere, per fare un esempio, monofocali o multifocali. Operare significa dunque non solo vedere bene, ma anche tornare a vedere meglio di prima.
A proposito di lenti intraoculari personalizzabili, leggi anche:
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Tipologie di chirurgia refrattiva | La chirurgia refrattiva ha lo scopo di correggere in modo permanente i difetti visivi. L’obiettivo di questo articolo è fornire una breve overview sulle tecniche di chirurgia refrattiva e qualche indicazione di massima sulle opzioni che oggi questa offre, per arrivare preparati all’appuntamento con l’oculista.
Tipologie di chirurgia refrattiva: breve storiaÂ
I primissimi interventi di chirurgia refrattiva risalgono agli anni Sessanta del Novecento, in Europa. Si trattava per lo più di tentativi di rimodellamento della cornea, derivanti dall’intuizione che era proprio lì che bisognava intervenire per poter correggere i difetti visivi. Le tecniche però erano ancora piuttosto approssimative e grossolane, e non sempre regalavano al paziente i risultati auspicati.
Tipologie di chirurgia refrattiva negli anni ’70: la cheratotomia radiale
Finalmente, nel 1977, un medico russo ideò una tecnica chiamata cheratotomia radiale (RK), pensata per appiattire la cornea e correggere la miopia. La tecnica, che ebbe molto successo, si basava sull’esecuzione di alcuni tagli sulla cornea. Ma ben presto anche questa procedura mostrò i suoi limiti.
Tipologie di chirurgia refrattiva negli anni ’80:Â il laser ad eccimeri
Dopo circa una decina d’anni, sia a New York che a Londra si cominciarono a studiare le potenzialità di un nuovissimo strumento, chiamato Excited Dimer, la cui abbreviazione diede vita al nome Excimer. Si trattava del laser ad eccimeri, un particolare laser capace di dar vita ad un campo elettrico che – grazie all’azione di due gas, argon e fluoro, provocava la liberazione di fotoni. La particolare lunghezza d’onda di queste particelle di energia agisce sulla cornea rompendo i legami molecolari e vaporizzandola. Grazie a questo laser così rivoluzionario, si cominciarono a praticare i primi interventi di correzione dei difetti visivi capaci di regalare risultati affidabili e stabili nel tempo.
Un nuovo protagonista della chirurgia refrattiva: il laser a femtosecondi
Oggi il laser ad eccimeri è ancora uno dei grandi protagonisti degli interventi di chirurgia refrattiva. L’intervento di cheratotomia refrattiva, conosciuto anche come PRK, si esegue proprio con questo tipo di laser. Con l’avvento del laser a femtosecondi – un potentissimo laser a nanoimpulsi – è stata messa a punto una nuova tecnica, chiamata Femto-LASIK. Nell’intervento con tecnica Femto-LASIK il laser ad eccimeri lavora in abbinamento al laser a femtosecondi.
Le tipologie di chirurgia refrattiva oggi
Possiamo affermare dunque che attualmente le tecniche più diffuse e sicure per l’esecuzione dell’intervento laser per la correzione permanente dei difetti visivi siano la PRK e la Femto-LASIK.
Qual è la differenza tra la tecnica PRK e la tecnica Femto-LASIK?
Le differenze tra le due tecniche di chirurgia refrattiva sono principalmente due:
Gli strumenti usati per l’esecuzione. Come detto, nella PRK si usa esclusivamente il laser ad eccimeri, mentre nella Femto-LASIK si usa il laser ad eccimeri in abbinamento con il laser a femtosecondi;
Lo strato della cornea su cui si effettua il trattamento: la PRK agisce sulla superficie della cornea, mentre la tecnica Femto-LASIK agisce all’interno dello spessore corneale.
PRK o FemtoLASIK: quale scegliere?
Entrambe le tecniche di chirurgia refrattiva sono sicure ed altamente vantaggiose. Una visita oculistica specialistica ed un colloquio approfondito con l’oculista vi aiuteranno a prendere la decisione migliore. Sarà l’oculista, infatti, ad indirizzarvi verso la tecnica migliore sulla base del vostro stato di salute oculare e delle vostre esigenze.
Quali sono i parametri che rendono idonei all’intervento laser?
I parametri che saranno presi in esame durante la visita specialistica per la chirurgia refrattiva, sono:
Stato di salute generale dell’apparato visivo;
Tipologia ed entità dei difetti visivi;
Stabilità dei difetti visivi;
Caratteristiche della cornea;
Esigenze personali, stile di vita, età .
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L’intervento di cataratta è una procedura di routine alla quale la maggior parte delle persone in età matura o avanzata si sottopone senza timore. Al contrario di quanto accadeva un tempo, quando la cataratta si lasciava progredire ad oltranza e non era infrequente imbattersi in persone ipovedenti o non vedenti proprio per questa ragione, oggi la tendenza è tutt’altra. Da un lato si tende sempre di più a fare prevenzione e dunque ad affrontare i problemi prima che questi diventino più importanti; dall’altro, grazie ai progressi della tecnologia applicata alla chirurgia oftalmica, l’intervento di cataratta è diventato davvero un trattamento di routine. Quello che forse non tutti sanno, però , è che l’intervento è altamente personalizzabile: un vero e proprio intervento di cataratta su misura.
Così come accade per la chirurgia refrattiva, anche per quanto riguarda l’intervento di cataratta, la procedura è altamente personalizzabile. Questo accade in virtù di 2 fattori, che vengono presi attentamente in considerazione dallo specialista. Sulla base di essi si giungerà alla definizione del tipo di intervento da programmare:
Le esigenze personali del paziente;
Lo stato di salute dell’apparato visivo del paziente.
Vi è poi un terzo fattore da tenere in considerazione, la tipologia di lente intraoculare che si andrà ad impiantare al posto del cristallino. Ad oggi esistono molteplici tipologie di lenti intraoculari, capaci di soddisfare le esigenze mediche e pratiche del paziente. Tra queste vale la pena citare le lenti monofocali, le multifocali e le toriche.
Intervento di cataratta su misura: due formule differenti, un unico obiettivo: restituire una visione nitida e di qualitÃ
Neovision esegue due tipologie di intervento di cataratta: Cataratta Premium e Cataratta Plus. Si tratta di due soluzioni di altissimo livello, che differiscono lievemente dal punto di vista dell’esecuzione e per la tipologia di lente intraoculare proposta, e che hanno in comune:
L’altissima competenza dello staff medico e chirurgico;
Latecnologia di assoluta avanguardia utilizzata sia in fase diagnostica, sia in fase chirurgica;
L’altissimo livello qualitativo delle lenti intraoculari proposte;
L’obiettivo finale: risolvere in modo eccellente la cataratta e recuperare una vista tutta nuova, con colori nitidi e forme perfette.
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La chirurgia refrattiva ha lo scopo di correggere i difetti visivi. Prendere in considerazione l’intervento laser per fare a meno di occhiali da vista o lenti a contatto è un passo importante e positivo nella vita di chi ha difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia. In questo articolo ti diamo qualche indicazione utile per conoscere meglio la chirurgia refrattiva.
Cosa sono i difetti visivi
Per difetto visivo si intende una difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti che si trovano nel nostro campo visivo. A seconda del tipo di difetto, si parla di miopia, ipermetropia, astigmatismo e, per estensione, anche presbiopia. Conosciamoli meglio:
Miopia: è la difficoltà nella messa a fuoco di oggetti distanti;
Ipermetropia: è la difficoltà nella messa a fuoco di oggetti vicini, perchè i raggi luminosi non cadono sulla retina, ma dietro di essa;
Astigmatismo: è una difficoltà nella messa a fuoco generalizzata, che porta il soggetto ad avere una visione sfocata e confusa;
Presbiopia: è un difetto di accomodazione tipico dell’età media e matura. Avanza negli anni, ed è dovuto ad una perdita di elasticità del cristallino. La difficoltà si ha nella visione da vicino.
Chirurgia refrattiva: a cosa serve?
La chirurgia refrattiva è una branca della chirurgia che si occupa proprio di correggere i difetti visivi sopra descritti. La parola chirurgia forse può incutere un pò di timore, ma oggi con i moderni laser possiamo affermare che la gran parte degli interventi di correzione permanente dei difetti visivi viene eseguita grazie a questi strumenti minimamente invasivi, altamente sicuri e per nulla dolorosi. Si tratta, insomma, di procedure che si possono affrontare in totale serenità .
Come avviene un intervento laser agli occhi?
La cornea è una membrana trasparente che riveste la parte esterna dei nostri occhi, proteggendoli e facilitando il passaggio dei raggi luminosi. L’intervento laser avviene proprio sulla cornea. Con il laser si può variare lo spessore della cornea e correggere di conseguenza l’errore di messa a fuoco.
In cosa consiste l’intervento laser per la correzione permanente dei difetti visivi?
Le tecniche laser maggiormente in uso sono ad oggi 2
Prima dell’intervento è necessaria una visita oculistica molto accurata, seguita da un colloquio approfondito con l’oculista. Alcuni esami preliminari sono fondamentali prima di un intervento laser. Ad esempio, la topografia corneale e la pachimetria sono due esami non invasivi per verificare che la cornea abbia le caratteristiche adatte all’intervento.
PRK o Cheratectomia fotorefrattiva
Con la tecnica della PRK, l’intervento viene eseguito da un laser molto comune in chirurgia refrattiva, il laser ad eccimeri. E’ proprio questo laser ad eseguire l’intervento nella sua totalità , lavorando sulla cornea per riportare il fuoco nella sua posizione corretta. L’intervento è indolore e dura pochi minuti. Al termine, l’occhio del paziente viene protetto con una speciale lente a contatto. Il recupero richiede qualche giorno ed è necessario seguire le indicazioni terapeutiche fornite dallo specialista. Con la PRK si possono correggere tutti i difetti visivi – anche più di uno contemporaneamente – di lieve o media entità .
Sei idoneo all’intervento laser? Bene! E’ ora di decidere quale dei due interventi faccia al caso tuo. La decisione andrà naturalmente presa in accordo con il medico che eseguirà l’intervento, che ti esporrà le caratteristiche di entrambe le procedure e saprà consigliarti al meglio. Per prenotare la tua visita oculistica specialistica, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.
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Da poco sul mercato delle lenti intraoculari, le monofocali Plus hanno suscitato molto interesse tra gli addetti ai lavori e chi deve sottoporsi all’intervento di rimozione della cataratta. Queste lenti sono un prodotto innovativo, per molti aspetti rivoluzionario e dalle grandi potenzialità . Per conoscere più da vicino le caratteristiche delle nuove lenti monofocali Plus, abbiamo intervistato la dott.ssa Felicita Norcia ed il dott. Leonardo Ciompi, entrambi del team di specialisti Neovision.Â
L’intervento di cataratta è ormai comune. Dott.ssa Norcia, come mai?
Felicita Norcia, medico oculista presso Neovision Cliniche Oculistiche
Fino a pochi anni fa, l’avanzare dell’età era percepito come portatore di una serie di conseguenze inevitabili. La cataratta era una di queste, ma con essa anche l’osteoporosi, problemi cardiovascolari e molte altre patologie. Oggi si fa molta più prevenzione, e si cerca di arrivare alla terza età il più in forma possibile. Il desiderio di invecchiare in modo sano e positivo spinge molte persone ad affrontare e risolvere la cataratta il prima possibile, evitando così la compromissione della capacità visiva e, più in generale, un peggioramento della qualità della vita.
La moderna chirurgia oftalmica consente di risolvere più problemi visivi insieme. L’intervento di cataratta prevede che il cristallino naturale, oramai opacizzato, sia sostituito con un cristallino artificiale. Le lenti intraoculari sono cristallini artificiali, progettati per risolvere anche i difetti visivi dei pazienti che si operano di cataratta.
Dott. Ciompi, cosa sono le lenti monofocali Plus?
Leonardo Ciompi, medico oculista presso Neovision Cliniche Oculistiche
Le lenti monofocali Plus sono lenti intraoculari di ultimissima generazione, pensate per chi deve sottoporsi all’intervento di cataratta correggendo contestualmente anche i difetti visivi. Si tratta di lenti perfettamente performanti durante tutta la durata della vita del paziente, in grado di offrire una qualità visiva eccellente.
Cosa differenzia le monofocali Plus dalle lenti tradizionali?
Le lenti monofocali tradizionali sono lenti di buona qualità , che tuttavia non offrono la stessa qualità visiva di quelle di ultima generazione, denominate Plus. Le lenti Plus consentono di vedere molto bene anche alle distanze intermedie, caratteristica che invece le monofocali tradizionali non hanno. Un vantaggio davvero non trascurabile, che apre le porte ad un nuovo modo di guardare il mondo anche in età più avanzata.
Dott. Ciompi, qual è il vantaggio di avere una buona qualità visiva alle distanze intermedie?
Dott.ssa Norcia, cosa consigliare a chi soffre di cataratta?
Non aspettare che la cataratta peggiori nel tempo, con il rischio di avere complicazioni sia sul fronte della propria salute visiva, sia sul fronte pratico (chi vede male può andare incontro a cadute, incidenti domestici o stradali). Oggi, grazie ai nuovi e straordinari prodotti che la chirurgia oftalmica ci mette a disposizione, l’intervento offre davvero moltissimi vantaggi. Possiamo dire che chi si opera fa un balzo indietro nel tempo e vede ancora meglio di prima, sentendosi davvero ringiovanito. Una terapia d’urto contro l’avanzare dell’età , insomma.
E per chi ha un po’ di paura? Un intervento chirurgico agli occhi è pur sempre una cosa seria…
Chiunque si avvicini all’intervento di cataratta, lo deve fare nella piena consapevolezza di come si svolgerà , di quali sono le aspettative ed i vantaggi che potrà trarne. Oggi l’intervento di cataratta è una procedura che si può affrontare con la giusta serenità . Si tratta di un intervento di breve durata, indolore, sicuro ed altamente preciso, che offre un recupero veloce ed che regala uno straordinario miglioramento della qualità visiva già a distanza di pochi giorni. Il consiglio che mi sento di dare è quello di parlare apertamente dei propri timori e delle proprie perplessità con lo specialista, anche a costo di fare domande apparentemente banali: non lo sono mai!
Neovision LUCE E COLORI
LUCE E COLORI è la visita oculistica dedicata a chi soffre di cataratta. Per prenotare la visita, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.
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L’intervento di cataratta è l’operazione più diffusa al mondo: un intervento ormai considerato di routine, che raggiunge una percentuale di riuscita pari quasi al 100% e che migliora inconfutabilmente la qualità di vita di chi vi si sottopone. Questo intervento raggiunge oggi un importante traguardo, grazie all’introduzione di una tipologia di lente intraoculare monofocale che presenta una novità assoluta in grado di renderla unica nel comparto delle lenti monofocali.Â
Lenti intraoculari monofocali Plus: cosa sono?
Le lenti monofocali Plus rappresentano una novità assoluta nel mondo delle lenti monofocali. Se finora i pazienti cui era impiantata un cristallino monofocale potevano mettere a fuoco una sola profondità di campo, oggi la scienza ha fatto un notevole passo avanti, offrendo l’opportunità di una performance visiva di qualità superiore, grazie alla possibilità di vedere fino alle medie distanze.
Monofocali tradizionali VS monofocali Plus: ecco la differenza
Le lenti intraoculari monofocali tradizionali consentono di correggere i difetti visivi sulla lunga distanza, ma non sono d’aiuto per quanto riguarda le distanze intermedie.
Le lenti intraoculari monofocali Plus, invece, sono studiate per rendere anche la visione a distanza intermedia quanto mai nitida, di ottima qualità e la messa a fuoco per nulla difficoltosa.
Cosa cambia nella vita quotidiana dei pazienti?
L’impatto sulla quotidianità dei pazienti è notevole. Poter vedere fino alle medie distanze significa poter vedere, indicativamente, fino a una distanza di circa 70 cm. Questo significa guidare senza occhiali, oppure cucinare, fare il caffè e compiere piccole azioni quotidiane tutto senza l’ausilio degli occhiali.
Il paziente potrà ricorrere agli occhiali per azioni che richiedono una buona visione da vicino, come leggere un libro o infilare l’ago da cucito, ma il benessere visivo fornito dalla monofocale Plus, rispetto alla classica lente monofocale, è comunque senza pari.Â
Un grande traguardo per la scienza applicata alla medicina oftalmica, ma anche per chi desideri regalarsi un futuro sempre più nitido, trasparente e ricco di colori.
3 motivi per cui l’intervento di cataratta può cambiare la vita
Quello della cataratta è un problema che si manifesta generalmente in età avanzata. Le conseguenze che comporta hanno spesso strascichi di tipo pratico ma anche emotivo. Il rischio di inciampare legato ad una visione imperfetta, l’incertezza alla guida, la paura di sentirsi improvvisamente vecchi, possono generare un peggioramento dell’umore ed un’insicurezza che possono essere anche paralizzanti e rischiare di ripercuotersi negativamente sullo stile di vita. Una volta curato il problema, molti pazienti si sentono come se fossero tornati indietro nel tempo.
Oggi il numero delle persone che superano questo momento di difficoltà sottoponendosi all’intervento di cataratta è sempre più alto. Un intervento che non solo dà la possibilità di risolvere il problema dell’opacizzazione del cristallino in modo permanente, ma anche di correggere i propri difetti visivi.
Chi si sottopone all’intervento di cataratta, crede di migliorare la propria capacità visiva risolvendo problemi quali una visione insicura, poco nitida e poco definita. L’intervento di cataratta è molto di più: la persona che vi si sottopone torna in possesso di una qualità visiva incredibilmente alta, fatta di colori, forme e dettagli che non ricordava da lungo tempo. Un regalo che fa alla propria vista e che consente di compiere un vero e proprio balzo indietro nel tempo. Torna la vista e con essa torna la voglia di vivere, di uscire, di godere della bellezza del mondo e di fare ancora più cose.
https://i0.wp.com/www.neovision.eu/wp-content/uploads/2019/05/cataratta-plus-Neovision-monofocali-plus-articolo.jpg?fit=900%2C600&ssl=1600900neovisionhttps://www.neovision.eu/wp-content/uploads/2016/07/logo340x156.pngneovision2019-05-23 10:34:282021-02-15 11:00:29Intervento di cataratta con lenti monofocali Plus
La ricerca che qui presentiamo è stata condotta dagli studiosi dallo Tzu Chi General Hospital a Taiwan, che nel corso di sette anni hanno monitorato lo stato di salute di oltre 100 mila pazienti, svelando l’esistenza di un legame tra due patologie apparentemente indipendenti ma entrambe tipicamente connesse all’età avanzata: ci riferiamo alla cataratta ed all’osteoporosi.
Cataratta e osteoporosi, due patologie tipiche dell’età avanzata
Anche l’osteoporosi è una patologia tipica dell’età avanzata. Essa consiste in un progressivo indebolimento dell’apparato scheletrico di chi ne è affetto, con deterioramento e riduzione della massa ossea. Chi ne soffre non prova dolore ma corre il rischio di subire spiacevoli, dolorose ed invalidanti fratture. Per prevenire le fratture e rinforzare lo scheletro, generalmente vengono prescritte terapie a base di calcio e di vitamina D.
Un legame tra cataratta e osteoporosi?
Come si può notare, cataratta e osteoporosi hanno il comune la connessione diretta con l’età di chi ne è affetto. Ma non solo. Lo studio al quale oggi ci riferiamo, pubblicato sul Journal Of The American Geriatrics Society, ha messo in luce come la cataratta possa essere connessa ad un maggior rischio di contrarre l’osteoporosi e dunque di subire delle fratture. Per giungere a questa conclusione, gli autori dello studio hanno preso in esame lo stato di salute di oltre 52 mila persone affette da cataratta e di altrettante non affette da cataratta per un periodo di sette anni. Nel corso di questo periodo, le persone affette da cataratta hanno mostrato un rischio del +43% di avere una diagnosi di osteoporosi, e del +29% di avere la diagnosi ed andare anche incontro a fratture ossee.
Intervento di cataratta? Sì grazie
La ricerca ha consentito anche di sottolineare la grande utilità dell’intervento di cataratta. Sottoporsi all’intervento di facoemulsificazione consente infatti di ridurre del 42% il rischio di soffrire, anche in futuro, di osteoporosi. Un dato sicuramente molto interessante, anche se puramente statistico: la scienza, infatti, non ha ancora individuato la ragione medica che sta alla base del legame tra le due patologie.
Ad ogni modo, appare chiaro che sottoporsi a periodiche visite di controllo dello stato di salute dei nostri occhi e non rimandare l’intervento di facoemulsificazione a fronte di una diagnosi di cataratta non solo mette al riparo la propria vista, ma anche la salute dell’apparato scheletrico, aiutando a prevenire il rischio di fatture. Non dimentichiamo che in età avanzata una frattura importante, come per esempio quella dell’anca, del femore oppure una frattura vertebrale può pregiudicare molto seriamente lo stato complessivo di salute dell’individuo e la sua qualità di vita.
https://i0.wp.com/www.neovision.eu/wp-content/uploads/2019/05/osteoporosi.jpg?fit=960%2C640&ssl=1640960neovisionhttps://www.neovision.eu/wp-content/uploads/2016/07/logo340x156.pngneovision2019-05-21 10:50:112021-02-12 11:09:07Cataratta ed osteoporosi, la scienza ne rivela il legame
Facciamo un po’ di chiarezza su questo argomento ancora troppo poco conosciuto.
Cheratocono: malattia rara
Il cheratocono è una patologia sicuramente meno nota di altre come la cataratta ed il glaucoma, ma ugualmente seria. Le conseguenze del cheratocono, se trascurato, non diagnosticato per tempo oppure erroneamente scambiato per astigmatismo, possono essere particolarmente gravi, ed in ogni caso pregiudicano sensibilmente la visione di chi ne è affetto. Per un motivo che la scienza non è ancora stata in grado di identificare, la cornea malata di cheratocono si deforma progressivamente e le fibre di collagene che la compongono perdono la loro conformazione. Questa deformazione porta ad una perdita della sua forma regolarmente convessa e della sua perfetta trasparenza. Mano a mano che il tempo passa, la cornea subisce uno sfiancamento verso l’esterno e la visione si fa sempre più difficoltosa.
Uno dei rimendi principali sono le lenti a contatto specifiche per cheratocono. Ad oggi, infatti, esistono diverse tipologie di lenti a contatto personalizzabili e ben tollerate pensate proprio per chi è affetto da deformità corneali. Queste lenti possono offrire una situazione di comfort visivo ai pazienti affetti dalla patologia nel suo stadio iniziale.
Cross-linking corneale
Il cross-linking è un trattamento non chirurgico che si basa sulla somministrazione locale di riboflavina, una sostanza che si attiva grazie ad un fascio di luce ultravioletta e che “nutre” la cornea migliorandone la struttura e rendendola più resistente alla deformazione. Questo trattamento è utile a rallentare la progressione del cheratocono. Con l’avvento del cross-linking, la necessità di ricorrere ai trapianti si è ridotta di circa il 30%.
Anelli intracorneali
Gli anelli intrastromali, o semi anelli di materiale plastico biocompatibile, si inseriscono nella cornea per regolarizzarne la forma, per dare più compattezza e per meglio contenere il processo di sfiancamento (deformazione) verso l’esterno della cornea stessa. E’ un intervento chirurgico che è in grado di restituire una buona visione a tutti i pazienti affetti da cheratocono nello stadio iniziale.
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