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allergia primaverile e fastidio agli occhi

Allergia primaverile e fastidio agli occhi | Dopo un lungo inverno, la primavera rappresenta per ognuno di noi un momento di apertura e rinascita. L’occasione di un rinnovamento. In un momento come questo, poi, in cui le occasioni sociali devono essere limitate per necessità, il contatto con la natura ci viene incontro in questo percorso di risveglio e rinnovamento. Non tutti, però, possono godere del contatto con la natura allo stesso modo. Soprattutto perché l’abbondanza della primavera porta con sé, per molte persone, uno spiacevole rovescio della medaglia: l’allergia primaverile.

Allergia primaverile e fastidi agli occhi

La fioritura di numerose specie di piante, infatti, è la causa primaria di reazioni allergiche e secchezza oculare. Le allergie causano irritazione, prurito, bruciore ed arrossamento della superficie oculare e, di conseguenza, destabilizzazione del film lacrimale. Quest’ultima causa la perdita di acqua e, quindi, la disidratazione della superficie oculare. Da qui il perpetrarsi di un circolo vizioso di occhi arrossati, secchi, irritati, che bruciano o che sembrano trattenere un corpo estraneo. Tutti sintomi causati dall’allergia e riconducibili all’Occhio Secco.

Allergia primaverile: il consiglio

In primavera, e possibilmente prima che tali fenomeni inizino a manifestarsi, è fortemente consigliata una visita oculistica. È infatti preferibile intervenire con i colliri antistaminici e le lacrime artificiali prima che la reazione allergica divenga importante ed inizi a produrre situazioni di discomfort nei pazienti.

Allergie e Occhio Secco: lacrime e film lacrimale

Il film lacrimale è, a tutti gli effetti, una lente posizionata davanti alla struttura corneale.
Una corretta ed omogenea distribuzione delle lacrime (film lacrimale) sulla superficie anteriore della cornea migliora la qualità della visione, poiché ne rende la superficie liscia.
La superficie della cornea, infatti, non nasce liscia, bensì rivestita da microvilli, il cui compito è quello di agganciare e tenere adesa la lacrima alla superficie dell’occhio. Se così non fosse, infatti, le lacrime cadrebbero letteralmente, e piangeremmo costantemente.
Questo è uno dei tanti miracoli della natura: un liquido che non risente della forza di gravità, grazie anche alle proprietà dell’acqua dello strato lipidico, che con la sua componente grassa ed oleosa, impedisce l’evaporazione dell’acqua ad occhio aperto.
L’equilibrio di questi rapporti è molto delicato ed importante. Sappiamo che la distribuzione omogenea e corretta del film lacrimale sulla superficie oculare si ricostituisce dopo ogni ammiccamento, ovvero ogni volta che sbattiamo le palpebre. Il che deve avvenire ogni 7-8 secondi.

L’importanza del film lacrimale per chi usa occhiali o lenti a contatto

Evidentemente, per chi utilizza ausili visivi come occhiali o lenti a contatto la dinamica e l’integrità del film lacrimale diventano di importanza fondamentale.
Nei portatori di lenti a contatto giornalieri, poi, un’adeguata idratazione è la condizione necessaria per l’utilizzo confortevole dei dispositivi.

Inoltre, diventa sempre più importante per chi si trova in un periodo di adattamento a nuovi occhiali multifocali.

Bibilografia:
Effect of tear film dynamucs on quality of vision: Shizuka Kon, Cynthia Tung, Yasushi Inone, Visahal Jhanji- Pub Med 2020

Su allergia e congiuntivite leggi anche:

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Oculista, ortottista, optometrista ed ottico - Neovision Cliniche Oculistiche

Differenza tra ottico e oculista, ortottista e optometrista | Le professioni legate al mondo della vista sono diverse e spesso, complice la somiglianza tra i vari nomi che le identificano, si tende a confonderle. Eppure, ciascuna di esse ha ruoli, responsabilità e campi d’azione ben definiti. A volte, può quindi capitare di rivolgersi ad un interlocutore meno indicato di un altro, col rischio di ritardare i tempi di risoluzione del problema. Dunque, conosciamo più da vicino oculista, ottico, ortottista ed optometrista.

Differenza tra ottico e oculista: partiamo dalla definizione di Oculista o oftalmologo

L’oculista è un medico, laureato in medicina e chirurgia, con specializzazione in oftalmologia. Per questo lo si chiama anche oftalmologo. Il percorso formativo che ha seguito è complesso ed articolato, ed ha previsto molti anni di studio. Delle quattro professioni delle quali ci occupiamo in questa sede, l’oculista è l’unico ad essere un medico. L’oculista visita i nostri occhi, valutandone lo stato di salute, diagnosticando eventuali difetti o patologie e prescrivendo i trattamenti, sia farmacologici che chirurgici. Nel caso si renda necessario intervenire chirurgicamente, l’oculista è l’unico in possesso delle competenze e delle capacità per farlo.

Differenza tra ottico e oculista: chi è l’Ottico cosa fa

L’ottico è un artigiano che può realizzare, misurare e rivendere ausili visivi come occhiali e lenti a contatto (quindi è in grado di interpretare la prescrizione medica dell’oculista) ed altri sistemi ottici. Non è infrequente che gli ottici siano anche in possesso del diploma di optometrista. In ogni caso, l’ottico non è abilitato alla diagnosi ed alla prescrizione di alcuna terapia medica o farmacologica delle patologie oculari. Non può eseguire visite oculistiche.

Ortottista: chi è?

L’ortottista è un professionista sanitario, laureato in ortottica e assistenza oftalmologica. Non è un medico, ma le sue competenze sono molto elevate e spaziano dalla riabilitazione visiva all’esecuzione di esami strumentali fondamentali nel corso di una visita oculistica, fino alla assistenza del chirurgo oculista in sala operatoria. Quindi, l’ortottista è in grado di individuare difetti e patologie dell’occhio, ma la diagnosi e le indicazioni terapeutiche spettano sempre al medico oculista, con cui collabora.

Optometrista: cosa fa?

L’optometrista non è un professionista sanitario. L’optometrista può essere laureato in ottica ed optometria, corsi solitamente presenti nelle facoltà di Fisica. E’ in grado di riconoscere i difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia e valutare le possibili misure correttive. Non essendo un medico, tuttavia, non è in grado di diagnosticare patologie, né di prescrivere trattamenti riabilitativi o terapie farmacologiche. L’optometrista non può eseguire visite oculistiche.

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Congiuntivite allergica

Congiuntivite allergica | Con l’arrivo della primavera, le occasioni per trascorrere del tempo all’aria aperta naturalmente si moltiplicano. Con la bella stagione, però, arrivano anche le allergie e le congiuntiviti allergiche. Sgradevoli infiammazioni della congiuntiva che potrebbero rovinare le nostre gite fuori porta.

Di seguito tutte le risposte. 

Congiuntivite allergica di primavera: i sintomi

La congiuntivite “di primavera”, ovvero la congiuntivite allergica stagionale, è un’irritazione della congiuntiva, cioè della membrana che riveste la parte anteriore del bulbo oculare e la parte interna della palpebra. Questa irritazione, piuttosto fastidiosa, può durare qualche ora, nel caso di un attacco acuto, ma anche alcuni giorni, nel caso di una manifestazione di tipo cronico. I sintomi della congiuntivite sono: bruciore e arrossamento, iperlacrimazione, gonfiore a livello palpebrale, fotofobia. Poiché si tratta di un fenomeno allergico, non è infrequente che chi ne va soggetto sperimenti anche altri sintomi tipici delle manifestazioni allergiche come rinite, dermatite, asma o altri. Sono sintomi piuttosto comuni che mostrano una certa incidenza a livello di popolazione, e che tuttavia è bene non trascurare.

Congiuntiviti allergiche stagionali: come si trattano

La congiuntivite allergica stagionale è un fenomeno tipico delle mezze stagioni ed è spesso connesso alla fioritura di talune piante: i pollini e le muffe sono molto spesso gli “imputati” più frequenti. Per quanto riguarda il trattamento, è fondamentale prima di tutto rivolgersi all’oculista che, dopo una visita approfondita ed un’attenta osservazione degli occhi, confermerà o meno la diagnosi. Tra i trattamenti solitamente prescritti per le congiuntiviti allergiche stagionali, troviamo gli antistaminici per uso orale ed alcuni colliri per uso topico. Se necessario, l’oculista valuterà se prescrivere anche farmaci a base cortisonica. E’ sempre sconsigliato il fai da te, non solo per la scelta del farmaco, ma anche per la gestione della posologia, pena un peggioramento generale dei sintomi.

Congiuntiviti allergiche stagionali: come difendersi

Oltre all’obbligo di seguire alla lettera le eventuali indicazioni terapeutiche del proprio oculista di fiducia, vi sono alcuni piccoli escamotage che si possono attuare per cercare di difendersi dalle congiuntiviti allergiche stagionali e di vivere meglio il cambio di stagione. Eccone elencate alcune:

  • tenere sempre ben pulita la propria casa, affinché gli allergeni non si depositino eccessivamente all’interno degli ambienti in cui viviamo;
  • chiudere le finestre dopo aver arieggiato, così da impedire un ingresso massiccio di allergeni;
  • evitare l’uso di lenti a contatto, sopra le quali si possono depositare gli allergeni;
  • indossare gli occhiali da vista o da sole anche fuori casa, così da avere una schermatura fisica nei confronti degli allergeni;
  • tenere puliti i filtri dell’auto: esistono in commercio dei filtri anti polline molto utili a chi soffre di allergie.

Leggi anche: congiuntivite, conosciamo meglio questo disturbo

e: inquinamento dell’aria e congiuntivi nei bambini

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