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Cross Linking e Trapianto di Cornea - Felicita Norcia - Neovision Cliniche Oculistiche

Cross linking corneale e trapianto di cornea sono due fra le migliori tecniche per il trattamento del cheratocono. Nel video registrato in occasione della conferenza stampa per l’inaugurazione della prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono, la dott.ssa Felicita Norcia di Neovision spiega con il Dott. Lucio Buratto come queste tecniche vengono applicate.

Il cheratocono

Il cheratocono è una malattia oculare che causa l’assottigliamento e la deformazione della cornea. Se trascurato, il cheratocono può causare una riduzione della vista anche molto grave, fino alla cecità. Le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se sembra che vi sia un certo grado di familiarità.

La cornea sana presenta una curvatura regolare ed ha una struttura perfettamente trasparente. In presenza di cheratocono, invece, la cornea perde la sua regolare curvatura e si allunga verso l’esterno. La deformazione e l’assottigliamento della cornea causano inoltre una perdita di trasparenza, rendendo così il processo visivo sempre più difficoltoso.

Cross linking corneale e trapianto di cornea: si può curare il cheratocono?

Grazie ad AICHE Associazione Italiana Cheratoconici ONLUS per il video.

I trattamenti per il cheratocono esistono, e variano a seconda dello stadio di avanzamento della patologia. Gli interventi che danno risultati migliori sono il cross linking corneale, la iontoforesi corneale ed il trapianto di cornea. 

Cross linking corneale

Questo intervento parachirurgico è un trattamento in grado di rallentare o fermare l’avanzamento del cheratocono. È un intervento parachirurgico in quanto il cross linking non prevede l’utilizzo di incisioni o suture, ed è pertanto non invasivo. Il Cross linking viene utilizzato generalmente contro il cheratocono iniziale, e consiste nella somministrazione sulla superficie corneale di riboflavina, poi attivata con luce ultravioletta UVA.

Iontoforesi corneale

Sviluppata in Italia, la iontoforesi consiste nell’applicazione di un campo elettrico a bassissima intensità durante l’intervento di cross linking. Questa tecnica riduce notevolmente la tempistica dell’intervento e dà ottimi risultati.

Trapianto di cornea

Detto anche cheratoplastica, il trapianto di cornea è la soluzione che si decide di applicare nei casi di cheratocono più avanzati, quando si rende necessario ripristinare la struttura corneale.

Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

Sono ancora attive le prenotazioni per gli screening gratuiti del cheratocono offerti dalla Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono. La campagna è rivolta ai cittadini fra i 15 ed il 35 anni di età: puoi prenotare il tuo screening gratuito a partire dal 10 settembre presso il sito ufficiale selezionando il centro aderente più vicino a te.

Prevenzione cheratocono: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono

10 settembre – 11 ottobre 2019: dove effettuare lo screening gratuito

Le città aderenti alla prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono sono: Bari, Bologna, Casale Monferrato (AL), Catanzaro, Chieti/Pescara, Firenze, Genova, Lecce, Macerata, Mestre, Milano, Moncalieri (TO), Napoli, Roma, Verona, Villorba (TV). Ti ricordiamo che anche Neovision aderisce alla Campagna per la Prevenzione e Diagnosi del Cheratocono: se hai piacere di sottoporti allo screening gratuito presso una delle nostre 3 cliniche di Milano, non esitare a selezionarla in fase di prenotazione. Ti aspettiamo!

Il cheratocono è una patologia degenerativa della cornea che ne provoca una progressiva deformazione. Le cause della patologia sono ancora oggetto d’indagine, mentre per quanto riguarda le possibilità di trattamento, ad oggi esistono diverse soluzioni, selezionabili in base all’avanzamento della malattia. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul tema. 

Cos’è il cheratocono

Come anticipato, il cheratocono è una patologia che colpisce la cornea, ovvero quella preziosissima lente che si trova nella parte anteriore dell’occhio e che, in virtù della sua perfetta trasparenza, garantisce un ottimale passaggio dei raggi luminosi verso l’interno. Quando ci si ammala di cheratocono, la cornea si deforma e si assottiglia, perde la sua forma regolare e tende ed assumere una forma leggermente allungata verso l’esterno. Come conseguenza di questa deformazione, le fibre di collagene che compongono la cornea perdono la loro struttura determinando, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia, una perdita della sua trasparenza. E la visione, che prima era nitida, si impoverisce progressivamente diventando sempre più difficoltosa. Sfortunatamente le cause del cheratocono non sono ancora del tutto note, anche se c’è chi avanza l’ipotesi che vi sia una predisposizione genetica.

Come si risolve il cheratocono

Il cross-linking corneale

Ad oggi, i farmaci non sono sufficienti a curare il cheratocono, né ad arrestarne la progressione. Nelle fasi d’esordio della patologia si può ricorrere ad un trattamento non chirurgico chiamato cross-linking. Si tratta di un trattamento che, grazie all’applicazione locale di una sostanza chiamata riboflavina che viene attivata da una luce ultravioletta, aiuta a rendere la cornea più stabile e resistente rinforzando i legami delle fibre di collagene che la compongono.

Anelli intra-corneali ad azione contenitiva

Se la patologia è invece ad uno stadio più avanzato, si può ricorrere ad un intervento chirurgico che consiste nell’inserimento, nella cornea, di anellini di un materiale plastico biocompatibile che contengono la cornea limitandone lo sfiancamento.

Cheratoplastica lamellare o cheratoplastica perforante

Infine, nei casi particolarmente gravi, si più ricorrere ad al trapianto della cornea, che può essere parziale – lamellare – oppure totale – perforante, a seconda della situazione clinica del paziente.

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Trapianto di cornea cosa c'è da sapere

Abbiamo recentemente parlato del cheratocono, una patologia della cornea che conduce ad una progressiva deformazione di questa delicatissima parte del nostro apparato visivo. La cornea si deforma, dunque, e perde spessore, portando il paziente ad una progressiva perdita di capacità visiva. Se nei casi più lievi, il cheratocono si può correggere con interventi di indole poco invasiva, nei casi più avanzati l’unica soluzione è invece il trapianto di cornea. Vediamo di approfondire proprio gli aspetti correlati a questa evenienza.  

Trapianto di cornea: ad ognuno il suo

Se non avete mai sentito parlare di trapianto di cornea, sicuramente questo titolo vi lascerà perplessi. Eppure, conviene sapere che esistono diverse tipologie di trapianto di cornea. Come detto sopra, il cheratocono è una di quelle patologie che può condurre, se giunta ad uno stadio particolarmente evoluto, a dover ricorrere al trapianto di cornea.  Esistono, ad oggi, due tipologie di trapianto di cornea, che prendono il nome di cheratoplastica lamellare e cheratoplastica perforante. Entrambe possono rappresentare una valida soluzione al cheratocono: la scelta dipenderà dallo stadio evolutivo della malattia. Si ricorre al trapianto di cornea anche a seguito di un trauma particolarmente importante, o per esempio in presenza di ulcere della cornea.

Cheratoplastica lamellare

Una delle due “varianti” in fatto di trapianto di cornea si chiama, come già anticipato, cheratoplastica lamellare. Il nome “lamellare” deriva dal fatto che la cornea è composta da una sovrapposizione di strati di fibre di collagene. Volendo fare un esempio, la cornea potrebbe essere paragonata ad una cipolla, i cui strati, che potremmo definire lamelle, sono sovrapposti ma perfettamente separabili l’uno dall’altro. Se il cheratocono ha danneggiato e deformato solamente alcuni strati del tessuto corneale, può essere sufficiente eseguire una cheratoplastica lamellare. Si andranno dunque a sostituire solamente gli strati (lamelle) colpiti dalla patologia senza andare a toccare la parte sana della cornea. L’intervento di cheratoplastica lamellare insomma, vuole essere un intervento il  più conservativo possibile, perchè evita di andare a toccare parte del tessuto corneale ove non sia strettamente necessario.

Cheratoplastica perforante

Nel caso in cui il cheratocono abbia deformato l’intero tessuto corneale, si rende necessario intervenire con una sostituzione totale della cornea. Si parla, allora, di cheratoplastica perforante. E’ un intervento dalla portata maggiore del precedente, ma consente di recuperare la capacità visiva messa precedentemente in discussione dal cheratocono, che deformando la cornea ne comprometteva spessore e trasparenza.

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