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dislexia

La dislessia è un disturbo che, in Italia, colpisce quasi due milioni di persone. E’ noto a tutti che si tratta di un disturbo della lettura e dell’apprendimento che esordisce generalmente con l’avvicinarsi del soggetto alla scuola dell’obbligo. Pochi sanno, però, che la difficoltà nell’approcciarsi ai testi scritti è, secondo alcuni studiosi, conseguenza di un problema visivo. Secondo altri, invece, la sede dell’origine del disturbo sarebbe il cervello. Vediamo di capire meglio entrambe le teorie.

Simmetria dei recettori: ecco la causa della dislessia

Già l’anno scorso, due ricercatori francesi dell’Università di Rennes hanno segnalato come vi possa essere una connessione tra la dislessia ed un problema alla retina. Lo studio presentato in quell’occasione sottolineava come la dislessia potesse essere conseguenza di una distribuzione simmetrica dei fotorecettori responsabili della traduzione del segnale luminoso in informazione. Nei soggetti non dislessici, questi recettori non sono simmetrici, e si ha un occhio cosiddetto “dominante”: sarà il cervello, poi, ad interpretare e decodificare le informazioni ricevute ed a tradurle in una visione perfetta. Nei soggetti dislessici, invece, entrambi gli occhi recepiscono i segnali luminosi allo stesso identico modo, ragion per cui non vi è un occhio dominante: la mancata asimmetria, confonde il cervello, che non riesce ad interpretare correttamente l’informazione ricevuta.

Esiste un trattamento ?

Gli studiosi hanno stimolato gli occhi dei soggetti dislessici con dei flash luminosi a led impercettibili all’occhio umano, con l’obiettivo di “disturbare” uno dei due occhi annullandone la percezione ed andando a cancellare la simmetria. I risultati sono incoraggianti, tuttavia questa teoria non è stata del tutto confermata e provata scientificamente. Serviranno ulteriori studi per confermarla e provarla in modo definitivo.

Percezione globale o locale? Una nuova teoria

Allo studio sopra citato, se ne è affiancato recentemente un altro, questa volta a cura di alcuni studiosi italiani, coordinati dal Prof. Andrea Facoetti dell’Università di Padova, per conto dell’IRCCS Medea di Bosisio Parini (LC). Lo studio in questione ha evidenziato come, nei soggetti dislessici, la percezione locale venga prima di quella globale. In soggetti non dislessici, il mondo circostante viene percepito dapprima per le sue caratteristiche globali – e qui interviene l’emisfero destro – e successivamente per quelle cosiddette locali – a cura dell’emisfero sinistro. I soggetti che invece tendono ad invertire la percezione degli stimoli esterni anteponendo il locale al globale, vedono un’attivazione in primis dell’emisfero sinistro e successivamente del destro.

Conclusioni

Le conclusioni che questa scoperta ci porta ad evidenziare, sono due. La prima ci suggerisce che lo sviluppo della dislessia non è solo imputabile ad un “errore” dell’emisfero sinistro, ma di entrambi gli emisferi. La seconda è che, riuscendo ad individuare i soggetti che antepongono la percezione locale a quella globale già dalla primissima infanzia, è possibile prevedere l’esordio della dislessia in età scolare.

Dislessia, quali rimedi?

Le informazioni delle quali la scienza è in possesso relativamente alla dislessia, dunque, non sono poche. Ma la domanda che ci poniamo è: c’è la possibilità di correggere questo disturbo? Sembra proprio di sì. Gli studiosi hanno infatti sviluppato dei particolari videogiochi che allenano il cervello ad una percezione corretta degli stimoli esterni, migliorando così le abilità di lettura del soggetto.

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Qual è l’età degli occhi?

Gli occhi hanno parecchi anni. Più o meno, 550 milioni. Tanto ci è voluto, affinché l’occhio animale si evolvesse nelle sue diverse forme attuali (inclusa quella umana) a partire da quello che fu un semplice, minuscolo fotorecettore. L’evoluzione dell’occhio sembra essere passata attraverso oltre 1800 piccoli cambiamenti, che hanno portato in circa mezzo miliardo di anni ad un costante miglioramento della qualità visiva, fino a quella attuale.

Perché abbiamo gli occhi?

Gli occhi si sono evoluti per rispondere al meglio alle necessità delle singole specie.

La vita sulla Terra è talmente collegata all’energia del Sole che quasi tutti gli organismi viventi hanno sviluppato sistemi per rilevare la luce e reagire ad essa. Lo sviluppo della percezione della luce e successivamente della capacità visiva ha permesso alle diverse forme di vita del nostro pianeta di sfruttarla per sopravvivere ed evolversi ulteriormente: la vista permette alle prede di sfuggire ai predatori, e viceversa ai predatori di individuare le prede. Alcuni organismi possono vivere solo nell’oscurità: percepire la luce permette loro di sfuggirle, e così via. Circa il 96% degli animali della Terra è dotato di occhi.

Fonti: Genetic Science Learning Center. (2013, July 1) Eye Evolution. Retrieved February 05, 2017, from http://learn.genetics.utah.edu/content/selection/eye/

Un bel video che spieghi la nascita e l’evoluzione dell’occhio si può trovare in questo estratto dal documentario Cosmos, A Spacetime Odissey.