Femto-Lasik: quando l’avanguardia fa la differenza

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Se hai l’intenzione di sottoporti all’intervento per la correzione dei difetti refrattivi con la tecnica Femto-Lasik sicuramente avrai avuto già modo di informarti circa la procedura, le tecnologie in essa coinvolte, il rapporto aspettative-risultati e su molti altri fattori. Vi sono, tuttavia, alcuni dettagli che possiamo definire “tecnici” dei quali forse non sei a conoscenza, e dei quali oggi vogliamo entrare nel merito. 

Personalizzazione dell’intervento

Innanzitutto, devi sapere che l’intervento per la correzione dei difetti refrattivi con la tecnica Femto-Lasik, non è affatto una procedura standardizzata, ma bensì è altamente personalizzabile. Nel corso delle visite preparatorie all’intervento, il medico avrà modo non solo di valutare il tipo e l’entità di difetto refrattivo, ma anche le caratteristiche dell’occhio del paziente, cioè le dimensioni del bulbo oculare, della cornea, il suo spessore, la sua struttura. In questo modo, ancor prima di iniziare l’intervento, sarà possibile pianificarlo, andando a programmare l’azione del laser a femtosecondi. Ad ogni occhio, insomma, la sua incisione personalizzata. In questo modo sarai sicuro che l’intervento al quale andrai a sottoporti è proprio “quello giusto per te”.

Riconoscimento dell’iride e sistema Eye-Tracker

Una delle domande che sicuramente ti sarai posto è: cosa succede se muovo l’occhio o la testa nel corso dell’intervento? E’ vero che più “collabori” e ti impegni a stare immobile, e meglio è. Ma è anche vero che oggi la tecnologia ci mette a disposizione un prezioso strumento, chiamato eye-tracker, che consente al laser di seguire i movimenti dell’occhio mentre esegue l’intervento, senza effettuare errori di sorta. In pratica, l’eye tracker riconosce e segue l’iride durante tutte le fasi dell’intervento, ricalcolando in tempo reale il movimento che il raggio laser andrà ad effettuare al fine di completarlo con precisione.