Arte ed ipovisione: Monet, svelato il motivo della “rivoluzione” impressionista

monet, genio miope

Primo approfondimento del ciclo arte ed ipovisione, volto ad conoscere più da vicino i maggiori esponenti della storia dell’arte internazionale che, nonostante un deficit visivo talvolta anche importante, sono riusciti a dar vita ad opere d’arte degne di nota, capaci di distinguersi e di farsi ricordare in modo imperituro. L’impressionismo è stata ed è tuttora una delle correnti artistiche che maggiormente ha lasciato il segno nella storia dell’arte mondiale. Pennellate “indecise”, contorni sfumati, uso indiscriminato della luce, colori a volte sgargianti, altre volte mischiati in modo apparentemente casuale, altre volte pressocchè assenti  hanno scardinato i canoni artistici che avevano, sino ad allora, segnato le basi di un modo di fare arte conformista ed universalmente condiviso. Tra gli esponenti di spicco di questa tendenza impressionista sicuramente non possiamo non citare Monet. 

Monet: la rivoluzione impressionista ha il suo segreto

Chi era quest’uomo che ha saputo trasformare il mondo dell’arte così radicalmente, aprendo le porte ad un modo di esprimere la propria creatività irriverente, rivoluzionario ed eccezionalmente moderno? Quali erano i motivi che lo hanno spinto ad esprimersi artisticamente in questo modo? Stando ad alcuni recenti studi condotti da diversi neurologi ed oculisti, tra cui il noto neurologo australiano Noel Dan, il genio artistico di Monet è (in parte) frutto di un difetto visivo, probabilmente una miopia. Insomma, Monet avrebbe dipinto il mondo con gli occhi di un miope. E, ai tempi, senza nemmeno grande successo, visto che pubblico e critica lo stroncarono con una certa ferocia e senza alcuna pietà. Addirittura, il termine Impressionismo aveva, ai tempi, una connotazione dispregiativa.

Già ai tempi qualcuno si domandò se Monet avesse problemi di vista

I critici insomma trovavano scandalosa, ridicola ed addirittura “pasticciata” l’arte di Monet, mentre il pubblico non era da meno: tutti si domandavano se Monet vedesse bene la realtà o meno, se fosse daltonico o se avesse altri problemi di tipo visivo. E, senza saperlo, erano andati piuttosto vicini alla verità. Monet non era dunque daltonico, ma era miope. Di qui i contorni poco definiti e l’aspetto impreciso di molte delle immagini ritratte nei suoi quadri. E non solo: in tarda età alla miopia si aggiunse anche la cataratta, che portò l’artista ad essere sempre meno “generoso” anche con l’uso del colore.

Un genio artistico nonostante tutto

Nonostante miopia e cataratta, tuttavia, il genio artistico di Monet è innegabile. E se Monet fosse oggi tra noi, nonostante le possibilità che la medicina e la tecnologia moderna ci offrono per la correzione di difetti visivi e patologie oculari, non abbiamo dubbi che darebbe ugualmente vita ad opere d’arte capaci di lasciare un segno anche nella storia dell’arte contemporanea.

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