colori e cecità la storia di john bramblitt

Giunge alla terza puntata il nostro ciclo di approfondimenti dedicati ai grandi artisti che hanno saputo emergere e distinguersi a livello internazionale nonostante una grave difficoltà di tipo visivo. Dopo aver conosciuto più da vicino Claude Monet e Giovanni Gonnelli, oggi è la volta di John Bramblitt. Questa volta non siamo andati troppo indietro nel tempo per trovare un esempio tangibile di come dall’arte possa prendere le mosse una voglia di riscatto, di superamento del dolore e di grande rivalsa personale, capace di trasformare l’esistenza in qualcosa di unico. Da un vissuto fatto di rabbia e sofferenza per la perdita della vista, insomma, scaturisce non solo una rinnovata voglia di vivere, ma anche un inaudito entusiasmo per la vita stessa, per le sue forme e per i suoi colori. Questo e molto altro si evince dai dipinti di John Bramblitt. Ma vediamo di conoscerlo più da vicino. 

Chi è John Bramblitt, artista ipovedente americano

Classe 1971, John Bramblitt perde la vista nel 2001 a seguito di una serie di attacchi epilettici di una certa gravità. Dalla cecità improvvisa alla depressione, il passo è breve: il giovane John, che ancora non ha mai preso in mano un pennello se non per gioco, è in grave difficoltà psicologica. Anzi, senza l’uso della vista qualunque azione, anche minima, gli sembra impossibile ed insormontabile. I mesi passano, tristi ed inesorabili. Il giovane non trova il modo né i giusti stimoli per accettare la sua nuova condizione ed apprezzare la vita per quello che ora gli dà. Eppure, dopo un lungo anno trascorso in uno stato di totale depressione, senza alcun tipo di stimolo, interesse o curiosità verso il mondo che lo circonda, un giorno qualcosa improvvisamente cambia. John afferra un pennello e prova ad abbozzare un disegno: finalmente riuscito a scendere a patti con la sua cecità, e guidato da una certa dose di forza di volontà, nasce un artista di fama mondiale.

Di che tipo di cecità soffre John Bramblitt

La cecità di cui soffre John Bramblitt si chiama cecità funzionale. Il suo apparato visivo distingue la luce da buio, ma non è in grado in alcun modo di distinguere le forme. Una condizione che apparentemente potrebbe rendere impossibile svolgere alcune azioni come dipingere un’opera d’arte: tuttavia, Bramblitt ha trovato la sua strada ed i suoi metodi personali per esprimersi in tutto il suo talento.

John Bramblitt, forme e colori prendono vita tra le sue mani

I colori delle opere d’arte firmate (in Braille) John Bramblitt sono più che mai vividi ed intensi, mentre le forme sono ben definite da linee in rilievo. La cifra stilistica dell’artista è – in qualche modo – la conseguenza diretta di quel suo modo unico e personale di vivere e di realizzare l’opera d’arte. L’artista traccia le figure in modo deciso e definito, con pennellate sicure ed in rilievo, percorribili ed identificabili con le sue stesse dita. E’ il tatto a guidarlo, non la vista. Analogamente, i colori sono vividi ed intensi, poco propensi all’errore cromatico, progettati e pensati come in una ricetta di cucina. Sono le dosi, che l’artista ha ben chiare nella sua mente, a consentirgli di mischiare i colori ottenendo sfumature e tonalità differenti. Manualità e ricette “segrete”, insomma, diventano gli occhi di un artista che ha trovato nell’espressione creativa il riscatto da una condizione che lo stava isolando irreparabilmente dal resto del mondo.