opere d'arte e patologie oculistiche

E’ sempre interessante approfondire il tema della relazione tra talento artistico e patologie oculari: non sono pochi, infatti, i casi di pittori, scultori ma anche musicisti che, nel corso della storia, hanno saputo distinguersi nonostante una patologia visiva talvolta anche grave. 

Monet, dalla miopia all’impressionismo

Uno dei casi più celebri di un grandi artista che ha saputo eccellere nonostante i suoi problemi visivi è senza dubbio Monet, che non solo soffriva di una grave miopia ma, in tarda età, aveva anche sviluppato la cataratta. L’avanzare della patologia e la conseguente guarigione si evincono non solo dai testi dell’epoca, ma anche dall’osservazione delle sue opere d’arte, i cui colori, dapprima vividi e sgargianti, andarono via via “sbiadendo”, per poi tornare più vivaci di prima dopo l’intervento di cataratta al quale si sottopose.

Van Gogh e la maculopatia

Un altro caso rilevante è quello del celebre pittore Van Gogh, che nonostante soffrisse di maculopatia, ha dato vita ad opere d’arte che hanno lasciato un segno tangibile nella storia dell’arte mondiale. Le immagini di molte opere firmate Van Gogh appaiono quasi sfocate, deformate: una cifra artistica dovuta, in parte, anche alla maculopatia della quale il grande artista soffriva.

Un’interessante raccolta di opere d’arte realizzate da artisti con problemi visivi

Patologie visive, anche invalidanti, hanno sicuramente avuto un impatto visibile sulle opere di tanti artisti, che hanno saputo dar vita a capolavori senza tempo, capaci di diventare pietre miliari della cultura e che hanno segnato il passo della storia dell’arte mondiale.  Una lettura interessante, a questo proposito, è L’occhio dell’artista – Una lettura oftalmologica dell’occhio umano, nella quale Cesare Fiore, ordinario di Oculistica all’Università di Perugia nonché grande appassionato di arte e di letteratura, ha preso in esame oltre 200 artisti dal Quattrocento ai giorni nostri, per analizzare, comprendere e sottolineare come la presenza di una patologia visiva non sia stata in alcun modo un limite alla loro espressività artistica.