Sei in dolce attesa? Non dimenticare di andare dall’oculista

Avere una nuova vita in grembo è un’emozione indescrivibile ed un privilegio eccezionale ed incomparabile, foriero di emozioni che lasceranno un segno indelebile nel profondo di ogni donna. Durante la gestazione, è naturale affidarsi ad un ginecologo di fiducia, con il quale monitorare l’andamento della gravidanza ed effettuare, mese dopo mese, gli opportuni controlli. Tuttavia, il ginecologo non è l’unico specialista da interpellare: nel corso della gravidanza può capitare di andare incontro a qualche disturbo di tipo visivo. Ecco perché conviene consultare anche un oculista.

Come cambia il corpo della gestante in nove mesi

Durante i nove mesi della gravidanza, il corpo della donna subisce una serie di cambiamenti generalmente reversibili con la nascita del bambino. Si tratta di variazioni a livello ormonale, ma anche a livello di pressione sanguigna, di postura e, non ultimo oltre che più evidente, per quanto riguarda la forma del corpo della gestante. Molti “sintomi” tipici della gravidanza, come la nausea, l’iperpigmentazione dell’epidermide, l’ingrossamento del seno, la sensazione di sonnolenza, sono causati dalle oscillazioni ormonali.

Cosa succede invece all’apparato visivo durante una gravidanza?

Poiché, come spesso accade quando si affrontano temi inerenti la salute, anche su questo tema i luoghi comuni non mancano, ecco spiegato in breve cosa accade all’apparato visivo in gravidanza.

  1. Secchezza oculare. A causa delle variazioni ormonali, la gestante può sperimentare una sensazione di secchezza oculare, alla quale può ovviare ricorrendo alle lacrime artificiali. Inoltre, e poiché il film lacrimale è leggermente alterato, la gestante abituata ad usare le lenti a contatto potrebbe mal sopportarle. Il consiglio, specie per chi trascorre molte ore davanti al computer, è di sostituire le lenti a contatto con gli occhiali da vista, almeno fino al momento del parto.
  2. Visione sfocata. La visione sfocata è dovuta solitamente alla carenza di ferro che spesso accompagna i nove mesi di gestazione, e che va via via peggiorando a mano a mano che la data del parto si avvicina. Poiché il ferro e la transferrina sono responsabili anche della corretta ossigenazione del sangue e dei tessuti, va da sé che anche l’apparato oculare, se non sufficientemente ossigenato, possa andare incontro a qualche piccolo fastidio, come per esempio una sensazione di visione sfocata. La carenza di ferro può anche dare la sensazione di vedere dei lampi luminosi, un effetto dato anche, talvolta, dagli sbalzi di pressione tipici del periodo gestazionale.

Che cosa invece non succede all’apparato visivo?

Per quanto riguarda i luoghi comuni sulla gravidanza, è bene sapere che durante i nove mesi di gestazione, al di là dei disturbi transitori sopra citati, non si perde capacità visiva, né si sperimenta un peggioramento della miopia.

Sei in gravidanza? Prenota un controllo oculistico

Si consiglia di programmare almeno una visita oculistica durante la gestazione, a maggior ragione se la gestante è affetta da diabete o ha contratto il diabete gestazionale. La visita oculistica specialistica consentirà all’oculista di valutare lo stato generale di salute dell’occhio e della retina e di consigliare i giusti integratori, se necessari (sempre meglio evitare il fai da te, soprattutto in gravidanza). Inoltre, visto il delicato stato emotivo della futura mamma, una visita oculistica specialistica sarà l’occasione per chiedere qualche chiarimento e, perché no, qualche rassicurazione, in merito ai sintomi sopra descritti, come la visione sfocata, la secchezza oculare o i flash luminosi.

PRIMA, la visita oculistica specialistica perfetta anche per le gestanti

Neovision ha messo a punto la visita oculistica specialistica PRIMA, un controllo generale ed approfondito dell’apparato visivo e della vista, perfetto anche per la donna in gravidanza che voglia monitorare lo stato di salute dei propri occhi, chiedere informazioni in merito ai sintomi oculari connessi alla gestazione o chiarimenti sui luoghi comuni che sicuramente avrà occasione di sentire tra amici e parenti.

Per prenotare la tua visita PRIMA chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.

 

3 motivi per non dormire con le lenti a contatto

Ti è mai capitato di dimenticarti di togliere le lenti a contatto prima di andare a dormire? Probabilmente qualche volta ti sarà successo: se si tratta di un breve sonnellino, poco male, ma cosa succede invece se ci si dimentica di togliere le lenti a contatto prima del riposo notturno? Ecco 3 motivi per cui sarebbe preferibile evitare di andare a letto indossando le lenti a contatto. 

1 – Durante il sonno la lacrimazione è minore

Poiché durante la notte il riflesso di ammiccamento è assente, l’occhio è meno lubrificato e dunque è più facile andare incontro ad una sensazione di secchezza, seppur transitoria. Se vai a coricarti senza togliere le lenti a contatto, insomma, non è escluso che tu possa risvegliarti al mattino con gli occhi arrossati e con una sgradevole sensazione di rossore.

2 – Durante il sonno l’ossigenazione della cornea è minore

L’aria – ed in particolare l’ossigeno in essa contenuto – svolge un ruolo fondamentale nel preservare la buona salute della cornea. Se è vero che una buona parte dell’ossigenazione della cornea proviene dai vasi sanguigni disposti attorno ad essa, è anche vero che coprire la cornea con le lenti a contatto (anche le migliori al mondo) per così tante ore e privarla del contatto con l’aria esterna, non fa bene, soprattutto qualora dovesse diventare un’abitudine.

3 – Si possono favorire proliferazioni batteriche

Durante il sonno, polvere ed impurità che si sono depositati sulle lenti durante il giorno possono generare spiacevoli irritazioni o peggio ancora infezioni. La ridotta lacrimazione e l’assenza del riflesso di ammiccamento fanno sì che queste impurità non vengano in alcun modo lavate via e che ristagnino nottetempo nell’occhio. Insomma, impurità, microorganismi ed allergeni potrebbero proliferare proprio sotto le lenti a contatto, regalandoti, al risveglio, una spiacevole congiuntivite.

Il consiglio: non rinunciare mai alla tua routine di igiene dell’occhio

Il consiglio generale è quello di tenere le lenti a contatto solo per il tempo strettamente necessario. Una volta rientrati a casa, se possibile anche qualche ora prima di andare a dormire, è preferibile toglierle, così da ripristinare il naturale pH oculare e favorire un’adeguata lubrificazione. Una piccola abitudine che ti ruberà solo pochi istanti ma che ti consentirà di evitare spiacevoli disturbi. 

Sei stanco di doverti ricordare di togliere le lenti a contatto ogni sera?

FREEDOM è la visita oculistica specialistica completa ed accurata pensata per chi vuole intraprendere un percorso di libertà da lenti ed occhiali.

Prenota oggi online la tua visita specialistica FREEDOM: potrai portare con te un amico che al quale offriremo un esame della refrazione ed un controllo diottrico degli occhiali. 

Operazione "Libera la vista"! Prenota online Neovision FREEDOM

 

Salute oculare: tre falsi miti da sfatare

La salute dell’apparato visivo viene spesso data per scontata o addirittura si tende a credere di sapere già tutto sui propri occhi e su come prendersene cura. Ma siamo davvero sicuri di essere così preparati in materia? O forse a volte ci facciamo ingannare da luoghi comuni e falsi miti? Vediamo di sfatarne alcuni. 

1 – L’allattamento peggiora la capacità visiva della neo mamma

Sull’allattamento se ne scrivono (e se ne leggono) davvero di tutti i colori. Tra i falsi miti che vogliamo sfatare c’è quello secondo il quale allattare pregiudicherebbe le capacità visive della mamma. Nulla di più falso. Non vi è alcuna ricerca scientifica che provi l’esistenza di una connessione tra allattamento e difetti visivi. Anzi, ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità incoraggia l’allattamento al seno come alimentazione esclusiva fino ai sei mesi di vita del bambino, ed in associazione ad altri alimenti complementari fino ai due anni. Ricordiamo anche alle neo mamme che durante il delicato periodo dell’allattamento è fondamentale bere molto, aumentando dal consueto litro d’acqua al giorno fino ai due litri d’acqua. Un accorgimento che sicuramente avrà effetti benefici anche sulla salute oculare.

2 – L’intervento di cataratta è pericoloso

Anche questo luogo comune è assolutamente falso. L’intervento di cataratta è un intervento particolarmente sicuro, che come tutti gli interventi chirurgici può presentare alcuni rischi, ma la cui percentuale di successo sfiora oggi quota 100%. La facoemulsificazione, questo è il nome della tecnica chirurgica praticata nel corso dell’intervento di cataratta, offre innumerevoli vantaggi oggettivi ed oggi si effettua con tecnologie moderne e d’avanguardia che consentono al chirurgo di fare a meno di bisturi o lame di sorta. Al contrario, si può dire che scegliere di non operare la cataratta può rivelarsi pericoloso, soprattutto nei pazienti anziani che rischiano di inciampare o cadere a causa di un’incertezza motoria alla quale vanno a sommarsi i sintomi tipici della cataratta, come visione offuscata e contorni poco definiti. Ricordiamo, peraltro, che ad oggi non esiste alcun trattamento farmacologico che consenta di prevenire né di curare la cataratta.

Leggi anche: intervento di cataratta, la facoemulsificazione

3 – Dottore, quante “diottrie” mi mancano?

Un altro mito da sfatare è quello delle “diottrie”. Spesso si tende a confondere il concetto di diottrie con quello di decimi: in realtà, si tratta di due unità di misura ben diverse. Le diottrie indicano l’entità del difetto visivo dell’occhio e dunque della lente che andrà a correggerlo. I decimi invece esprimono quanto l’occhio vede che, in condizioni normali, dovrebbero essere 10/10. Queste due unità di misura sono svincolate tra loro. Per esempio, ad un difetto di 2 diottrie non corrisponde una visione fino a 8/10 senza occhiali e viceversa, un paziente che vede 6/10 non è detto che abbia un difetto visivo di 4 diottrie.

 

Un’ottima notizia per i nostri occhi: il buco nell’ozono si sta riducendo

Gli scienziati della Nasa hanno riscontrato una riduzione del buco nell’ozono pari al 20% dal 2005 ad oggi. Una notizia che non può che rallegrarci, dal momento che lo strato di ozono presente nell’atmosfera terrestre esercita un’importante azione protettiva nei confronti dell’intero ecosistema del nostro pianeta. E non solo: la riduzione del buco nell’ozono offre indubbi benefici anche al nostro apparato visivo. Ecco spiegati i motivi. 

Cos’è il buco nell’ozono?

Uno degli strati che compongono l’atmosfera terrestre, chiamato stratosfera, è composto da ozono, un gas avente il ruolo fondamentale di difendere il pianeta dai raggi solari ultravioletti.  Negli anni ’70 alcuni scienziati si sono accorti che lo strato di ozono si stava assottigliando a causa dell’ingente quantità di sostanze inquinanti frutto delle attività umane. Quando le sostanze inquinanti entrano in contatto con i raggi ultravioletti presenti nell’atmosfera, si degradano e rilasciano atomi di bromo e cloro che danneggiano lo strato di ozono. Il progressivo peggioramento di questo fenomeno e la penetrazione dei raggi ultravioletti nell’atmosfera sono pericolosi per la terra ed il suo ecosistema – perché inibiscono la naturale fotosintesi clorofilliana e mettono a repentaglio la salute della specie umana.

Quali sono i rischi del buco nell’ozono per la salute umana?

Le radiazioni ultraviolette che penetrano nell’atmosfera rappresentano una minaccia per la salute umana. Si tratta di radiazioni invisibili e fredde, alle quali spesso ci esponiamo in maniera del tutto inconsapevole. Esse sono presenti nella nostra atmosfera durante tutto l’anno, anche quando il cielo è nuvoloso ed è maltempo. Inoltre, l’effetto di riverbero dato dalla presenza di acqua (quando siamo al mare o al lago) oppure di neve, ne amplifica gli effetti dannosi. Questi raggi possono rivelarsi pericolosi sia per l’epidermide che per l’apparato visivo. Per quanto riguarda l’apparato visivo, la loro lunghezza d’onda gli consente di penetrare in profondità negli occhi, causando danni non solo alla cornea ma anche al cristallino e alla retina. Non dimentichiamo che, essendo invisibili, i raggi ultravioletti non innescano il meccanismo di restringimento della pupilla.

Come proteggersi dai raggi UV

A volte si sceglie di indossare un paio di occhiali scuri pensando di proteggersi dai raggi UV con efficacia. Tuttavia, il colore scuro della lente non è sempre sinonimo di alta protezione, perché questa dipende dalla qualità della lente stessa. Analogamente, non è corretto pensare di essere al sicuro dai raggi UV quando ci si trova all’interno dell’abitacolo della propria autovettura, perché parabrezza e finestrini non esercitano una protezione totale da questo tipo di radiazioni.

La buona notizia: il buco nell’ozono si sta restringendo

La buona notizia è che il buco nell’ozono si sta restringendo. Il 16 settembre 1987 è stato firmato un protocollo internazionale, il Trattato di Montréal, il cui obiettivo era quello di ridurre le emissioni di sostanze inquinanti responsabili del peggioramento del buco nell’ozono, con particolare riferimento ai clorofluorocarburi, ovvero i gas usati nelle bombolette spray e negli impianti di refrigerazione. Un provvedimento che si è rivelato efficace e che oggi ha consentito agli studiosi del Goddard Space Flight Center della Nasa (Maryland) di registrare una concreta diminuzione del buco nell’ozono. Un traguardo le cui ripercussioni positive si potranno apprezzare sia sull’intero ecosistema del pianeta, sia sulla salute degli individui che lo popolano.

Iniezioni intravitreali: come affrontarle bene e vincere l’ansia

Le iniezioni intravitreali rappresentano un trattamento efficace per contrastare la progressione della degenerazione maculare senile essudativa. Il Mancherster Royal Eye Hospital ha recentemente pubblicato sulla rivista American Journal of Ophtalmology i risultati di una ricerca volta a valutare la presenza di ansia e depressione nei pazienti che si sottopongono alle iniezioni anti-VEGF per il trattamento della patologia. Tuttavia, molti dei timori sperimentati dai pazienti sono del tutto infondati. Cerchiamo di spiegarne i motivi. 

Premessa: cosa sono le iniezioni anti-VEGF

La terapia a base di iniezioni intravitreali anti-VEGF rappresenta un’arma efficace per contrastare la degenerazione maculare senile essudativa. Quest’ultima è una forma di degenerazione della macula – la parte centrale della retina, situata proprio in corrispondenza della papilla del nervo ottico – deputata alla visione centrale ed alla percezione del colori. Nella forma essudativa, la degenerazione maculare senile si verifica quando, sulla membrana sottostante alla retina, chiamata coroide, si ha una crescita anomala di vasi sanguigni, innescata da una particolare proteina detta VEGF. La ricerca medica ha messo a punto un farmaco, detto anti-VEGF, che permette di contrastare con efficacia questa proliferazione di vasi sanguigni e di offrire beneficio proprio a chi soffre di degenerazione maculare senile essudativa.

L’obiettivo della ricerca ed i suoi risultati

L’obiettivo della ricerca condotta dai ricercatori del Manchester Royal Eye Hospital era quello di sondare i livelli di ansia e depressione nei pazienti sottoposti ad iniezioni intravitreali, ovvero vagliare lo stato psicologico di chi si sottopone con una certa periodicità a trattamenti invasivi. Effettivamente, nonostante il miglioramento oggettivo del quadro clinico del paziente e dunque della capacità visiva, la ricerca ha evidenziato la presenza di ansia e depressione dovute alla paura di sottoporsi alle iniezioni intravitreali, soprattutto nelle prime fasi del trattamento. (fonte: Ajo.com)

In cosa consiste il trattamento con iniezioni intravitreali

La terapia consiste in tre iniezioni intravitreali seguite da altre, fino ad un totale di 6/8 iniezioni nell’arco del primo anno di trattamento. Recentemente peraltro, l’Unione Europea ha stabilito che l’oculista abbia facoltà decidere, compatibilmente con la risposta del paziente al trattamento, come cadenzare le iniezioni successive alle prime tre. (fonte Bayer.de).

Niente paura! Il segreto è affidarsi ad un oculista di grande esperienza

Il timore infondato che il farmaco non dimostri la sua efficacia e la paura (altrettanto infondata) di subire danni oculari a seguito delle iniezioni, contribuiscono ad alimentare uno stato di ansia e di depressione che trova miglioramento solamente laddove il medico dimostri comprensione ed empatia verso i pazienti, instaurando con essi un legame che trascenda la pura esecuzione di una pratica medica per sfociare nella costruzione di un vero rapporto di fiducia tra medico e paziente.

Un trattamento efficace, sicuro ed indolore

Nonostante si tratti di un trattamento invasivo, le iniezioni intravitreali vengono praticate da oculisti esperti con aghi sottilissimi: non si tratta dunque di una procedura dolorosa, né pericolosa. Inoltre, queste iniezioni si sono dimostrate molto efficaci nel trattamento della patologia. E’ naturale sperimentare un pò di ansia nel momento in cui ci si sottopone ad un intervento invasivo, ma la scelta di un oculista esperto con il quale instaurare un rapporto di fiducia basato sul dialogo, sicuramente vi aiuterà ad affrontare le iniezioni anti-VEGF con maggiore serenità.

 

Arriva l’App che accompagna non vedenti e ipovedenti a fare la spesa

in arrivo una nuova applicazione per non vedenti

Si chiama Eyeshopper l’applicazione sviluppata nei giorni scorsi da un gruppo di studenti milanesi, pensata per aiutare ipovedenti e non vedenti a destreggiarsi tra bancali e corsie del supermercato e fare la spesa in autonomia. L’idea, sviluppata nel corso di una maratona per l’innovazione organizzata proprio dalle università milanesi, è piaciuta così tanto che riceverà supporto e finanziamenti dall’acceleratore di start up Bioupper.

Dalla maratona per l’innovazione nasce Eyeshopper

Eyeshopper è frutto della mente di sei studenti milanesi del Politecnico, della Bicocca e della Cattolica, che si sono incontrati in occasione di H4O, un progetto internazionale di innovazione nel campo della salute avente l’obiettivo di individuare soluzioni pratiche capaci di rispondere ai bisogni concreti di ipovedenti e non vedenti. Al termine della due giorni sotto il segno della ricerca, agli studenti è stato assegnato un premio, oltre alla possibilità di approfondire, perfezionare e pubblicare Eyeshopper grazie al sostegno ed al finanziamento dell’acceleratore di start up Bioupper.

Come funziona Eyeshopper

Eyeshopper si basa sull’idea che l’utente possa preparare la lista della spesa a casa e poi recarsi al supermercato con l’aiuto di una voce guida capace di indicare di volta in volta la collocazione dei prodotti grazie ad un particolare algoritmo simile a quello di google maps. Ad oggi l’applicazione è ancora nella sua fase embrionale, ma gli studenti hanno già chiare le funzionalità che andranno successivamente ad implementare. Tra queste, a supporto ed a completamento del servizio offerto da Eyeshopper, anche la possibilità di dotare i supermercati di percorsi guidati per non vedenti ispirati alle indicazioni tattilo-plantari che oggi si trovano nelle stazioni della metropolitana. Ad oggi esistono già diverse applicazioni per smartphone basate sulla geolocalizzazione, capaci di guidare l’utente nel corso di una passeggiata per le vie della sua città, indicandogli le fermate dell’autobus o i punti di interesse quali musei, monumenti e persino negozi. Eyeshopper si propone, tuttavia, di fare un salto di qualità, e di accompagnare l’utente per mano proprio all’interno di un negozio come il supermercato, dove l’utente ipovedente o non vedente possa trovare in totale autonomia le risposte pratiche ad un bisogno concreto e quotidiano come quello di fare la spesa.

5 consigli per tenere lontani gli occhiali da vista

5 consigli per tenere lontani gli occhiali da vista

Nonostante oggi il mercato dell’occhiale da vista offra soluzioni sempre più accattivanti, esteticamente piacevoli, al passo coi tempi e realizzate in materiali leggerissimi, flessibili ed altamente resistenti, non a tutti fa impazzire l’idea di indossare una protesi esterna per sopperire alle carenze visive. Ecco allora 5 consigli che possono aiutarci a mantenere una vista sana ed evitare il più possibile di dover ricorrere agli occhiali da vista.

1 – Vai dall’oculista

Ti sembrerà strano ma è così: anche chi vede davvero alla perfezione (o almeno così crede), farebbe bene a sottoporsi ad una visita oculistica almeno una volta l’anno. Le nuove generazioni studiano per molti più anni di quanto non facessero le precedenti, e nel tempo libero trascorrono molte più ore davanti a tablet, smartphone, computer e televisioni di quanto facessero i loro coetanei di pochi decenni fa. L’uso intensivo che si fa oggi dell’apparato visivo richiede controlli della vista periodici ed accurati.

2 – Usa un buon paio di occhiali da sole

Trascorrere molte ore all’aria aperta fa bene alla vista, a patto che si proteggano gli occhi con un buon paio di occhiali da sole. I raggi ultravioletti, presenti nell’atmosfera anche nelle giornate grigie e nuvolose, possono danneggiare irrimediabilmente l’occhio ed in particolare la retina. Proteggersi è una buona abitudine!

3 – Non utilizzare i device elettronici al buio

Come già detto, oggi si tende a trascorrere molte ore davanti ai device elettronici, sia per motivi di studio, sia per giocare, svagarsi, vedere film o fiction, interagire con gli amici. Attenzione però all’uso che ne fai: abbi cura di tenere sempre questi strumenti ad almeno una trentina di centimetri dal viso, e di non usarli al buio. Gli effetti nocivi della luce blu emessa da smartphone, tablet, computer e televisori si accentuano in condizioni di poca luce.

4 – Usa le opportune protezioni quando pratichi sport

Prendersi cura dei propri occhi significa anche preservarli da eventuali traumi o incidenti. Se sei un amante dello sport, usa sempre un buon paio di occhiali protettivi specifici. Questo vale per esempio per lo sci, per il ciclismo, per il nuoto e per molti altri sport.

5 – Bevi molta acqua e mangia bene

Per essere perfettamente efficiente, l’apparato visivo ha bisogno di essere ben lubrificato. Bere molta acqua e prestare attenzione all’alimentazione, introducendo frutta e verdura di stagione, ma anche pesce, carne, molluschi, cereali e uova, fa bene alla vista, e ti tiene alla larga da una lunga serie di patologie che hanno a che fare con lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare.

E per chi già indossa gli occhiali, ma non ne può più?

Se indossi già gli occhiali da vista ma non ne puoi più, ti danno fastidio, non ti ci vedi oppure li dimentichi sempre da qualche parte, puoi valutare l’idea di sottoporti ad un intervento di correzione dei difetti visivi. In Neovision abbiamo predisposto a questo scopo FREEDOM, la prima visita specialistica accurata e completa pensata proprio per chi già soffre di miopia, astigmatismo, ipermetropia ed incluso presbiopia e sta pensando di eliminare gli occhiali da vista o le lenti a contatto.

Prenota la tua visita FREEDOM e ritrova la libertà di vedere

Per prenotare la tua visita specialistica FREEDOM – che ti consentirà di valutare la possibilità di riacquistare la libertà di vedere senza dover ricorrere all’uso di lenti – chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 lo 02 30317600.

 

Neovision e Essilor Italia insieme per la Giornata Mondiale della Vista

Neovision ed Essilor Italia insieme per Refugees Welcome Italia

La Giornata Mondiale della Vista non è solamente un’occasione per ricordare e ricordarci che la vista è un bene prezioso, ma può anche trasformarsi in una valida e concreta opportunità di aiuto e di sostegno nei confronti di chi è meno fortunato di noi. Ecco perché Neovision ha accettato con entusiasmo l’invito ad essere presente col suo staff presso la sede milanese di Essilor Country Italia, al fine di offrire ad alcuni ragazzi di Refugees Welcome Italia uno screening della vista gratuito. 

Una vision comune: preservare il prezioso dono della vista

L’interesse concreto per il benessere visivo delle persone è ciò che accomuna Neovision ed Essilor, che spesso nel corso dell’anno mettono in atto iniziative e strategie volte a sottolineare l’importanza della prevenzione per salvaguardare il dono unico e prezioso della vista.

Ed ecco che il giorno 11 ottobre 2018, in occasione della Giornata Mondiale della Vista, le strade di Neovision ed Essilor trovano terreno d’incontro in una bella iniziativa di prevenzione e solidarietà verso i giovani rifugiati accolti nel nostro paese da Refugees Welcome Italia. Refugees Welcome Italia è una onlus impegnata nella promozione del cambiamento culturale e nella creazione di modelli innovativi di accoglienza dei rifugiati, che vengono ospitati presso famiglie italiane al fine di facilitarne il più possibile la naturale inclusione sociale.

Neovision ed Essilor insieme per i rifugiati di Refugees Welcome Italia: solidarietà e tanta voglia di prevenzione

La partnership che il giorno 11 ottobre vedrà coinvolte Neovision ed Essilor ha come obiettivo quello di offrire ad alcuni rifugiati un controllo della vista e l’eventuale fornitura di occhiali qualora ve ne sia il bisogno. Per l’occasione, lo staff di Neovision sarà presente presso la sede milanese della multinazionale francese produttrice di lenti oftalmiche, e metterà a disposizione competenza e professionalità come segno di solidarietà e di sensibilità verso peculiare condizione di questi ragazzi. Sarà Essilor, invece, a fornire, qualora necessario, il giusto equipaggiamento di occhiali a chi ne avrà bisogno.

Perché l’inclusione passa anche dalla partecipazione a screening sulla salute e momenti di prevenzione

Neovision e Essilor, insomma, hanno scelto di unire professionalità e competenza sotto il segno non solo della voglia di preservare il dono della vista e di consentire la miglior visione a più persone possibile, ma anche della sensibilità umana e della solidarietà verso chi ha vissuto esperienze certamente molto forti e segnanti.

La scienza lo conferma: chi ha bisogno degli occhiali, è più intelligente

i piu intelligenti hanno bisogno degli occhiali

Dovendo chiudere gli occhi ed immaginare il “secchione” della classe, o per dirla con un termine più al passo coi tempi il “nerd”, sicuramente lo visualizzereste “occhialuto”, a bordo della sua bici, ad allontanarsi verso casa con il suo carico di libri, mentre i compagni si trattengono fuori dalla scuola tra una chiacchiera e l’altra. Ebbene, oggi la scienza non fa che confermare uno dei dettagli di questa scena così vivida e presente nell’immaginario collettivo: è proprio vero, infatti, che i più intelligenti portano gli occhiali. Insomma, il legame tra intelligenza e difetti visivi non sarebbe affatto casuale. 

Chi ha bisogno degli occhiali è più intelligente: ecco cosa dice la scienza

I ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno preso in esame, in un recente studio pubblicato su Nature Communications, il rapporto tra funzioni cognitive e difetti visivi. Gli studiosi hanno preso in esame i dati genetici e le capacità cognitive di oltre 300 mila persone di diverse fasce d’età, tra i 16 ed i 102 anni. La conclusione dello studio è stata che vi sono delle correlazioni positive, ovvero delle relazioni di causa-effetto, tra alcune funzioni cognitive misurate attraverso dei test di intelligenza (QI) e la predisposizione a sviluppare alcune patologie ed alcuni difetti visivi.

Ecco spiegato perché chi ha bisogno degli occhiali è più intelligente

Stando ai risultati degli studi condotti dai ricercatori, i soggetti che nei test del QI si sono maggiormente distinti rispetto agli altri hanno il 30% in più di possibilità di sviluppare difetti visivi (sulla base delle loro caratteristiche genetiche). E non solo: a quanto pare questi soggetti sarebbero più longevi e meno inclini a sviluppare problemi cardiovascolari. Nonostante questo interessante studio non faccia che confermare l’immagine che campeggia nell’immaginario collettivo e dunque non ci stupisca in particolar modo, è anche vero che valutare “l’intelligenza” di una persona attraverso dei semplici test del QI può avere dei limiti, così come associare le caratteristiche del DNA di un soggetto alle sue capacità cognitive può mostrare aspetti insidiosi e di difficile interpretazione.

Vuoi fare a meno degli occhiali, ma non della tua intelligenza?

Ora che hai appurato – in base alla scienza – che probabilmente sei più intelligente di chi ti circonda, puoi decidere di conservare la tua intelligenza e fare comunque a meno degli occhiali. Scopri come fare a meno di lenti ed occhiali, prenota il tuo appuntamento per una visita oculistica specialistica presso una delle nostre cliniche Neovision, chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 30317600.

Fonte: Nature Communications

Il collirio Montalcini approda negli USA

il collirio montalcini approda negli USA

Il nuovo collirio al fattore di crescita neurotrofico – detto anche collirio Montalcini – presentato ufficialmente al congresso della Società Italiana Trapianti di Cornea nel febbraio del 2018 approda negli Stati Uniti a seguito dell’approvazione della messa in commercio del farmaco da parte della Food and Drug Administration. Alla base della messa a punto del collirio, gli studi condotti da Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen sul fattore di crescita nervoso – il Nerve Growth Factor – che valsero ai due studiosi l’assegnazione del Premio Nobel per la Medicina nel 1986. 

Cos’è il collirio NGF, noto anche come collirio Montalcini

Il collirio NGF è un farmaco contenente, come anticipato, il nerve growth factor, la proteina scoperta da Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen: si tratta di una proteina che il nostro organismo produce in modo naturale, il cui ruolo è quello di agire come sentinella e inviare un segnale di allerta qualora vi siano delle cellule nervose morte che necessitano di essere sostituite. Una scoperta rivoluzionaria – quella del collirio Montalcini che oggi consente ai malati di cheratopatia neurotrofica di trovare beneficio ai sintomi della patologia, oltre che di rallentarne la progressione.

Il collirio Montalcini: un farmaco italiano approda negli Stati Uniti

Se italiana è la scoperta del fattore di crescita nervoso, lo è anche l’azienda farmaceutica che ha saputo tradurre questo grande traguardo scientifico in un farmaco in grado di essere d’aiuto a tanti pazienti non solo in Europa ma oggi anche negli Stati Uniti D’America. In particolare il farmaco sviluppato in Italia avvalendosi degli studi di Rita Levi Montalcini, è fondamentale per il trattamento e la cura della cheratopatia neurotrofica, perché stimolando la rigenerazione delle cellule nervose, limita il progredire della patologia ed evita a molti pazienti di andare incontro a conseguenza gravissime ed irreversibili. Non dimentichiamo, infatti, che la cheratopatia neurotrofica, pur essendo una malattia rara, è davvero molto insidiosa. Si tratta, infatti, di una malattia degenerativa dello strato più superficiale della cornea, che perde via via di sensibilità e va progressivamente assottigliandosi, per poi, nelle forme più gravi, sviluppare ulcere e lesioni capaci di condurre il paziente alla cecità. L’autorizzazione alla messa in commercio del collirio Montalcini anche oltroceano rappresenta non solo un valido e concreto aiuto per quanti soffrono di cheratopatia neurotrofica negli Stati Uniti D’America, ma anche un grande segno di riconoscimento del valore della ricerca italiana.