La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia oculare spesso confusa con un disturbo fastidioso ma che si tende a ritenere tutto sommato passeggero. E questo nonostante i suoi sintomi si ripresentino puntualmente diverse volte l’anno. Tra i sintomi ricorrenti e concomitanti della sindrome troviamo, oltre ad una generale secchezza oculare, anche una sensazione di bruciore, corpo estraneo o sabbiolina, un certo arrossamento oculare, il desiderio di sfregarsi frequentemente gli occhi, episodi di iperlacrimazione e, non ultimo, la difficoltà ad aprire gli occhi al mattino. Quali sono le cause precise degli occhi secchi al risveglio? E come risolvere questo sintomo così fastidioso?

Occhi secchi al risveglio: come si manifesta?

Sarà capitato a molti di svegliarsi al mattino e provare una certa difficoltà ad aprire gli occhi in quanto “impastati” da sgradevoli secrezioni sviluppatesi durante il sonno. E’ uno dei sintomi tipici della congiuntivite, un’infiammazione della congiuntiva talvolta di origine batterica. La sensazione è del tutto spiacevole, ed è simile a quella che prova chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco. La differenza è che nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, non sono presenti secrezioni. Assieme alla difficoltà ad aprire gli occhi, nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, il paziente sperimenta una sensazione di prurito e di gonfiore.

Cosa fare in caso di occhi secchi al risveglio

Il primo consiglio è quello di evitare di ricorrere a colliri o umettanti acquistati in autonomia senza prima aver consultato lo specialista. E’ fondamentale distinguere tra una sensazione di secchezza transitoria, causata da una patologia, da un’allergia o da un trauma, per esempio, da un fenomeno invece persistente e recidivante. Stabilire le cause degli occhi secchi al risveglio è dunque importante per definire l’iter terapeutico da seguire. Una volta appurato che la causa della secchezza oculare al risveglio è la Sindrome dell’Occhio Secco, il consiglio è di seguire attentamente le indicazioni dell’oculista.

LAVMe, il protocollo di cura dell’Occhio Secco

In particolare, Neovision ha messo a punto un protocollo di cura – chiamato LAVMe – pensato proprio per combattere efficacemente tutti i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco. L’obiettivo è quello di giungere ad avere un controllo del disturbo sul lungo periodo. Un obiettivo ambizioso raggiungibile concretamente grazie al costante affiancamento del team di esperti Neovision.

Con LAVMe addio occhi secchi al risveglio

Il protocollo terapeutico LAVMe include:

  • una serie di sedute di Risonanza Quantica Molecolare, con cadenza da definire in accordo con le tue esigenze;
  • un percorso di rilassamento mindfulness;
  • una terapia personalizzata da seguire a casa;
  • la presenza costante di un esperto Neovision, sempre al tuo fianco in ogni momento.

Con LAVMe è possibile ridurre significativamente i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco, inclusi gli occhi secchi al risveglio, e ritrovare uno stato di benessere fisico e psichico globale.

Finalmente, il momento del risveglio non sarà più caratterizzato da uno stato emotivo di stress capace di vanificare il riposo notturno, ma anzi tornerà ad essere uno dei momenti più piacevoli della giornata.

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Le lenti intraoculari – IOL (Intra Ocular Lens) -sono piccolissime lenti straordinariamente performanti che si inseriscono all’interno dell’occhio al posto del cristallino umano oppure in sovrapposizione ad esso. Esse rappresentano, senza alcun dubbio, la frontiera più utilizzata e più interessante della correzione dei difetti visivi, siano essi di entità moderata oppure grave. Ma quando e come è possibile far ricorso alle lenti intraoculari? Quante tipologie ne esistono? Conosciamole più da vicino.

Lenti intraoculari, a chi servono?

Le lenti intraoculari sono un ritrovato particolarmente utile per la correzione permanente dei difetti visivi. Le loro caratteristiche le rendono davvero molto versatili: ciò significa che si prestano bene a risolvere una vasta gamma di esigenze di correzione, di qualunque entità e in pazienti con età e necessità differenti.

Volendo semplificare, i campi d’azione nei quali le lenti intraoculari trovano impiego sono due:

  • Persone in età matura e avanzata con difetti di media o elevata entità in abbinamento alla cataratta. In questo caso si rimuove il cristallino naturale opacato o in via di opacamento, risolvendo al contempo tanto la cataratta (cristallino opaco), quanto i difetti visivi preesistenti. In pazienti in età avanzata, anche laddove non vi sia ancora opacizzazione del cristallino, si può procedere alla sostituzione del cristallino per correggere i difetti visivi o per prevenire l’insorgenza della cataratta.
  • Persone in età adulta con difetti visivi molto elevati: è possibile impiantare una lente intraoculare in sovrapposizione al cristallino. In questo modo si riesce a correggere anche una miopia molto forte (per fare un esempio), senza pregiudicare il naturale potere accomodativo dato dal cristallino (cioè la capacità di mettere a fuoco in modo naturale a più distanze).

Come viene inserita una lente intraoculare?

L’intervento, fatto da mani esperte, è relativamente semplice e veloce. La sua durata è di pochi minuti (15-20 circa), è totalmente indolore e si esegue in regime ambulatoriale o di day surgery. Per accedere alla zona dove inserire la lente intraoculare, si esegue una piccolissima incisione sulla superficie esterna dell’occhio. L’incisione potrà essere effettuata tanto manualmente, quanto con l’ausilio di un moderno laser. Anche in quest’ambito, dunque, l’intervento presenta buoni margini di personalizzazione, in accordo con le esigenze e le preferenze del paziente. Al termine dell’intervento, il paziente può far ritorno presso la sua abitazione, dove non dovrà far altro che seguire una terapia a base di colliri.

Quali sono le caratteristiche delle lenti intraoculari? Quante tipologie ne esistono?

Le lenti intraoculari sono totalmente biocompatibili e si mantengono inalterate per tutta la durata della vita del paziente. Sono molto piccole, pressappoco come una lenticchia, perfettamente trasparenti e molto flessibili (sono in materiale molto morbido). I cristallini artificiali sono impiantabili in accordo con le esigenze visive del paziente.

Riassumendo, ad oggi esistono diverse tipologie di lenti intraoculari:

  • Monofocali
  • Monofocali toriche
  • Multifocali
  • Multifocali toriche
  • EDOF

Quali lenti intraoculari scegliere?

Le lenti monofocali consentono di correggere un solo difetto visivo. Al contrario, le lenti multifocali hanno un raggio d’azione molto più ampio. Esse si prestano a correggere più difetti visivi, inclusa la presbiopia. Le lenti toriche sono studiate per la correzione dell’astigmatismo. Grazie alle giuste lenti intraoculari, è possibile quindi eliminare totalmente l’uso degli occhiali, e riuscire a vedere bene a tutte le distanze.

A chi rivolgersi per l’intervento?

Nel settore pubblico raramente è possibile godere della versatilità sopra descritta, sia per quanto riguarda la tecnica chirurgica, che per la tipologia di cristallino artificiale. Nella maggior parte degli ospedali l’incisione si esegue in modo manuale, e le lenti intraoculari disponibili sono (salvo rare eccezioni) monofocali.

Al contrario, nei centri d’eccellenza è possibile scegliere, in accordo con l’èquipe medica, di affrontare un percorso chirurgico su misura. In questo caso sarà possibile avvalersi di strumenti laser sofisticati, così come optare per una lente intraoculare capace di risolvere in modo permanente tutti i difetti visivi.

Intervento di Cataratta - Intervento laser Miopia, Astigmatismo, Ipermetropia, Presbiopia - Finanziamento al 100% - Neovision Cliniche Oculistiche

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Quante volte vi sarà capitato di soffrire di mal di testa senza tuttavia riuscire a comprenderne la causa? Un mal di testa monolaterale, simile ad una classica emicrania. Fastidioso e persistente, anticipato ed accompagnato da una serie di sintomi oculari e non. Probabilmente ciò che avete sperimentato prende il nome di cefalea oftalmica. Un mal di testa difficile da tollerare, dal momento che l’unico desiderio che avete avuto è stato, forse, quello di coricarvi in un ambiente semibuio. Le sue cause della cefalea oftalmica possono essere differenti, ma in questa sede ci interessa approfondire l’importanza della prevenzione e della cura dei difetti visivi e di alcune patologie oculari come la cataratta, che possono esserne fattori predisponenti.

Cefalea oftalmica: cos’è

La cefalea oftalmica è un mal di testa solitamente anticipato da sintomi visivi specifici. Tanto i sintomi visivi quanto la cefalea sono di tipo monolaterale. Tra le cause di questo particolare mal di testa ve ne sono anche alcune di natura strettamente oculare, come la cataratta, i difetti visivi se non opportunamente corretti o, ancora, altre patologie oculari capaci di indurre un forte affaticamento visivo.

Tra i sintomi visivi della cefalea oftalmica citiamo:

  • presenza di macchie scure nel campo visivo;
  • presenza di flash luminosi nel campo visivo;
  • fotofobia: fastidio nei confronti della luce;
  • iperlacrimazione;
  • perdita parziale e temporanea della vista.

Questi sintomi anticipano la cefalea vera e propria, che si manifesta successivamente a carattere pulsante e con tendenza ad un peggioramento mano a mano che il tempo passa. I sintomi associati alla cefalea oftalmica sono:

  • fastidio e dolore pulsante nel camminare, fare gradini o scale;
  • nausea;
  • vertigini;
  • senso di debolezza muscolare;
  • fastidi, formicolii, parestesie monolaterali;
  • difficoltà nel linguaggio;
  • ipersensibilità nei confronti di odori oppure rumori.

Cause della cefalea oftalmica

Tra le cause più comuni della cefalea oftalmica, citiamo

  • Genetiche: sembrerebbe che vi possa essere una forma di ereditarietà nella cefalea oftalmica;
  • Ambientali: la cefalea oftalmica può esordire a seguito di un forte affaticamento, una disidratazione, un colpo di calore, esposizione al sole intenso, qualità del sonno scarsa;
  • Patologiche non oculari: in associazione ad altre patologie, quali la nevralgia del trigemino, anemia falciforme, emicrania;
  • Patologiche oculari: quando si è affetti da difetti visivi non corretti o corretti in modo sbagliato; oppure quando si è affetti da patologie oculari che innescano un affaticamento visivo, come la cataratta.

Quando a causare la cefalea oftalmica è la cataratta

La cataratta è una patologia oculare tipica dell’età avanzata. Si manifesta quando il cristallino, la piccolissima lente posta naturalmente all’interno del nostro occhio, si opacizza. La conseguenza di questa opacizzazione è un progressivo ed irreversibile affaticamento visivo che diviene mano a mano più marcato. A causa di questo senso di affaticamento costante, chi è affetto da cataratta può pertanto andare incontro ad episodi ricorrenti di cefalea oftalmica. La soluzione è solamente una, ed è data dall’intervento di cataratta. In questo senso, l’intervento di facoemulsificazione (questo è il nome “tecnico” dell’intervento di cataratta) presenta diversi vantaggi:

  • Restitusce un cristallino perfettamente trasparente e con esso una capacità visiva ottimale;
  • Mettere al riparo dalla cefalea oftalmica, così come da altri disturbi ed inconvenienti innescati dalla cataratta (cadute, incidenti);
  • Correggere contestualmente eventuali difetti visivi, anch’essi responsabili di sgradevoli episodi di cefalea oftalmica.

La correzione di difetti visivi concomitanti come astigmatismo e presbiopia, con la possibilità di tornare a vedere bene a tutte le distanze e senza occhiali, non è contemplata dal Sistema Sanitario Nazionale ed è possibile unicamente presso i centri di eccellenza come Neovision. In questo caso l’intervento di cataratta viene effettuato con lenti intraoculari Premium toriche, multifocali o EDOF.

A chi soffre di mal di testa ricorrenti, specie se di tipo monolaterale, si consiglia di sottoporsi ad una visita oculistica specialistica. Sarà l’occasione per accertare la presenza di difetti visivi oppure di patologie oculari che possono indurre, tra gli altri sintomi, anche un marcato affaticamento oculare. In particolare, presso Neovision è disponibile una visita oculistica specialistica – LUCE E COLORI – pensata proprio per accertare l’eventuale diagnosi di cataratta e valutare l’idoneità all’intervento.

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Rientro a scuola: visita oculistica pediatrica Neovision FOR KIDS

Anche la fine di questa estate, durante la quale abbiamo dovuto imparare a convivere con il coronavirus, è ormai vicina. Con curiosità, e soprattutto con un po’ di apprensione, stiamo già pensando al rientro a scuola e a come si svolgerà. Sarà on site, nuovamente in home schooling, o forse assisteremo all’organizzazione di un nuovo modello misto? In questo periodo di ripresa, oltre all’acquisto dei libri scolastici, penne e, magari, qualche nuovo sistema di comunicazione telematica, consigliamo di aggiungere FOR KIDS, la visita oculistica pediatrica mirata alla salute oculare dei bambini. 

Non sempre i genitori si accorgono dei problemi visivi

I dati riferiscono che, in Italia, almeno il 25% dei bambini sia affetto da difetti visivi che causano difficoltà di apprendimento e di svolgimento delle attività sportive. Nonostante questo, non sempre viene posta sufficiente attenzione alla diagnostica pediatrica.

Infatti, capita che questi bambini vengano presi per svogliati o distratti, ma sovente il problema è semplicemente visivo. Spesso, bambini e ragazzi effettuano la loro prima visita oculistica non prima del rientro a scuola, ma quando il difetto visivo ha raggiunto livelli conclamati: ciò può aver già causato ritardi e difficoltà nell’apprendimento, anche gravi.

Miopia: quando insorge

La miopia, ad esempio, insorge soprattutto durante l’età scolare e si sviluppa con maggiore incidenza nei figli di miopi. Spesso accade che il difetto visivo sia di lieve entità ed il bambino, non essendo in grado di realizzare una buona visione, non si accorga autonomamente del deficit.

Un altro caso da manuale è tipicamente rappresentato da un occhio che vede bene e l’altro no: in questo caso non emerge immediatamente il problema, in quanto il piccolo può risultare vedente anche a genitori ed insegnanti, poiché in grado di svolgere le attività con l’occhio normofunzionante.

Rientro a scuola: l’importanza della prevenzione

Rientro a scuola: visita oculistica pediatrica Neovision FOR KIDS

L’unico strumento a nostra disposizione è la prevenzione, con la definizione di un protocollo di visite cadenzate nel tempo per meglio valutare e seguire i bambini e ragazzi durante il loro sviluppo visivo.

La visita oculistica pediatrica FOR KIDS

La visita oculistica pediatrica FOR KIDS, proposta da Neovision, è appositamente studiata per la valutazione dei difetti refrattivi dei bambini. Il percorso diagnostico comprende una visita oculistica ed una ortottica al fine di ispezionare anche la visione binoculare e per escludere problemi di strabismo, talvolta riscontrabili nei bambini.

Gli esami sono indolori e non invasivi, organizzati in modo che il bambino sia in grado di riconoscere elementi ludici al fine di approcciare alla visita in modo allegro, come un gioco.

Gli appuntamenti, inoltre, vengono organizzati affinché i bambini siano liberi e sereni anche in sala d’attesa, nel rispetto delle migliori norme di sicurezza a tutela della salute di grandi e piccoli.

Bambini e ragazzi in età scolare: i nostri consigli per la loro vista

La capacità visiva di bambini e ragazzi in fase di crescita è mutevole. Proprio per questo, è importante effettuare controlli periodici in grado di individuare immediatamente, prima del rientro a scuola, l’insorgere di patologie o eventuali difetti visivi.

Rientro a scuola: i nostri consigli per bambini e ragazzi in età scolare

Oltre a ciò, però, è importante non dimenticare utili accorgimenti:

  1. Studiare sempre in ambiente con illuminazione diffusa;
  2. Durante le ore crepuscolari, accendere una lampada da tavolo, direzionata sul testo o sul video del computer;
  3. Studiare e leggere sempre seduti davanti ad una scrivania, con una postura corretta: busto eretto, gomiti sul tavolo, capo diritto;
  4. Non studiare distesi su un fianco: si rischierebbe di sforzare un occhio rispetto all’altro;
  5. Limitare la visione prolungata di sistemi video, smartphone e tablet;
  6. Ogni due ore di lavoro, concedersi una pausa di 15 minuti;
  7. Stimolare la visione spaziale stando all’aperto;
  8. Evitare l’utilizzo di smartphone, tablet o computer prima di dormire, per evitare che possano alterare i ritmi del sonno;
  9. Mantenere sempre una distanza di lettura pari alla lunghezza del braccio, per ridurre lo stress accomodativo;
  10. Controllare sempre la vista del bambino prima del rientro a scuola, o comunque all’inizio dell’anno scolastico. In tempi particolari come questo, potrebbe essere consigliabile effettuare un nuovo check dopo 4 mesi;
  11. Rivolgersi all’oculista in caso di affaticamento visivo.

Consigli per bambini e ragazzi che portano gli occhiali

Rientro a scuola: consigli per bambini e ragazzi che portano gli occhiali
  • Prediligere lenti con protezione luce blu, specifiche per computer, smartphone e tablet;
  • Scegliere lenti infrangibili, con trattamenti antigraffio ed antiriflesso multistrato;
  • Sostituire le lenti se graffiate o danneggiate;
  • Controllare periodicamente l’assetto dell’occhiale sul viso: occhiali decentrati, infatti, causano cefalea e discomfort visivo.

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sindrome dell'occhio secco e malattie intestinali - Neovision Cliniche Oculistiche

Si dice spesso che l’intestino è, in qualche modo, il nostro “secondo cervello”. Effettivamente, l’intestino riveste un ruolo di primo piano non solo per quanto riguarda l’andamento delle funzioni gastrointestinali e l’assimilazione dei nutrienti, ma anche con riferimento al mantenimento di un stato ottimale di salute del nostro organismo. Dal suo buon funzionamento dipende infatti, più o meno direttamente, anche il benessere di molti altri organi. E la salute oculare in questo senso non è da meno. Già a suo tempo avevamo indagato il legame tra il microbiota intestinale e la salute oculare, con particolare riferimento alla prevenzione della degenerazione maculare senile. Oggi vediamo, invece, la connessione tra le patologie croniche a carico dell’intestino e la Sindrome dell’Occhio Secco.

Malattie croniche intestinali: sintomi non circoscritti

Tra le malattie infiammatorie croniche dell’intestino figurano, per citare quelle con maggiore incidenza a livello mondiale, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa e la sindrome del colon irritabile, comunemente indicata come colite. La sindrome del colon irritabile è spesso confusa con un disturbo passeggero ma è, al contrario, una patologia cronica ben definita. Essa include una serie di sintomi ricorrenti, curabili ma mai guaribili del tutto. In generale, le patologie infiammatorie croniche intestinali si possono manifestare con sintomi su distretti ed organi ben lontani dall’intestino. Incluso l’apparato visivo, spesso interessato dalle complicanze di questo genere di patologie.

Sindrome dell’Occhio Secco fra le complicanze di Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa

Tra i disturbi oculari causati dalle patologie croniche intestinali ve ne sono alcuni lievi e transitori, altri invece più importanti. Eccone elencati alcuni:

  • Sindrome dell’Occhio Secco: questa patologia figura al primo posto nella lista per incidenza. Si stima infatti che il 50% dei pazienti affetti da Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa sia anche affetto da Sindrome dell’Occhio Secco. (Fonte: Microibd.it)
  • Congiuntivite;
  • Blefarite;
  • Glaucoma;
  • Neurite ottica;
  • Alcune patologie meno comuni della retina, come gli edemi;
  • Uveite.

Sarà il medico a dover effettuare tutte le valutazioni cliniche del caso ed a predisporre l’adeguata terapia orientata a far ritrovare al paziente affetto da patologia intestinale cronica il suo benessere oculare. In generale, il trattamento può spaziare da colliri lubrificanti, a farmaci antinfiammatori, steroidi o corticosteroidi, sino ad arrivare a soluzioni più innovative, specie per ciò che concerne i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco.

Sindrome del Colon Irritabile e Sindrome dell’Occhio Secco: così distanti eppur così vicine

Se la Sindrome dell’Occhio Secco ha una forte incidenza tra le persone con malattia di Crohn e colite ulcerosa, anche chi è affetto da colon irritabile sembra esserne colpito. Diversi studi scientifici hanno infatti messo in luce l’esistenza di un vero e proprio legame tra intestino ed apparato visivo, con particolare riferimento alla connessione tra la sindrome del colon irritabile e la Sindrome dell’Occhio Secco.

Da un microbioma all’altro, il passo è breve

Così come, all’interno dell’intestino, il microbioma regola il buon andamento delle funzioni digestive, analogamente sulla superficie oculare esiste un delicatissimo e preziosissimo micro habitat batterico.

Diversi studi scientifici hanno messo in correlazione questi due insiemi di preziosissimi microorganismi, sottolineando come dal benessere del microbioma intestinale possa dipendere direttamente anche quello del micro habitat oculare. Va da sé, quindi, che un’alterazione del primo possa innescare alcune patologie della superficie oculare, come blefariti e congiuntiviti ricorrenti, ma soprattutto la Sindrome dell’Occhio Secco.

LAVMe, il protocollo terapeutico per l’occhio secco

Anche in questo caso, la valutazione clinica da parte dell’oculista è fondamentale per mettere a punto un percorso terapeutico mirato. A questo proposito, gli specialisti di Neovision hanno messo a punto LAVMe, un protocollo di cura innovativo volto a restituire uno stato di benessere globale al paziente affetto da Sindrome dell’Occhio Secco.

Leggi anche: Sindrome dell’Occhio Secco e Reflusso Gastroesofageo, quale connessione?

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piangere dal ridere - Neovision Cliniche Oculistiche

Sarà capitato a tutti di scoppiare a piangere dal ridere, o quasi. Eppure le lacrime sono solitamente sintomo di un’emozione negativa, di un momento di grande tristezza, di un dispiacere che induce il pianto. E allora, come mai capita di piangere anche quando si ride a crepapelle oppure quando riceviamo una bellissima notizia?

Come funziona il meccanismo del pianto?

Il pianto è una reazione naturale che tutti abbiamo come conseguenza di un dolore fisico, di una forte emozione, di un dispiacere, di un momento commovente. Si può piangere perché ci si sente tristi, perché si ha male o semplicemente per le emozioni provate guardando un film o leggendo un libro. Capita persino di piangere dal ridere! La risposta è innescata da una parte specifica del nostro cervello chiamata sistema limbico, che a sua volta è collegata al sistema nervoso. E’ proprio il sistema nervoso ad essere responsabile del rilascio di un particolare neurotrasmettitore appartenente alla famiglia delle endorfine, la leu encefalina. La leu encefalina a sua volta attiva una altro neurotrasmettitore, l’acetilcolina, che si occupa di innescare l’attività lacrimale. In breve, tutto il meccanismo che vede coinvolti cervello e sistema nervoso è dunque la risposta che il primo invia al nostro corpo per restituire una sensazione di benessere durante un momento di infelicità.

Come mai si piange anche di gioia?

Esiste una spiegazione scientifica anche al piangere dal ridere

Piangere, insomma, aiuta a stare meglio. E allora, come mai piangiamo anche quando stiamo bene, anzi benissimo, e ci stiamo davvero sbellicando dalle risate? E’ presto detto. Quando ridiamo molto, si verifica una sorta di “corto circuito” nel meccanismo descritto nel paragrafo precedente. Le endorfine, che dovrebbero aiutarci a stare meglio in un momento triste, si liberano ugualmente. In una ricerca da lei stessa condotta e pubblicata, la psicologa e ricercatrice dell’Università di Yale Oriana Aragon, ha spiegato che le lacrime non sono sempre sintomo di una forte emozione negativa ma, al contrario, possono essere segnale di un’emozione positiva molto intensa. Ed anzi, se nel caso del pianto causato da un dispiacere esse servono a restituire una condizione di benessere, nel caso del pianto di gioia hanno il ruolo di controbilanciare la gioia eccessiva. Si tratta, in generale, di reazioni aventi l’obiettivo di riportare il soggetto in uno stato emotivo “nella norma” e privo di eccessi. E’ un po’ quello che accade quando ci si trova in una situazione poco piacevole che induce tensione emotiva, e pur tuttavia si comincia a ridacchiare.

Attenzione alla differenza tra pianto e lacrimazione

I meccanismi sopra illustrati rappresentano, dal punto di vista scientifico, una risposta ad un evento psichico. Diverso è il caso dell’iperlacrimazione, che ha tutt’altra origine ed indica una reazione fisica dell’occhio nei confronti di un evento in qualche modo disturbante. Questo evento può essere:

  • patologico, come una congiuntivite;
  • legato a cause anatomiche, come un malposizionamento della palpebra;
  • causato da un evento transitorio e per nulla dannoso per l’apparato visivo, come la semplice azione di sbucciare delle cipolle;
  • innescato da una eccessiva secchezza oculare;
  • traumatico, come un’abrasione a livello corneale;
  • un difetto visivo molto forte ma non opportunamente trattato.

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Colore degli occhi - Neovision Cliniche Oculistiche

Il colore degli occhi è quella caratteristica che madre natura con la genetica ci ha donato, e che ci accompagnerà per tutta la vita. Il colore dell’iride, così come la forma degli occhi o la variegata gamma di espressioni facciali, concorre a parlare chiaramente di noi. A raccontare chi siamo, a renderci riconoscibili. Ma da cosa dipende il colore degli occhi? Cosa distingue una persona con gli occhi chiari da una con gli occhi scuri? E ancora: perché alla nascita abbiamo tutti gli occhi azzurri, grigi o tendenti al blu? Scopriamolo insieme.

Da cosa dipende il colore degli occhi

Dal punto di vista strettamente scientifico, il colore dell’iride dipende dalla quantità di melanina contenuta all’interno dell’epitelio e dello stroma. Quando la melanina è depositata negli strati più profondi della cornea, si avranno occhi più scuri. Se invece la melanina è presente solo negli strati più superficiali, si avranno occhi più chiari. Come accade per la pelle, inoltre, la melanina esercita anche un’azione protettiva nei confronti dei raggi ultravioletti: dunque, chi ha occhi chiari tende ad averli più delicati di chi invece li ha scuri. Il colore più diffuso al mondo è quello marrone scuro, mentre gli occhi chiari, verdi o azzurri sono più rari, specie in alcune popolazioni.

Perché nasciamo tutti con gli occhi azzurri?

In realtà, alla nascita il colore degli occhi dei bambini ha una tonalità che varia dal grigio, all’azzurro al blu. Il colore dell’iride si formerà più tardi, quando il corpo comincerà a produrre melanina. Si consideri che il neonato ha trascorso nove lunghi mesi nel grembo materno dove, in assenza di luce, l’attività dei melanociti non era necessaria. Solo dopo alcune settimane di vita e con l’esposizione alla luce, i melanociti cominceranno a produrre melanina e l’occhio acquisirà colore. Il colore definitivo si avrà tra i 12 mesi ed i 3 anni circa.

Come mai in età avanzata gli occhi tendono a diventare più chiari?

Con l’avanzare dell’età l’organismo va incontro ad un calo di melanina. Non è infrequente, dunque, notare un cambio di colore degli occhi mano a mano che il tempo passa. Il calo di melanina nell’anziano è riscontrabile anche a livello di epidermide, con la formazione delle cosiddette lentigo senili, macchie della pelle dovute proprio ad una disomogenea distribuzione dei melanociti, le cellule deputate alla produzione di melanina.

E perchè a volte sembra che il colore degli occhi cambi a seconda del tempo che fa?

Capita spesso di notare un cambiamento nel colore dell’iride in conseguenza del tempo meteorologico. Questo accade in particolar modo nelle persone con gli occhi più chiari, nocciola, verdi o azzurri. In realtà il colore degli occhi non subisce alcuna variazione: si tratta semplicemente di un effetto dovuto al fatto che gli occhi chiari riflettono maggiormente la luce mentre, al contrario, gli occhi scuri tendono ad assorbirla. A seconda del tipo di giornata e di luce, insomma, gli occhi azzurri potranno sembrare grigi, mentre gli occhi nocciola sembreranno verdi.

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Concorsi militari requisiti visivi - Neovision Cliniche Oculistiche

La partecipazione ai concorsi militari richiede agli aspiranti concorrenti specifici requisiti, anche visivi,  per l’accesso a determinati ruoli e cariche. In particolare, ogni bando indica tra i requisiti una ben precisa capacità visiva espressa in diottrie.

Concorsi militari: requisiti visivi previsti

Ciascun bando di concorso pubblico per la partecipazione a concorsi militari prevede requisiti visivi differenti:

  • Accademia dei Carabinieri: visus complessivo non inferiore ai 16/10, con 7/10 nell’occhio che vede meno;
  • Vigili del Fuoco: visus complessivo non inferiore ai 14/10, con 6/10 nell’occhio che vede meno;
  • Accademia dell’Esercito: visus complessivo non inferiore ai 16/10, con 7/10 nell’occhio che vede meno;
  • Accademia della Guardia di Finanza: visus complessivo non inferiore ai 16/10, con 7/10 nell’occhio che vede meno;
  • Polizia di Stato: leggete con attenzione i bandi della Polizia di Stato, in quanto i requisiti visivi cambiano a seconda del ruolo per il quale si concorre. Solitamente, per agenti ed assistenti è richiesto un visus complessivo non inferiore ai 12/10, con 5/10 nell’occhio che vede meno; per ispettori e commissari è richiesto un visus complessivo non inferiore ai 10/10, mentre per figure di tipo tecnico visus corretto non inferiore ai 10/10 per occhio.
  • Accademia della Marina Militare: visus complessivo non inferiore ai 10/10 per occhio;
  • Corpi del genio navale, armi navali, commissariato militare marittimo, capitanerie di porto, sanitario militare marittimo: visus corretto non inferiore ai 10/10 per ciascun occhio.
  • Aeronautica Militare: anche in questo caso, i requisiti visivi per il concorso in Accademia sono diversi a seconda del ruolo per cui si concorre. Ad esempio, per il ruolo di Navigante normale dell’Aeronautica Militare (cioè pilota o navigatore) il visus minimo corrisponde a 8/10 per occhio, correggibili a 10/10 con lenti ma non tramite chirurgia refrattiva, che in questo caso non è ammessa. Gli interventi laser con PRK o LASIK sono ammessi per la correzione de difetti visivi nei seguenti Ruoli Normali:
    • Delle Armi nell’Arma dell’Aeronautica
    • Del Corpo del Genio Aeronautico
    • Del Corpo di Commissariato Aeronautico
    • Nel Corpo Sanitario Aeronautico

Quanto è possibile correggere?

Oltre ai requisiti visivi, ciascun bando di concorso militare indica anche la quantità di correzione ammessa e la tecnica consentita. La chirurgia refrattiva, o correzione laser dei difetti visivi, rappresenta infatti la strada più efficace e veloce per correggere in modo permanente qualunque difetto visivo.

Quale correzione laser è consentita per accedere ai concorsi

Nell’ambito dei prerequisiti per la partecipazione ad un concorso militare, solitamente la tecnica laser per la correzione dei difetti visivi consentita è la cosiddetta cheratotomia fotorefrattiva, più conosciuta come PRK. Vale sempre la pena però, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, studiare ogni bando prima di orientarsi verso una sola tecnica.

Chirurgia refrattiva per concorsi:

cos’è la PRK

La correzione permanente dei difetti visivi con tecnica PRK si esegue con il laser ad eccimeri, che lavora per ablazione. L’intervento si esegue sulla cornea e prevede che questa sia modellata in base alle esigenze visive del paziente. L’intervento è breve, indolore e non invasivo. Non solo: il recupero visivo si ottiene nell’arco di pochi giorni. Resta inteso che prima si andrà ad effettuare il trattamento e meglio sarà per il candidato che avrà tutto il tempo per un totale recupero visivo senza stress.

Visita di idoneità: laser per concorsi militari

Per poter effettuare un intervento laser di correzione dei difetti visivi è indispensabile sottoporsi ad una visita di idoneità durante cui il medico oculista potrà valutare l’effettiva idoneità del candidato. La visita FREEDOM ha una durata di circa due ore e prevede una serie di esami in grado di fornire la perfetta fotografia dell’occhio dell’aspirante militare e di stabilire l’idoneità all’intervento laser.

Di seguito l’elenco degli esami previsti:

  • OPD SCAN (Optical Path Difference)
  • Autorefrattometria
  • Autocheratometria
  • Topografia corneale
  • Pupillometria
  • Cristallino in retroilluminazione
  • Tonometria
  • Pachimetria centrale
  • Refrazione
  • Visione binoculare
  • Test lacrimali
  • Biomicroscopia
  • Esame del fondo oculare
  • Tomografia Scheimpflug
  • Biometria ottica
  • Conta endoteliale
  • OCT del segmento anteriore
  • OCT del segmento posteriore

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Chiamaci. Saremo lieti di darti tutte le delucidazioni in merito alla chirurgia refrattiva per concorsi. Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi allo 02 3031 7600.

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Gli occhi parlano - mascherine - Neovision Cliniche Oculistiche

Finalmente, dopo un lungo periodo di lockdown, la riapertura. Certo, non è tutto come prima. Possiamo tornare a frequentare negozi, ristoranti, locali, e altri luoghi di aggregazione, ma con nuove regole ed accorgimenti da seguire: i distanziamenti, l’attenta igiene delle mani, il controllo della temperatura corporea agli ingressi, e l’utilizzo delle mascherine, che coprono quasi completamente il nostro volto. È vero, gli occhi parlano, e forse non ce ne siamo mai resi conto come in questo momento.

Mascherine contro il coronavirus: gli occhi parlano più di prima

La mascherina di protezione è la nostra nuova alleata contro il diffondersi del coronavirus, e sembra proprio che ci terrà compagnia ancora per molto tempo durante le nostre attività quotidiane.

Se è vero che gli stilisti si sono prodigati nella produzione di mascherine dalle forme e dai colori più particolari, è altrettanto vero che la parte inferiore dell’espressione e della mimica del viso viene nascosta, lasciando il non verbale e la comunicazione facciale al solo sguardo.

Gli occhi diventano così, ancora più di prima, i protagonisti dei nostri malumori e dei nostri sorrisi, la nostra finestra sul mondo.

Due consigli per valorizzare lo sguardo

Indossare la mascherina in estate si sta rivelando non sempre piacevole, ma è bene ricordare che prima di tutto stiamo compiendo un gesto di rispetto, cura e attenzione nei confronti di chi abbiamo accanto.

Con il caldo, è consigliabile idratare molto bene la zona del contorno occhi: possiamo farlo utilizzando una crema leggera apposita, ad alta protezione solare.

Gli occhi parlano: Silvia

Per chi ama il trucco, possiamo valorizzare lo sguardo con un make-up leggero, intensificando l’espressione degli occhi con un mascara waterproof e con kajal: quest’ultimo nero per occhi chiari, e brown per quelli verdi o castani. Andremo così a donare risalto al colore degli occhi e alla loro espressione.

Smart working: quando gli occhi parlano… e si lamentano un po’

Per molti di noi lo smart working è una assoluta novità, a cui ci stiamo abituando non senza qualche piccolo ostacolo. Croce e delizia degli ultimi tempi, sembra proprio che con lo smart working passiamo ancora più tempo di prima davanti al computer, e questo non fa bene ai nostri occhi. 

Con la luce dei display, infatti, insieme al fatto che per molte ore fissiamo lo sguardo alla stessa breve distanza, gli occhi si affaticano e si indeboliscono, aprendo la strada a una serie di disturbi che possono essere davvero difficili da tenere a bada. Primi fra tutti, frequenti mal di testa serali e secchezza oculare, col suo bagaglio di irritazione, bruciore, e arrossamento degli occhi. 

È molto importante, quindi, concedere piccole pause al nostro sguardo. Impariamo a guardare a distanze diverse durante il lavoro, abituiamoci a sbattere le palpebre più frequentemente per idratare gli occhi e regaliamoci un po’ di tempo all’aria aperta.

Occhio secco: cosa fare

Se i piccoli trucchi suggeriti non dovessero alleviare la sensazione di prurito e bruciore agli occhi, è possibile che la secchezza oculare sia divenuta cronica.

Neovision ha realizzato LAVMe, un percorso di eye care personalizzato per una corretta idratazione degli occhi ed il rilassamento dello sguardo. LAVMe è un programma terapeutico contro l’occhio secco, studiato dagli esperti di Neovision. Abbinando la ricerca scientifica ed un momento distensivo personalizzato con una terapia domiciliare, LAVMe coniuga il benessere oculare con quello personale.

LAVMe: l’innovativo trattamento dell’occhio secco

Il percorso di cura dell’occhio secco comincia con una visita oculistica specialistica, il cui scopo è identificare la severità e la tipologia del discomfort di secchezza oculare, grazie ai migliori strumenti diagnostici disponibili.

La terapia dell’occhio secco definita nel protocollo LAVMe prevede, quindi, una serie di sedute di Risonanza Quantica Molecolare in concomitanza con un momento di rilassamento mindfulness. Alle sedute in clinica, che sono del tutto indolori e molto piacevoli, viene affiancata una terapia domiciliare personalizzata

L’obiettivo è il miglioramento della sensazione di secchezza oculare, che può essere causata dall’esposizione ai display, così come dall’eccessivo uso di lenti a contatto, dall’aria troppo secca dei condizionatori, dal fumo, dall’inquinamento e da altri fattori ambientali o clinici.

Chiamaci per maggiori informazioni

Gli occhi parlano davvero, sono i protagonisti nelle nostre comunicazioni e nei nostri rapporti sociali. Mai come in questo momento è importante prenderci cura del nostro sguardo. Contattaci allo 02 3031 7600, oppure compila il form e sarai ricontattato.

Visita oculistica pediatrica per il ritorno a scuola! Neovision Cliniche Oculistiche

Come abbiamo già visto in un articolo di qualche settimana fa, sono aumentati i casi di miopia indotta. Abitudine ad una visione spaziale a corto raggio e spesso in spazi chiusi, didattica a distanza e non a scuola, giochi che sfruttano perlopiù la visione da vicino e utilizzo prolungato di tutti i device a disposizione della famiglia hanno comportato per tutti, grandi e piccini, un importante sforzo della vista. Le giornate si chiudono con occhi stanchi e pesanti, a volte anche un po’ secchi. FOR KIDS è la visita oculistica pediatrica studiata da Neovision per la salute visiva dei più piccoli.

Prepariamoci alla scuola: Ready 4 School!

I nostri occhi, esattamente come tutti noi, dopo questo lungo e complicato periodo sono stanchi e affaticati. Per questo, potrebbe essere indicata una visita di controllo, soprattutto per chi non l’ha mai effettuata e, in particolare, per i bambini che a settembre si apprestano a riprendere finalmente le lezioni.

Prima era il lockdown, poi un timido riaffacciarsi alla vita, e infine una travolgente voglia di riprendere.

E per prepararci al meglio a questa ripresa, anche gli occhi dei bambini meritano qualche attenzione in più. Per questo Neovision ricorda l’importanza della visita oculistica pediatrica: una rassicurazione per i genitori e un gesto di cura importante per gli occhi dei bambini che stanno crescendo e che si apprestano a guardare il mondo con sempre più attenzione ed entusiasmo.

FOR KIDS: la visita oculistica pediatrica dedicata ai nostri bambini

FOR KIDS non è una visita come tutte le altre. La nostra visita oculistica pediatrica, infatti, è un percorso diagnostico specifico, pensato per i bambini e dedicato a loro a 360°. Gli appuntamenti vengono organizzati con cura, in modo che i bambini siano liberi e sereni anche in sala d’attesa e i genitori accolti e rilassati. 

FOR KIDS inizia con un approfondito set di esami indolori e non invasivi, organizzati in modo che il bambino sia in grado di riconoscere elementi ludici al fine di approcciare alla visita in modo sereno e allegro.

Una visita unica ed estremamente approfondita, grazie all’ausilio di tecnologie all’avanguardia nelle mani di oculisti ed ortottisti esperti e davvero bravissimi coi bambini. Per un rientro a scuola più sicuro e sereno. 

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Non aspettare: prenota subito allo 02 3031 7600, oppure compila il form e sarai ricontattato.